Non Categorizzato 21 Maggio 2020

Gli epidemiologi: «I tre punti da cui ripartire»

Il contributo di Salvatore Scondotto, Presidente Associazione Italiana di Epidemiologia

di Salvatore Scondotto, Presidente AIE

L’Associazione italiana di Epidemiologia (AIE), in una lettera inviata alle istituzioni all’indomani dell’avvio della fase 2 ha raccomandato la costruzione di un quadro di insieme di tutte le attività considerate prioritarie per interrompere le catene dei contagi da applicare ovunque e un salto tecnologico a supporto della prevenzione.

  1. Incremento immediato della capacità di accertamento diagnostico dei casi

Le capacità di identificazione dei casi sospetti di Covid-19 va rafforzata in modo sistematico e l’accertamento virologico va allargato anche a soggetti asintomatici con alto rischio di infezione. L’adeguamento della rete di laboratori può essere centralizzato, per assicurare analoghi e massimi livelli nelle capacità diagnostiche sul territorio nazionale.

I casi sospetti vanno posti in isolamento temporaneo e una volta identificati vanno isolati ricorrendo a strutture residenziali dedicate. Una rilevante quota di nuovi casi che registriamo ancora oggi è convivente di casi già accertati. Questi contagi vanno azzerati.

  1. Capillarità del contact tracing e supporto tecnologico

La capacità di identificare i contatti deve essere effettuata con procedure efficaci e omogenee nel territorio nazionale. Oltre al necessario e già richiesto potenziamento degli organici dei Dipartimenti di prevenzione, e al ricorso a risorse umane aggiuntive per l’emergenza, occorre anche un miglioramento degli strumenti tecnologici a supporto di tutte le attività di sorveglianza, ma in particolare di quella dei contatti dei casi, di esecuzione delle indagini epidemiologiche e di follow up. Non è, infatti, possibile immaginare nel nuovo scenario epidemico che si continui con la registrazione cartacea dei dati e la loro successiva digitazione nei sistemi informativi. Strumenti tecnologici per gli operatori di sanità pubblica corredati di software predefiniti, permetterebbe di armonizzare molte attività e trasmettere tempestivamente le informazioni. L’acquisizione centralizzata di tali strumenti per la prevenzione potrebbe salvare molte vite e ridurre i danni economici.

  1. Adeguamento e potenziamento dei sistemi di sorveglianza nazionale

È necessario ampliare le informazioni minime richieste a livello nazionale indispensabili per la descrizione, l’analisi e la gestione dei focolai epidemici (luogo di esposizione, abitazione, luogo di lavoro, ospedale, RSA/RSSA, altro da specificare, attività lavorativa, data del provvedimento di isolamento, o altro).

Infine, occorre prevedere un sistema di gestione periferica delle informazioni derivanti dall’App Immuni con una chiara definizione dei percorsi delle persone che ricevono la segnalazione di esposizione, dei dati generati e delle responsabilità associate.

 

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