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Ricerca 15 Marzo 2018

Glaucoma: diagnosi e trattamento

Il glaucoma è una malattia del nervo ottico caratterizzata da un progressivo ed irrecuperabile danno al campo visivo che può portare progressivamente, se non trattato, alla cecità. Il suo fattore principale di rischio è un’elevata pressione intraoculare. Per quanto riguarda la ricerca, la Fondazione Policlinico Gemelli è estremamente attiva in questo campo e per la […]

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Il glaucoma è una malattia del nervo ottico caratterizzata da un progressivo ed irrecuperabile danno al campo visivo che può portare progressivamente, se non trattato, alla cecità. Il suo fattore principale di rischio è un’elevata pressione intraoculare. Per quanto riguarda la ricerca, la Fondazione Policlinico Gemelli è estremamente attiva in questo campo e per la giornata del 16 marzo organizza un Open Day per visite ed esami gratuiti nell’ambito della settimana mondiale del Glaucoma promossa dalla World Glaucoma Association.

Ad oggi, soffrono di glaucoma 65 milioni di persone al mondo (dei quali 5 milioni sono irreversibilmente ciechi), ma circa il 50% di essi non ne è a conoscenza. La ricerca dei soggetti a rischio, come ad esempio coloro che hanno familiarità, è fondamentale per la prevenzione e la cura del glaucoma al fine di evitare la disabilità visiva permanente.

Il glaucoma si può prevenire, nella sua forma cronica primaria “ad angolo aperto” più tipica ed insidiosa in quanto asintomatica fino a stadi tardivi, attraverso la misurazione della pressione intraoculare e la valutazione della testa del nervo ottico, passaggi imprescindibili di una visita oculistica: il riscontro più comune avviene infatti intorno ai 45 anni, in occasione della classica visita per presbiopia. Nel caso invece della più infrequente (circa 15% dei casi mondiali) ma ben più gravosa forma “da chiusura d’angolo”, data la sintomatologia di profondo ed improvviso malessere locale e generale che ne caratterizza l’eventuale attacco, quest’ultimo deve essere prevenuto – sempre nel corso di una visita oculistica – attraverso l’identificazione di alcuni ulteriori “segni strutturali” nell’anatomia della parte anteriore dell’occhio che con buona probabilità nel tempo potrebbero accrescersi scatenandolo o provocando una forma mista. In entrambe le forme, alcuni esami diagnostici di secondo livello potrebbero aiutare nella diagnosi.

Terapie

Il trattamento del glaucoma prevede diverse strade al fine di controllarlo e rallentarne al massimo l’evoluzione, che sono tutte destinate alla riduzione della pressione intraoculare: la terapia più utilizzata è certamente quella farmacologica, con alcune classi di farmaci in collirio a nostra disposizione per una terapia destinata a durare tutta la vita. In molti casi, laddove essa fosse inefficiente, non attuabile o foriera di effetti collaterali, si può ricorrere alla terapia laser attraverso la trabeculoplastica, che viene eseguita ambulatorialmente, talora anche come prima terapia; peraltro i trattamenti laser sono obbligati in quasi tutti i glaucomi primari da chiusura d’angolo, con l’“iridotomia” e la “iridoplastica” tese a modificare le anomalie anatomiche a rischio crescente. Se il paziente non è controllato sufficientemente con le terapie di cui sopra si può ricorrere nei tempi giusti alla chirurgia, attuabile con interventi più o meno invasivi.

 

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