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Malattie e terapie 20 Settembre 2022

Tumori testa-collo, diagnosi precoce con la regola dell’“1 per 3”

Molteni segretario AIOCC: «Dolore alla lingua, ulcere che non guariscono, macchie rosse o bianche in bocca, dolore alla gola, raucedine persistente, dolore e difficoltà a deglutire, gonfiore del collo, naso chiuso da un lato e perdita di sangue dal naso: se persiste uno solo di questi sintomi per più di tre settimane, rivolgersi al medico». Al via la settimana di prevenzione

In Italia, nel 2020, 9.900 persone hanno ricevuto una diagnosi di tumore testa-collo e 4.100 non sono sopravvissute alla malattia (fonte “I numeri del cancro 2021”, AIOM). Numeri che piazzano il carcinoma della testa e del collo al settimo posto della classifica dei tumori più diffusi in Europa: colpisce due volte di più di quello del collo dell’utero.

La diagnosi precoce salva la vita

I sintomi dei carcinomi cervico-cefalici sono spesso ignorati o associati a malattie stagionali come un comune mal di gola o a un raffreddore. «Ma una rapida comprensione dei sintomi della malattia è cruciale per una diagnosi precoce, al seguito delle quale il tasso di sopravvivenza è dell’80-90%, contro un’aspettativa di vita di soli cinque anni per coloro che scoprono la malattia in fase avanzata», spiega il professore Gabriele Molteni, segretario AIOCC, l’Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica. Ma fare attenzione ai sintomi non basta, è necessario monitorarne la durata: «È importante tenere presente la regola dell’“1per3” – aggiunge lo specialista -. Ovvero, se un sintomo non si risolve entro tre settimane bisogna consultare il medico. Tra i principali campanelli di allarme ci sono: dolore alla lingua, ulcere che non guariscono e/o macchie rosse o bianche in bocca, dolore alla gola, raucedine persistente, dolore e/o difficoltà a deglutire, gonfiore del collo, naso chiuso da un lato e/o perdita di sangue dal naso», sottolinea Molteni.

Il tumore testa-collo e i fattori di rischio

Per tumore cervico-cefalico (o del distretto testa-collo) si intendono tutti i tumori che si sviluppano nell’area della testa e del collo ad esclusione di occhi, orecchie, cervello ed esofago. «Questo tipo di tumore – dice il segretario AIOCC, – tende a colpire maggiormente gli uomini, con un’incidenza da due o tre volte superiore rispetto alle donne, e le persone di età superiore ai 40 anni. Ma negli ultimi anni sono in aumento anche le diagnosi fra le donne e gli under 40».

Alcol e tabacco sono tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo dei tumori della testa e del collo, in particolare per quelli del cavo orale, dell’orofaringe, dell’ipofaringe e della laringe, che si stima siano responsabili del 75% delle incidenze della malattia. «Altri fattori di rischio – commenta Molteni – sono rappresentati dalla cattiva igiene orale e dall’insufficiente consumo di frutta e verdura. Alcune forme di tumore dei seni paranasali hanno una maggiore incidenza nei lavoratori del legno (falegnami, parquettisti), mentre per alcuni tipi di tumori della testa e del collo sono un fattore di rischio le infezioni da tipi cancerogeni di Papilloma Virus umano (HPV) (ibidem “I numeri del cancro 2021”, AIOM)».

La settimana europea di prevenzione

La Make Sense Campaign è la campagna europea di educazione e sensibilizzazione alla diagnosi precoce dei tumori del distretto testa-collo, promossa in Italia dall’AIOCC e a livello europeo dalla Società Europea dei Tumori Testa Collo. Giunta alla sua decima edizione, dopo due anni è tornata in presenza dal 19 al 23 settembre. “Hai la testa a posto?” è il motto scelto per l’edizione italiana 2022: «In oltre 120 centri, tra realtà pubbliche e private, dislocate sull’intero territorio nazionale, sono state organizzate giornate di diagnosi precoce a porte aperte ad accesso libero o su prenotazione (l’elenco completo dei centri medici che partecipano all’iniziativa è disponibile sul sito dell’AIOCC). Promuovere un tempestivo ricorso al medico per una diagnosi precoce è la prima arma utile a migliorare la prognosi nei pazienti affetti dalla malattia. Per questo – conclude Molteni -, speriamo che attraverso le campagne di sensibilizzazione promosse anno dopo anno possa diventare anche la più utilizzata».

 

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