Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Vista 25 Maggio 2023

Glaucoma, la chirurgia mininvasiva manda in pensione gocce e colliri

Gandolfi (S.I.S.O.): «Importante intercettare i soggetti con rischio aumentato per proporre opzione terapeutica migliore»

Una malattia spesso subdola, talvolta violenta, che gradualmente mina le nostre “finestre sul mondo”, gli occhi. Parliamo del glaucoma, patologia causata dall’aumento della pressione interna dell’occhio che colpisce in Italia oltre 800mila persone, e rappresenta la seconda causa di disabilità visiva e cecità. Ad oggi non esistono terapie risolutive contro il glaucoma, ma opzioni terapeutiche per rallentare la progressione della malattia e che vedono sempre più in prima linea il laser e la chirurgia mininvasiva piuttosto che l’utilizzo “a vita” di colliri. Sanità Informazione ha approfondito la tematica con il professor Stefano Gandolfi, direttore della Clinica Oculistica presso l’Università di Parma e componente del Consiglio direttivo S.I.S.O. (Società Italiana di Scienze Oftalmologiche).

Quanti tipi di glaucoma esistono e come si manifestano?

«Il glaucoma – chiarisce Gandolfi – coinvolge circa 2 persone su 100 dopo i 40 anni, arrivando a 4/5 persone su 100 dopo i 70 anni. Esistono due forme di glaucoma: la forma più comune è quella cronica (o “ad angolo aperto”) che ha un andamento lento, e che gradualmente corrode il nervo ottico determinando una riduzione progressiva dello spazio visivo che l’occhio riesce a percepire. Il fatto che la visione frontale venga conservata rende difficile per molti pazienti e rendersi conto precocemente del problema. L’altra forma è quella acuta, o “ad angolo stretto/chiuso” che, pur sviluppandosi gradualmente nel tempo, esplode in modo acuto con dolore e congestione a causa della forte pressione all’interno dell’occhio».

Quali sono i fattori di rischio?

«Il primo fattore di rischio è l’età – spiega lo specialista – per tutte e due le forme. Per quanto riguarda la forma cronica il principale fattore di rischio è la familiarità, quindi la presenza di casi di glaucoma cronica nei consanguinei, e ovviamente tanto più è stretto il grado di parentela, tanto più alta sarà la predisposizione. Il secondo fattore di rischio per il glaucoma cronico è la miopia, che comporta tessuti più fragili e una minore resistenza allo stress oculare. Il terzo è la presenza di patologie cardiovascolari e le vasculopatie. La forma acuta, invece, colpisce più facilmente chi ha una cataratta e gli ipermetropi, che hanno occhi piccoli. Non a caso, le popolazioni orientali sono particolarmente vulnerabili a questa patologia».

Come si previene e come si cura il glaucoma?

«Il glaucoma cronico viene curato così da impedire l’insorgere di gravi disabilità visive – prosegue Gandolfi – mentre per il glaucoma acuto bisogna fare prevenzione, identificando quelle persone, perfettamente sane, maggiormente a rischio di sviluppare la patologia in forma acuta. La chirurgia come la terapia farmacologica ha lo scopo di abbassare la pressione intraoculare. Nel valutare l’opzione terapeutica più indicata per ogni singolo paziente bisogna porre diversi fattori sul piatto della bilancia. C’è un tipo di chirurgia particolarmente potente (chirurgia filtrante) che riesce ad abbassare molto la pressione oculare, e chirurgie meno potenti (mininvasive) che portano ad un abbassamento più lieve. La chirurgia filtrante presenta dei rischi di complicanze post-operatorie più elevate delle tecniche chirurgiche mininvasive. Queste permettono una ripresa molto rapida – conclude Gandolfi – e sono talmente sicure da proporsi in prima istanza al momento della diagnosi al posto della terapia farmacologica e del laser, vantando dei profili di sicurezza assolutamente paragonabili».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

ESMO 2026, AIOM: “Accelerare l’accesso ai farmaci oncologici innovativi”

Al congresso ESMO 2026, l’Associazione italiana di oncologia medica lancia un appello per accelerare l’accesso ai farmaci innovativi: in Italia il tempo medio di attesa per le nuove cure &...
di Marco Landucci
Salute

Obesità, digiuno intermittente ed esercizio fisico favoriscono la perdita di grasso

Uno studio su 187 adulti dimostra che combinare digiuno intermittente e allenamento supervisionato migliora peso, massa grassa e forma cardiorespiratoria in 12 settimane. I benefici, però, non ...
di Arnaldo Iodice
Nutri e Previeni

Ultra-processati e tumore del colon-retto: L’associazione non è automatica, conta anche cosa mettiamo nel piatto

Uno studio su 461.682 persone non rileva un'associazione complessiva tra alimenti ultra-processati e cancro del colon-retto. Cereali integrali e latticini sono associati a un'incidenza inferiore, ment...
di Arnaldo Iodice
Salute

Tumore al seno precoce, studio NATALEE a sei anni: ribociclib più terapia endocrina aumentano la sopravvivenza globale

I risultati del follow-up a sei anni dello studio di Fase III NATALEE dimostrano il beneficio in termini di sopravvivenza globale di ribociclib in associazione alla terapia endocrina nelle pazienti co...
di Marco Landucci