Il progetto CO-CAPTAIN sperimenta in quattro Paesi europei un modello di accompagnamento personalizzato per facilitare l'accesso ai servizi, promuovere stili di vita più salutari
Le disuguaglianze nella prevenzione oncologica non dipendono soltanto dalla disponibilità dei servizi sanitari, ma anche dalla capacità di raggiungerli e accedervi in modo tempestivo. Per le persone che vivono una condizione di disagio o sofferenza mentale, questo percorso può essere particolarmente complesso. A questa popolazione è associato un rischio più elevato di sviluppare un tumore e di andare incontro a mortalità, rendendo necessario un approccio alla prevenzione capace di rispondere a bisogni specifici e di superare le barriere che ostacolano l’accesso alle cure preventive. È questa la sfida al centro di CO-CAPTAIN, un progetto europeo che punta a sperimentare un modello di Patient Navigation applicato alla prevenzione primaria dei tumori. L’obiettivo è accompagnare le persone nei percorsi di prevenzione, favorire l’accesso ai servizi disponibili, ridurre i fattori di rischio oncologico e promuovere comportamenti più salutari. Coinvolti Austria, Grecia, Polonia e Spagna, con sperimentazioni svolte rispettivamente a Vienna, Atene, Lódz e Madrid.
Il modello di Patient Navigation si basa sull’accompagnamento della persona nell’accesso ai servizi sanitari, con l’intento di individuare e superare gli ostacoli che possono impedire o ritardare il ricorso agli interventi preventivi. Nell’ambito di CO-CAPTAIN, questo approccio viene adattato alle esigenze delle persone che vivono una condizione di sofferenza mentale, per le quali le difficoltà individuali possono intrecciarsi con barriere organizzative e strutturali. Il progetto si propone di migliorare l’accessibilità dei servizi, sostenere il cambiamento dei comportamenti e contribuire a ridurre le disuguaglianze nella prevenzione oncologica. Un percorso che richiede di considerare la persona nella sua complessità, senza separare la salute mentale dagli altri bisogni di salute.
CO-CAPTAIN adotta un approccio metodologico che combina ricerca qualitativa e scienza dell’implementazione, con l’obiettivo di valutare come il modello possa essere introdotto e adattato nei diversi contesti sanitari. Il progetto integra interviste, attività di co-progettazione con i portatori di interesse e sperimentazioni pilota in quattro Paesi europei. Il coinvolgimento dei soggetti interessati consente di tenere conto delle specificità locali e di adattare l’intervento alle caratteristiche dei sistemi sanitari e delle persone a cui si rivolge. L’efficacia del modello viene valutata attraverso strumenti e framework consolidati. I risultati sono destinati a fornire elementi utili per orientare le future politiche sanitarie e le pratiche di prevenzione, favorendo l’eventuale estensione dell’intervento.
I risultati del progetto evidenziano l’importanza di affrontare in modo coordinato gli ostacoli che limitano l’accesso alla prevenzione per le persone con problemi di salute mentale. Le sperimentazioni pilota hanno messo in luce il valore aggiunto del modello di Patient Navigation nel facilitare il ricorso ai servizi preventivi e nel sostenere il cambiamento dei comportamenti. Un altro elemento centrale riguarda la necessità di rafforzare il collegamento tra i servizi di salute mentale e quelli che si occupano di prevenzione. La frammentazione dei percorsi può infatti rendere più difficile rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone, mentre un approccio integrato permette di considerare la salute nel suo insieme. La prospettiva proposta da CO-CAPTAIN è quindi quella di una prevenzione più inclusiva, costruita intorno alla persona e attenta alle barriere sia individuali sia strutturali. Integrare la salute mentale nelle strategie di prevenzione oncologica significa riconoscere che l’accesso agli interventi preventivi deve essere garantito anche a chi rischia maggiormente di rimanerne escluso.
Oltre alla sperimentazione del modello, CO-CAPTAIN mira a produrre evidenze scientifiche e raccomandazioni per favorire l’adozione dell’approccio nelle politiche sanitarie europee. La sfida è trasformare i risultati della ricerca in interventi sostenibili e replicabili, capaci di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione. Il progetto indica una direzione precisa: rendere la prevenzione oncologica più accessibile attraverso servizi coordinati, percorsi personalizzati e una maggiore integrazione tra ambiti assistenziali. Un obiettivo che richiede di superare una visione settoriale della salute e di riconoscere che la prevenzione deve rispondere anche ai bisogni delle persone più esposte al rischio di esclusione.
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