Non Categorizzato 21 Maggio 2020

I geriatri: «Puntare su ricerca, telemedicina e approccio multidimensionale»

L’emergenza Covid-19 ha evidenziato la carenza di posti letto di Geriatria per acuti ad alta intensità di cure. La stragrande maggioranza dei pazienti che giungono al Ponto Soccorso con problemi acuti sono anziani e i 3.560 posti letto di Geriatria negli Ospedali italiani non sono sufficienti a far fronte agli 1.3 milioni di ricoveri all’anno, […]

di SIGOT, Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio

L’emergenza Covid-19 ha evidenziato la carenza di posti letto di Geriatria per acuti ad alta intensità di cure. La stragrande maggioranza dei pazienti che giungono al Ponto Soccorso con problemi acuti sono anziani e i 3.560 posti letto di Geriatria negli Ospedali italiani non sono sufficienti a far fronte agli 1.3 milioni di ricoveri all’anno, soltanto nei pazienti con più di 75 anni. Come risultato gli anziani sono curati in reparti non specialistici che non prevedono aree di cura intensiva o sub-intensiva né l’impiego di protocolli di cura validati in età geriatrica; al riguardo si sottolinea che l’approccio geriatrico dedicato migliora la prognosi degli anziani con patologie critiche, come dimostrato da numerosi studi internazionali.

Nella necessità di selezionare i pazienti da trattare, di fatto, il criterio di scelta per l’accesso alle cure intensive è stato principalmente l’età anagrafica, senza considerare la prognosi (che dipende dal grado di fragilità), le necessità cliniche e psico-sociali, le capacità residue e le preferenze del paziente, configurando così disuguaglianze e discriminazioni nel diritto alle cure (“ageismo”).

Infine, una certa difficoltà nell’attuare le strategie di prevenzione e cura dei problemi geriatrici legati all’ospedalizzazione quali delirium, depressione, reazioni avverse ai farmaci, immobilizzazione e malnutrizione, ha aumentato le disabilità residue nel periodo post-acuzie ospedaliero e post-ricovero. Fragilità strutturali e organizzative sono emerse anche nelle RSA e nei servizi territoriali dedicati agli anziani.

 

Proposte di intervento in Ospedale

  • Aumentare i posti letto e i reparti ospedalieri di Geriatria, anche convertendo risorse ospedaliere già esistenti, prevedendo aree di cura sub-intensiva per il monitoraggio e la cura di pazienti anziani e l’impiego di protocolli di cura validati in età geriatrica;
  • Implementare la formazione geriatrica e la diffusione del metodo di approccio multidimensionale geriatrico per facilitare appropriate e condivise decisioni cliniche nell’anziano, secondo un criterio di superamento dell’emergente ”ageismo”;
  • Diffondere tra tutti i sanitari (medici, infermieri, fisioterapisti, assistenti socio-sanitari, psicologi) metodi di cura geriatrica per prevenire, monitorare e trattare le sindromi geriatriche ospedaliere.

 

Proposte di intervento nelle RSA e nel territorio

  • Aggiornare gli standard strutturali e di personale sanitario nelle RSA;
  • Promuovere e sviluppare progetti di ricerca, veramente ancora troppo carenti, che incentivino lo sviluppo di competenze e professionalità specialistiche geriatriche nelle RSA e nelle cure domiciliari;
  • Considerare fondamentali le competenze geriatriche nelle RSA e nelle cure domiciliari, sia per fornire conoscenze cliniche che per implementare l’approccio multidimensionale, irrinunciabile strumento per la appropriata gestione degli anziani, come riportato in tutta la letteratura internazionale;
  • Implementare strumenti e programmi di telemedicina che favoriscano le cure e l’assistenza a domicilio di pazienti anziani grazie alla condivisione di informazioni cliniche e socio-assistenziali tra specialisti geriatri (ospedalieri e ambulatoriali), operatori territoriali e i Medici Medicina Generale.

 

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