Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Malattie e terapie 14 Novembre 2023

Scarlattina: nel 10% dei casi è una conseguenza dello streptococco

La scarlattina si trasmette per via aerea con le goccioline di saliva, molto più raramente riguarda la cute (impetigine). L’incubazione varia dai due ai cinque giorni. I bambini tra i 5 e i 15 anni sono a maggior rischio di complicanze. I consigli dei medici della  Fnomceo

Immagine articolo

Nel mese di ottobre il Regno Unito ha lanciato un nuovo ‘allarme scarlattina’: dopo l’epidemia dello scorso durante la quale hanno perso la vita sei bambini, quest’anno l’incremento è stato del 70% in 30 giorni, con 225 nuovi casi diagnosticati. Più in generale, anche in Italia gli episodi sono aumentati in concomitanza con la fine della pandemia. Per questo, il sito anti-bufale della Fnomceo, l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ha deciso di dedicare spazio all’argomento, spiegando i sintomi e cosa fare nel caso compaiano.

Come si trasmette

La scarlattina si trasmette per via aerea con le goccioline di saliva, attraverso tosse o starnuti, da un bambino malato o portatore (ovvero che non presenta sintomi) del germe che è di regola a carico della faringe (faringite streptococcica), molto più raramente della cute (impetigine). L’incubazione della scarlattina è breve, varia dai due ai cinque giorni. Negli adulti e nei bambini molto piccoli lo streptococco resta spesso asintomatico o si limita a un mal di gola, mentre i bambini tra i 5 e i 15 anni sono a maggior rischio di sviluppare complicazioni. A causa della sovrapposizione di alcuni sintomi, distinguere tra infezione da streptococco e infezione virale a volte può essere difficoltoso. Le forme virali, però , spesso presentano sintomi come raffreddore, tosse, congiuntivite o forme gastrointestinali.

I sintomi

Nel 10% dei casi la scarlattina è una conseguenza dello streptococco. All’inizio i sintomi sono quelli di una comune influenza, con febbre (spesso alta, 38-40°) e mal di gola. Dopo uno o due giorni inizia la fase caratterizzata da un’eruzione cutanea di colore scarlatto che da il nome alla malattia. Puntini rossi piccoli, fitti e molto ravvicinati, un po’ sollevati al punto che la pelle può ricordare la consistenza di carta vetrata. Generalmente la scarlattina non da prurito, inizia a livello inguinale e ascellare per poi ricoprire tutto il tronco, gli arti e il viso. Nel caso se ne sospetti la presenza è bene osservare anche la lingua: all’inizio presenta una patina biancastra per poi diventare “simile a una fragola rossa”, con le papille in evidenza e di colorito rosso acceso.

Diagnosi e cura

Per confermare un’infezione da streptococco è necessario un tampone faringeo. Ne esistono fai-da-te, ma è sempre meglio rivolgersi al pediatra, per evitare diagnosi errate e un utilizzo inappropriato della terapia antibiotica. Infatti, dal 10 al 25% dei bambini positivi al tampone sono portatori sani. Per questi bambini non è raccomandato l’antibiotico, che va preso solo su indicazione del pediatra. La cura della scarlattina – essenziale anche per prevenire le possibili complicanze gravi – va seguita per 10 giorni e consiste nella somministrazione di amoxicillina per bocca oppure di una singola iniezione di benzatin-penicillina. Il bambino può tornare a scuola anche dopo 24 ore dall’inizio del trattamento antibiotico, perchè il batterio è molto sensibile agli antibiotici e muore subito.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Sclerosi multipla, dall’ascolto dei pazienti alle politiche pubbliche: nasce la roadmap 2030 per cure, diritti e progetto di vita

Diagnosi precoce, ricerca, presa in carico integrata, lavoro, caregiver e piena attuazione della riforma della disabilità. Alla vigilia della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, AISM, FI...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Essere caregiver nella disabilità, una sfida che cambia con l’età. Ligabue (CARER ETS): “Nessuna famiglia deve sentirsi sola”

Dal rapporto con i social media all’educazione sessuale, fino all'invecchiamento delle persone con disabilità e dei loro familiari: al Caregiver Day il confronto sulle nuove sfide della c...
di Isabella Faggiano
One Health

Hantavirus, cosa c’è da sapere sul virus al centro del focolaio della nave da Crociera

Dopo il focolaio registrato sulla nave MV Hondius cresce l’attenzione sull’hantavirus, responsabile di casi gravi e di alcuni decessi. L'Iss fa il punto su cosa c'è da sapere, come ...
di Redazione
Salute

Ovaio policistico, cambia nome la sindrome che colpisce 170 milioni di donne: riconosciuto il ruolo endocrino-metabolico

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) cambia ufficialmente nome e diventa “Sindrome Metabolica Ovarica Poliendocrina” (PMOS). La decisione, pubblicata su The Lancet e guidata dal...
di Isabella Faggiano
Salute

Cervello, il corpo partecipa alle decisioni più di quanto pensiamo

Un nuovo studio mostra che pianificazione e azione non sono processi separati: mentre ci muoviamo continuiamo a valutare alternative, modificare scelte e adattare il comportamento in tempo reale
di Isabella Faggiano