Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Nutrizione 21 Maggio 2018

Microbiota, cos’è e come mantenerlo sano

L’uomo è un “super-organismo”, il risultato del suo patrimonio genetico e del suo “microbiota”, un ecosistema batterico molto complesso con un elevato grado di diversità nelle specie che lo compongono e caratterizzato da funzioni metaboliche, immunologiche e fisologiche diversificate e “specializzate”. L’insieme dei microorganismi che costituiscono il microbiota intestinale o flora intestinale, svolge un ruolo fondamentale nella salute umana e […]

Immagine articolo

L’uomo è un “super-organismo”, il risultato del suo patrimonio genetico e del suo “microbiota”, un ecosistema batterico molto complesso con un elevato grado di diversità nelle specie che lo compongono e caratterizzato da funzioni metaboliche, immunologiche e fisologiche diversificate e “specializzate”.

L’insieme dei microorganismi che costituiscono il microbiota intestinaleflora intestinale, svolge un ruolo fondamentale nella salute umana e per lo sviluppo del sistema immunitario del neonato, agendo come barriera contro i patogeni. Quando l’equilibrio viene modificato si innesca un processo di alterazione del microbiota che gioca un ruolo centrale nell’insorgenza e progressione di molte malattie tra cui l’obesità, gli stati allergici, le malattie infiammatorie intestinali e le alterazioni metaboliche.

La nutrizione è molto importante per il mantenimento del microbiota sano: una tipologia sana di alimentazione è la dieta cosiddetta mediterranea: bassa somministrazione di grassi saturi, un buon apporto di carboidrati e un contenuto apporto proteico. Anche quando l’alimentazione è supportata da probiotici o prebiotici, possiamo avere delle ricadute positive sul microbiota.

L’analisi del microbiota intestinale viene eseguita tramite un esame di laboratorio attraverso il quale è possibile identificare la totalità della flora microbica intestinale attraverso la “mappa” dei batteri presenti nei campioni fecali del paziente.

Il professor Luca Levrini, Presidente del Corso di Laurea in Igiene Dentale e Direttore Centro di Ricerca Universitario “Oro Cranio Facial Disease and Medicine” presso Università degli Studi dell’Insubria, ci spiega cos’è il microbiota e ci raccomanda di moderare la quantità di zucchero che assumiamo giornalmente per la salute della bocca.

Che cos’è il microbiota, un elemento che spesso viene ignorato dal paziente perché si conosce poco

«Noi siamo batteri, noi siamo microbiota, siamo un complesso di organismi che interagiscono tra di loro in modo positivo o negativo. La nostra bocca è piena di batteri. Alcuni fanno male alcuni fanno bene, il batterio che fa più male è lo streptococco che fa venir la carie. È importante dire che non fa venir la carie perché è una picozza e distrugge lo smalto superficiale, ma fa venire la carie perché mangiamo degli zuccheri semplici – tra cui quello bianco – che una volta introdotti in bocca immediatamente vengono metabolizzati da questi batteri che producono acido. È l’acido che viene prodotto ad essere il responsabile della carie. Per questo suggerisco di bere tanta acqua e, soprattutto, di limitarci a cinque cucchiaini di zucchero al giorno, come raccomanda l’OMS. Un consumo giornaliero moderato migliora la salute dei denti oltre che del corpo».

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 10 aprile, sono 1.602.885 i casi di Coronavirus in tutto il mondo, 95.745 i decessi e 355.514 le persone che sono guarite. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I CASI IN ITALIA Bollettino del...
Salute

Visite domiciliari, cure precoci e controllo da remoto: con il ‘modello Piacenza’ il coronavirus si sconfigge casa per casa

L’oncologo Luigi Cavanna, dell’ospedale di Piacenza, racconta: «Se i sintomi sono quelli del Covid, facciamo un’ecografia e diamo gli antivirali e strumenti di controllo. Poi monitoriamo a dist...
Lavoro

Coronavirus, lo psicologo: «Personale sanitario svilupperà disturbi post traumatici. Attivare subito supporto psicologico»

«Non sentono ancora ciò che stanno provando, lo capiranno più avanti. Parte del personale sanitario ne uscirà ancora più fortificato, ma quelli che non sono in grado di sopportare un carico emoti...