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Prevenzione 18 Maggio 2018

Fa freddo e le mani cambiano di colore? Il fenomeno di Raynaud può segnalare patologie croniche

di Isabella Faggiano

Mani, piedi, ma occasionalmente anche naso ed orecchie, diventano fredde, insensibili e cambiano colore. Sono questi i sintomi più comuni del fenomeno di Raynaud, che prende il nome dal medico francese Maurice Raynaud, il primo a descrivere, alla fine dell’Ottocento, queste alterazioni della circolazione in un gruppo di pazienti.

«Sintomi ai quali bisogna prestare molta attenzione –  avverte Silvia Bosello, reumatologo del policlinico Gemelli di Roma – il fenomeno di Raynaud può essere il campanello di allarme di alcune gravi malattie. È molto frequente soprattutto tra le donne, può colpire anche una signora su tre».

«Innanzitutto, la sclerotermia – ha sottolineato la reumatologa – una patologia del connettivo che fa parte delle malattie autoimmuni, caratterizzata da alterazioni vascolari e fibrotiche. Per diagnosticarla si consiglia di sottoporsi ad una capillaroscopia, un esame non invasivo che vede la piega ungueale. E se ci sono anomalie si valuterà la necessità di sottoporre il paziente ad esami di secondo livello, di tipo autoimmunitario».

Ma non è tutto, il fenomeno di Raynaud si associa anche ad altre patologie. «Si tratta di un gruppo di patologie autoimmuni – ha aggiunto Silvia Bosello – di  cui fa parte anche l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico. Malattie che, per ottenere un inquadramento completo del paziente, richiedono una visita reumatologica».

«Va sottolineato – ha detto la reumatologa – che si tratta di patologie che, in quanto croniche, hanno un impatto importante sulla vita della donna. Ma una diagnosi precoce può limitare i sintomi e la disabilità».

La prevenzione non ha età, i segnali del proprio corpo vanno sempre ascoltati e non sottovalutati. «In generale – ha spiegato Silvia Bosello – deve sottoporsi a specifici accertamenti chi ha dei sintomi. Oltre alla presenza del fenomeno di Raynaud, devono preoccupare dolori articolari in età giovanile e una persistente sensazione di stanchezza. Poi, esistono una serie di sintomi cosiddetti aspecifici. Per non trascurarli ed identificarli in tempo – ha concluso la dottoressa – è sempre meglio consultare il proprio medico di base».

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