Nutri e Previeni 28 Settembre 2026 13:00

Spreco alimentare, Iss: “Leggere bene l’etichetta può evitare di buttare cibo ancora buono”

"Da consumarsi entro" e "consumarsi preferibilmente entro" non hanno lo stesso significato: in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, l’Iss fa chiaarezza

di Redazione
Spreco alimentare, Iss: “Leggere bene l’etichetta può evitare di buttare cibo ancora buono”

Quella data stampata sulla confezione non racconta sempre la stessa cosa. E soprattutto non basta, da sola, a stabilire se un alimento debba essere gettato. Per ridurre lo spreco alimentare può essere sufficiente, in molti casi, imparare a leggere correttamente l’etichetta e distinguere le informazioni sulla sicurezza da quelle relative alla qualità del prodotto. Lo chiarisce l’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, che si celebra ogni anno il 29 settembre. La ricorrenza, istituita dalle Nazioni Unite, richiama l’attenzione sulla necessità di intervenire lungo tutta la filiera alimentare, dalla produzione fino al consumo domestico. Nel 2026 il focus è sul potenziale trasformativo della riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari. “Ridurre lo spreco alimentare significa utilizzare meglio le risorse, ma anche contribuire alla sicurezza alimentare, alla qualità della dieta e alla sostenibilità dei sistemi alimentari”, sottolinea Laura Rossi, direttrice del Reparto Nutrizione, alimentazione e salute dell’ISS.

“Da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”: due indicazioni diverse

Uno dei punti sui quali è più facile fare confusione riguarda le diciture che accompagnano la data. Non sono intercambiabili e non hanno lo stesso significato per la sicurezza dell’alimento. La dicitura “da consumarsi entro”, corrispondente all’inglese «use by», riguarda gli alimenti particolarmente deperibili dal punto di vista microbiologico. In questo caso la data ha un significato legato direttamente alla sicurezza: una volta superata, il prodotto non deve essere consumato. È quindi necessario rispettare la data indicata e, allo stesso tempo, seguire le condizioni di conservazione riportate sulla confezione. Diverso è il significato di “da consumarsi preferibilmente entro”, corrispondente a “best before”. Si tratta del termine minimo di conservazione, cioè della data fino alla quale, se correttamente conservato, l’alimento mantiene le proprie caratteristiche specifiche. Superato questo termine, il prodotto può progressivamente perdere alcune delle sue caratteristiche qualitative, come fragranza, consistenza, aroma o colore. Non significa però automaticamente che sia diventato non sicuro e che debba essere necessariamente eliminato. La distinzione è particolarmente importante anche alla luce di un dato nazionale: il 36% della popolazione italiana non conosce bene la differenza tra le due diciture. “Comprendere questa differenza è importante anche per la prevenzione dello spreco», spiega Laura Rossi. “La Commissione europea stima che fino al 10% dello spreco alimentare prodotto ogni anno nell’Ue possa essere collegato alla marcatura della data e alla sua interpretazione e gestione lungo la filiera”. Da qui una regola semplice da ricordare: «Il primo messaggio da ricordare è quindi molto semplice: non guardiamo soltanto la data, ma leggiamo sempre anche le parole che la precedono».

Non conta solo la data: anche la conservazione fa la differenza

La lettura dell’etichetta non si esaurisce con il controllo della data. Un altro elemento fondamentale riguarda le condizioni di conservazione. Indicazioni come “conservare in frigorifero”, “conservare in luogo fresco e asciutto” oppure “proteggere dalla luce” hanno una funzione precisa e devono essere rispettate. La conservazione non corretta può infatti ridurre la durata prevista dell’alimento e, in determinate situazioni, comprometterne la sicurezza. Particolare attenzione deve essere riservata ai prodotti dopo l’apertura della confezione. Un alimento che, da chiuso, può essere conservato per un determinato periodo può avere una durata molto più breve una volta aperto e può richiedere condizioni di conservazione differenti. Per questo indicazioni come “dopo l’apertura conservare in frigorifero e consumare entro…” non sono dettagli secondari, ma informazioni essenziali per utilizzare correttamente il prodotto. Seguire queste indicazioni permette non soltanto di ridurre i rischi, ma anche di evitare che un alimento venga dimenticato e finisca inutilmente tra i rifiuti.

Lo spreco si combatte anche facendo meglio la spesa

Ridurre gli sprechi non significa intervenire soltanto quando un alimento sembra vicino alla scadenza. Le buone pratiche possono iniziare già al momento della spesa. Prima di acquistare nuovi prodotti, può essere utile controllare cosa è già presente in frigorifero, congelatore e dispensa. In questo modo è possibile organizzare meglio i consumi ed evitare di acquistare alimenti che rischiano di rimanere inutilizzati. Anche il modo in cui sistemiamo la spesa una volta tornati a casa può essere importante. Mettere più in vista gli alimenti che devono essere consumati prima e collocare dietro quelli con una durata maggiore aiuta a ricordare quali prodotti utilizzare per primi. Una maggiore consapevolezza può riguardare anche la scelta al supermercato. Non è sempre necessario acquistare la confezione con la data più lontana: se sappiamo che consumeremo un alimento in tempi brevi, possiamo scegliere anche un prodotto con una data più vicina, contribuendo così a ridurre il rischio che rimanga invenduto e venga successivamente sprecato.

Prima di buttare un alimento, cinque controlli

Dalla lettura dell’etichetta all’organizzazione della dispensa, alcuni semplici accorgimenti possono aiutare a utilizzare meglio ciò che abbiamo acquistato. L’ISS individua cinque domande da porsi prima di decidere di eliminare un alimento.

1. Che cosa dice esattamente la data?

La prima verifica riguarda la dicitura: «da consumarsi entro» oppure «da consumarsi preferibilmente entro»? La differenza è sostanziale e le due indicazioni non devono essere confuse.

2. Come è stato conservato?

È necessario controllare che siano state rispettate le temperature e tutte le altre condizioni indicate sulla confezione.

3. La confezione è integra?

Prima di utilizzare un alimento bisogna verificare l’integrità dell’imballaggio e l’eventuale presenza di anomalie.

4. Il prodotto è già stato aperto?

Se la confezione è stata aperta, occorre cercare sull’etichetta le indicazioni relative alla conservazione e al periodo entro il quale consumare l’alimento.

5. Possiamo utilizzarlo subito?

Mettere in evidenza gli alimenti che devono essere consumati prima, inserirli nel pasto successivo oppure utilizzarli per preparare altre ricette può aiutare a evitare che vengano dimenticati.

Ridurre lo spreco senza compromettere la sicurezza

L’obiettivo di evitare gli sprechi, però, non deve mai tradursi in una sottovalutazione delle indicazioni di sicurezza. I cinque controlli suggeriti dall’ISS non devono essere utilizzati per decidere di consumare un alimento oltre la dicitura «da consumarsi entro». In questo caso la data rappresenta infatti un limite legato alla sicurezza del prodotto. Ridurre lo spreco alimentare significa quindi soprattutto aumentare la consapevolezza: acquistare in modo più programmato, conservare correttamente gli alimenti, prestare attenzione alle indicazioni riportate sulle confezioni e distinguere tra una data legata alla sicurezza e una relativa principalmente alla qualità. Un gesto quotidiano, come leggere l’etichetta prima di buttare un alimento, può diventare così parte di una strategia più ampia per utilizzare meglio le risorse, sostenere la sicurezza alimentare e rendere più sostenibili i sistemi alimentari.

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