Salute 8 Gennaio 2018 13:33

Vaccini: obbligo per gli operatori sanitari. Emilia capofila della proposta, d’accordo anche Lazio, Lombardia e Piemonte

Chi non acconsentirà alla profilassi verrà trasferito. Ecco la conseguenza per gli operatori sanitari che decideranno di non vaccinarsi pur lavorando in reparti ritenuti ad alto rischio infettivo
Vaccini: obbligo per gli operatori sanitari. Emilia capofila della proposta, d’accordo anche Lazio, Lombardia e Piemonte

Vaccinazioni obbligatorie per personale sanitario: l’Emilia Romagna si fa capofila e mette nero su bianco la proposta di Sergio Venturi, Assessore alla Salute, che già da mesi caldeggiava una soluzione per i rischi che corrono medici e infermieri. ‘Accordo in merito alla prevenzione del rischio biologico in ambiente sanitario’: questo il nome della proposta che ha trovato consensi in Emilia e si sta facendo largo anche nel Lazio, in Lombardia e in Piemonte.

Dalla Regione sono state individuate le aree maggiormente a rischio in cui occorrerebbe la profilassi e sono: oncologia, ematologia, trapianti, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, pronto soccorso e rianimazione. «Le vaccinazioni negli operatori sanitari hanno una triplice valenza – si legge in uno studio realizzato da aziende sanitarie regionali corollario della proposta di Venturi -. Proteggono l’utente del servizio sanitario; l’operatore sanitario che per motivi professionali è maggiormente esposto al contagio; tutelano il servizio sanitario che, in situazioni epidemiche, potrebbe fronteggiare una carenza acuta di personale».

Chi non seguirà l’indicazione verrà trasferito in reparti ritenuti non ad alto rischio, fa sapere la Regione che su Repubblica.it ci tiene a precisare: «Nessun licenziamento ma spostamento di reparto mantenendo funzioni equivalenti e stesso stipendio». Sulla questione si discuterà più approfonditamente da metà gennaio in poi nel corso di una serie di riunioni programmate ad hoc.

Ad essere coinvolti 10mila operatori sanitari, ma non tutti dovranno vaccinarsi considerando che molti hanno già avuto le malattie più pericolose come rosolia, morbillo, parotite e varicella. Dal Piemonte, l’Assessore alla Salute Antonino Saitta ha espresso soddisfazione per la scelta dell’Emilia, tuttavia ribadisce la necessità di un intervento a livello nazionale.

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