Speciale Proroga ECM 6 dicembre 2017

ECM, identikit del primo della classe: donna, medico di famiglia e vive al sud

Medico di medicina generale, non più giovanissimo, punta sulla formazione a distanza, vive al centro-sud ed è donna. Questo il ritratto del medico “primo della classe” secondo i dati emersi da un sondaggio realizzato sul tema formazione

Chi sono i camici bianchi più attenti all’Educazione Continua in Medicina e qual è la metodologia più utilizzata? A poche settimane di distanza dalla scadenza della proroga fissata al 31 dicembre 2017 per completare il triennio formativo 2014-2016, è possibile farsi un’idea precisa attraverso l’indagine condotta da Consulcesi.

I dati del sondaggio effettuato su una platea di 1602 medici in regola con l’obbligo ECM, rilevano una svolta “in rosa” a sorpresa nell’educazione e l’aggiornamento in medicina. In un contesto che ancora vede la professione medica caratterizzata da una nettissima prevalenza maschile, il primato delle donne nel mantenersi informate ed aprirsi alle nuove conoscenze (51% dei casi) ne rafforza la presenza in sanità, soprattutto nelle nuove generazioni.

In riferimento al dato anagrafico, emerge con chiarezza che i medici più assidui nell’incrementare il proprio bagaglio di competenze sono quelli dai 46 ai 60 anni (il 48% degli intervistati) seguiti dagli over 60 (33%). Percentuali che evidenziano la necessità, da parte dei camici bianchi che già da anni esercitano la professione, di essere preparati su tecnologie innovative, approcci terapeutici e – in generale – nuove patologie.

La distribuzione geografica dei “primi della classe” è piuttosto omogenea, con una prevalenza del centro-sud: Lazio (18%), Campania (15%), Sicilia (10%), Puglia (8%) e Calabria (5%) sono le regioni di provenienza di più della metà degli intervistati; significativi, anche i dati del nord, Lombardia in primis (15%).

Elaborando i dati è stato possibile stilare una “top 5” delle specializzazioni più attente ad un aggiornamento costante e continuativo nel tempo: medaglia d’oro ai medici di medicina generale (17% degli intervistati) seguiti da anestesia e rianimazione (15%), chirurgia generale (13%), pediatria (11%) e ginecologia e ostetricia (9%).

Il 63% dei medici intervistati ha dichiarato di puntare sulla formazione a distanza: dalla classe virtuale all’apprendimento collaborativo in rete passando per l’acquisizione integrata da sistemi di supporto (cartacei, telematici, informativi), la fad risulta privilegiata rispetto a quella blended (mista), ai corsi residenziali e alla formazione sul campo.

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