Salute 16 Giugno 2025 10:14

Udito, la musica si ascolta anche con la pelle

Nuove prospettive per la riabilitazione uditiva nei portatori di impianti cocleari: un giubbotto hi-tech “trasforma” la musica in vibrazioni tattili
Udito, la musica si ascolta anche con la pelle

Ascoltare la musica non solo con le orecchie o con il cuore, ma anche con la pelle. Oggi è possibile grazie ad uno speciale giubbotto hi-tech. A metterlo a punto, un team di ricercatori dell’Università di Trento e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona. Lo studio italiano, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, apre così a nuove prospettive nella riabilitazione uditiva per i pazienti con deficit dell’udito. Alla base della ricerca c’è l’idea di affiancare la stimolazione tattile a quella uditiva, utilizzando un dispositivo in grado di tradurre la musica in vibrazioni corporee. Il tutto grazie a questo giubbotto hi-tech  capace di “far sentire” il suono attraverso la pelle.

Coinvolti portatori di impianti cocleari tra 19-81 anni

L’ideatore del progetto è Luca Turchet, docente di Sistemi interattivi multisensoriali al Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento: “Abbiamo iniziato testando il sistema su soggetti normoudenti – spiega – ma i risultati più interessanti sono arrivati quando abbiamo coinvolto venti portatori di impianti cocleari, tra i 19 e gli 81 anni. L’obiettivo era capire come cambiavano le loro capacità percettive con l’aggiunta della stimolazione tattile”. Il protocollo sperimentale ha previsto una serie di test audiometrici in due condizioni: solo uditiva e audio-tattile. I risultati sono stati sorprendenti: i partecipanti hanno mostrato un netto miglioramento nella percezione e distinzione di suoni e parole quando alla musica erano associate vibrazioni trasmesse al corpo.

Una scoperta che potrebbe cambiare la riabilitazione uditiva

“I dati sono molto incoraggianti – aggiunge Turchet –. Quando l’ascolto è limitato solo all’udito, le performance peggiorano. Probabilmente perché le persone con impianti cocleari faticano di più ad elaborare gli stimoli sonori, soprattutto in presenza di musica. Ma quando attiviamo anche il canale tattile, c’è un effetto di potenziamento che migliora quasi tutti i parametri”. Si tratta, dunque, di una scoperta che potrebbe cambiare il modo in cui si progetta la riabilitazione uditiva. “La nostra ipotesi – prosegue il ricercatore – è che l’uso costante di questo sistema audio-tattile possa rafforzare nel tempo la capacità complessiva di interpretare il mondo sonoro. Inoltre, la componente emotiva associata alle vibrazioni (la musica si sente anche con il cuore, letteralmente) contribuisce a rendere l’esperienza più intensa e gratificante”, conclude l’autore dello studio.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Advocacy, accesso e sostenibilità: la ricetta di Pfizer per costruire alleanze con le comunità di pazienti

Dalla relazione paritaria con le associazioni alla co-progettazione di percorsi e politiche sanitarie. Intervista ad Antonella D’Arienzo, Patient Advocacy Manager di Pfizer per Advocacy 2030
di Corrado De Rossi Re
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti
Salute

Cervello, ‘fare’ i nonni lo protegge: il declino cognitivo frena quando ci si prende cura dei nipoti

Un nuovo studio dell’Università di Tilburg dimostra che i nonni che si occupano dei bambini ottengono punteggi più alti nei test di memoria e fluidità verbale, e le nonne mo...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano