Un'indagine di AstraRicerche fotografa le abitudini degli italiani e mette in luce quanto fattori emotivi e cattive routine serali incidano sulla qualità del sonno e sul benessere psicofisico.
Dormire bene è fondamentale per la salute, ma per milioni di italiani rappresenta una sfida quotidiana. È quanto emerge da un’indagine realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute, associazione che fa parte di Unione Italiana Food e aderente a Confindustria, con l’obiettivo di analizzare le abitudini degli italiani legate al sonno, le principali cause delle difficoltà ad addormentarsi e le strategie adottate per favorire il riposo. La ricerca evidenzia che quasi tre italiani su quattro (74,5%) sperimentano problemi di addormentamento almeno occasionalmente e che oltre uno su tre (35,4%) convive con questa difficoltà spesso o sempre. A pesare sono soprattutto stress e ansia, ma anche alcune cattive abitudini, come l’utilizzo dello smartphone nelle ore che precedono il sonno, ancora molto diffuso soprattutto tra i più giovani.
Stress e ansia sono la prima causa delle difficoltà ad addormentarsi
Il quadro delineato dall’indagine conferma che il benessere psicologico incide profondamente sulla qualità del riposo. Stress e ansia lieve vengono indicati dal 61% degli intervistati come la principale causa dell’insonnia, confermandosi il fattore che più frequentemente ostacola l’addormentamento.
Seguono le preoccupazioni legate al lavoro (21%), i rumori esterni (18%) e l’uso serale dei dispositivi elettronici (17%), un’abitudine che continua a essere molto diffusa nonostante le raccomandazioni degli specialisti sull’importanza di limitare l’esposizione agli schermi prima di coricarsi. Dormire poco o male non significa soltanto sentirsi stanchi durante il giorno. Un sonno insufficiente o frammentato può influire sulla concentrazione, sulla memoria, sull’equilibrio emotivo e, nel lungo periodo, aumentare il rischio di sviluppare diverse patologie croniche, rendendo il riposo un elemento centrale della prevenzione.
Il paradosso dello smartphone: un italiano su tre lo usa prima di andare a letto
Quando il sonno tarda ad arrivare, gli italiani cercano strategie diverse per rilassarsi. La tisana rimane il rimedio più utilizzato (34,5%), ma subito dopo compaiono due abitudini decisamente meno favorevoli al riposo: guardare la televisione (33%) e utilizzare lo smartphone (33%).
Tra le attività serali trovano spazio anche l’ascolto della musica (24%) e la lettura di un libro (17%), che però resta una scelta minoritaria. Il dato più significativo riguarda i giovani. Nella Generazione Z quasi un ragazzo su due (46%) utilizza lo smartphone prima di addormentarsi, nonostante la luce emessa dagli schermi possa alterare il ritmo sonno-veglia e rendere più difficile prendere sonno. Una contraddizione che dimostra come, accanto a una crescente attenzione verso il benessere, persistano comportamenti che possono compromettere la qualità del riposo.
Due italiani su tre scelgono gli integratori per favorire il sonno
La ricerca evidenzia anche un ampio ricorso agli integratori alimentari come supporto al sonno e al benessere psicofisico. Il 67% degli italiani dichiara di utilizzarli almeno occasionalmente, mentre uno su quattro (25%) afferma di farne un uso abituale. Un ulteriore 42% vi ricorre invece soltanto in determinati periodi. Tra le tipologie più utilizzate figurano gli integratori a base di vitamine e minerali (51%), seguiti da quelli contenenti ingredienti vegetali (49,5%) e dalla melatonina (36%). Anche il mercato conferma questa tendenza: nel 2025 gli integratori dedicati al benessere mentale e al sonno hanno superato 223 milioni di euro di valore, con oltre 15,5 milioni di confezioni vendute, segnale di una crescente attenzione verso il miglioramento della qualità del riposo.
Dormire bene significa investire nella salute
Le evidenze scientifiche confermano che il sonno rappresenta uno dei pilastri della salute. Oltre alla durata, contano anche la continuità del riposo, la regolarità degli orari e la sensazione di recupero al risveglio, elementi fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo.
Secondo gli esperti, adottare uno stile di vita sano può fare la differenza. Gestire lo stress, mantenere una regolare attività fisica, seguire un’alimentazione equilibrata, limitare l’uso dei dispositivi elettronici nelle ore serali e rispettare orari di sonno regolari sono strategie semplici ma efficaci per favorire un riposo di qualità.
Dal punto di vista nutrizionale, alcuni micronutrienti, tra cui vitamine del gruppo B, vitamina C, magnesio e zinco, contribuiscono alla normale funzione cognitiva e psicologica. La ricerca sta inoltre approfondendo il possibile ruolo di sostanze come triptofano, omega-3 ed estratti vegetali ricchi di composti antiossidanti e antinfiammatori, che potrebbero rappresentare un supporto nell’ambito di un approccio più ampio orientato al benessere.
Per i cittadini, migliorare la qualità del sonno significa investire sulla propria salute e sulla prevenzione. Per il Servizio sanitario, invece, promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza del riposo può contribuire a ridurre l’impatto di numerose condizioni croniche e migliorare il benessere complessivo della popolazione.
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