La voce degli studenti: «Più difficile dello scorso anno. Per rispondere serve preparazione universitaria»

Logica, biologia e chimica: ecco le materie che hanno fatto tremare i concorrenti al test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia. E per la cultura generale è la definizione di “frattale” ad aver scatenato il panico

di Isabella Faggiano
Immagine articolo

«Il test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia è stato molto più difficile dello scorso anno». È stata questa la frase più pronunciata ai microfoni di Sanità Informazione al termine della prova all’Università Federico II di Napoli. Un’affermazione che ha messo un po’ tutti d’accordo: sia gli studenti al secondo o terzo tentativo, sia i neodiplomati che il test lo avevano solo potuto simulare.

Ragionamento induttivo, relazioni di sinonimia, tavole di verità, sillogismi, sono i principali argomenti proposti nelle domande di logica, una delle materie più temute dai concorrenti di quest’anno.

«Anche i quesiti di biologia e chimica richiedevano una preparazione accademica». Parola di studentessa universitaria, di chi ha sperimentato sulla sua pelle la differenza tra prepararsi per un esame e studiare per un’interrogazione. «Ho già frequentato un anno di biotecnologie mediche – ha continuato la giovane – e questo mi permette di giudicare il grado di preparazione necessario per rispondere alle domande del test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia di quest’anno». Per Sara, come per tanti degli aspiranti camici bianchi, che lo scorso 4 settembre hanno sostenuto la prova, non è stato il primo tentativo.

LEGGI LO SPECIALE DI SANITA’ INFORMAZIONE SUL NUMERO CHIUSO

Molti, in attesa di giocarsi un’altra carta, percorrono una strada alternativa e temporanea: «Dopo la delusione dello scorso anno, mi sono iscritta altrove – ha aggiunto Sara – sostenendo tutti gli esami che sarà possibile convalidare anche alla facoltà di Medicina».

Ma se in linea generale, per la maggioranza degli studenti il test è risultato più difficile che in passato, il grado di complessità del singolo quesito resta una sfida soggettiva: in poco più di un’ora e mezza è necessario mettere in campo tutte le proprie conoscenze, non solo quelle apprese tra i banchi di scuola.

Anche la cultura generale, infatti, con la definizione di “frattale” (un ente geometrico che gode delle proprietà della autosimilarità e della ricorsività ) e la costituzione più antica attualmente in vigore (quella degli Stati Uniti d’America), ha scatenato attimi di panico. «La parte dedicata alla logica è stata quella più facile – ha commentato uno dei concorrenti napoletani – sono state le domande di cultura generale, invece, a mettermi in seria difficoltà».

Insomma, «domande squilibrate», come  commentato da altri aspiranti camici bianchi «alcune estremamente facili ed altre molto complesse». «Ma la speranza –  ha aggiunto un altro giovane studente – è sempre l’ultima a morire».

È stato proprio il confronto tra i vari partecipanti, al termine della prova, a risollevare gli animi dei concorrenti più sfiduciati: «Se l’impressione che il test sia stato più difficile per tutti è cosi diffusa, allora – ha ironizzato una delle partecipanti – non resta che augurarsi che tutti abbiamo fatto un punteggio basso».

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone
Politica

Professioni sanitarie, Beatrice Lorenzin: «Ordine importante per combattere abusivismo. Ma dal Governo passi indietro con deregulation»

«Abbiamo bisogno sempre di una maggiore specializzazione e anche di una capacità di intercettare i cambiamenti tecnologici», sottolinea a Sanità Informazione l’ex ministro della Salute, oggi dep...