Contributi e Opinioni 16 Maggio 2017 13:13

Trapianto di capelli: tutto quello che occorre sapere

Caduta dei capelli? Di base la colpa è dei fattori genetici ed ereditari. Lo sottolinea il Dottor Massimo Abenavoli, chirurgo plastico ed estetico e Presidente della Onlus Emergenza Sorrisi

Caduta dei capelli? Di base la colpa è dei fattori genetici ed ereditari. Lo sottolinea il Dottor Massimo Abenavoli, chirurgo plastico ed estetico e Presidente della Onlus Emergenza Sorrisi. «Non solo – precisa il medico – la calvizie dipende anche dalla mancanza di alcuni elementi come il ferro, lo zinco e il rame. Come prima soluzione per risolvere la caduta dei capelli si può provare ad integrare questi elementi. In un secondo momento, se non c’è altra soluzione, allora si può ricorrere alla chirurgia».

La calvizie è un problema non solo di natura fisiologica, ma influenza molto anche la sfera psicologica e sociale: «è determinante – aggiunge il Dottor Abenavoli – ed è soprattutto per questo che molti pazienti si orientano verso questo rimedio».

«In tal senso la ricerca medico-scientifica è sempre attiva e negli ultimi anni siamo arrivati a grandi risultati – spiega Abenavoli -. Esistono attualmente delle tecniche che consentono di ottenere risultanti gratificanti in tema anche di naturalità. La procedura adesso più all’avanguardia è l’utilizzo di singoli bulbi piliferi innestati dal chirurgo nelle zone dove è carente la presenza di componente pilifera. Questi bulbi sono precedentemente stati prelevati dal corpo del paziente attraverso una metodica specifica che si avvale di aghi che consentono l’espianto. Dopo l’espianto, il bulbo viene studiato in laboratorio e preparato ad essere trapiantato o singolarmente o in gruppi di due o tre per dare un maggiore effetto di infoltimento».

«Ci tengo a ribadire – conclude il medico – che prima di procedere con l’intervento va fatta, da parte del medico, una valutazione attenta anche all’impatto psicologico del paziente che è importantissimo. Infatti l’accettazione da parte del paziente di un intervento che dura circa tre o quattro ore in anestesia locale, la convalescenza post e la capacità di comprendere quali sono i possibili risultati, è fondamentale. Nel mio caso, per garantire un ripresa più veloce che vada di pari passo alla ripresa psicologica, tendo a non utilizzare fasce dopo l’operazione e dare modo al paziente di potersi lavare i capelli già dal giorno dopo».

Articoli correlati
Emergenza Sorrisi festeggia il decennale e parte per il Senegal. Il Presidente Abenavoli: «Altra grande sfida»
Formare i medici locali e operare i bambini affetti da palatoschisi: ecco gli obiettivi di Emergenza Sorrisi. La ONG, guidata dal chirurgo plastico Fabio Massimo Abenavoli, festeggia dieci anni di attività con una mostra fotografica che raccoglie tutte le missioni umanitarie fatte finora
I primi 10 anni di Emergenza Sorrisi: cooperazione tra onlus, imprese e altre realtà la chiave per le nuove sfide
Takeda, realtà leader nella farmaceutica, pronta a proseguire il suo impegno al fianco del professor Abenavoli. Il Direttore Lombardi: «Cure per noi scontate, in alcuni luoghi sono una fortuna: doveroso aiutare questi popoli»
Emergenza Sorrisi, il decennale dell’organizzazione. Abenavoli: «Ci auguriamo altri dieci anni di sorrisi»
Ripercorrere le tappe di Emergenza Sorrisi dalla sua fondazione nel 2007 fino ad oggi, questo lo scopo del Convegno dal titolo "10 anni di cooperazione con Emergenza Sorrisi”, che si è svolto alla Camera dei Deputati
Emergenza Sorrisi torna in Afghanistan. Il Presidente Abenavoli: «Importante formare medici locali»
L’Associazione che cura i bambini affetti da gravi malformazioni del volto, parte per una nuova missione. A finanziare il progetto i fondi ricavati in occasione del concerto al Piccolo Eliseo. All’evento è intervenuto S.E. Waheed Omer Ambasciatore dell’Afghanistan: «Grazie a Emergenza Sorrisi i bambini afghani potranno crescere»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti