Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Malattie e terapie 3 Novembre 2020

Amiloidosi ereditaria: ecco i luoghi d’Italia dove ci si ammala di più

L’amiloidosi hATTR si associa a 20 varianti del gene TTR delle 100 note, alcune delle quali sono più frequenti in alcune aree geografiche. Quali sono?

di Isabella Faggiano

Scoperta in Portogallo negli anni ’50 del secolo scorso, ma ormai diffusa in tutto il mondo con circa 50 mila persone affette, in Italia l’amiloidosi hATTR si associa a oltre 20 diverse varianti del gene TTR delle 100 note, alcune delle quali raggiungono una maggiore frequenza in ristrette aree geografiche. «La differente frequenza dell’amiloidosi nel nostro Paese – spiega Giuseppe Vita, direttore della UOC Neurologia e malattie Neuromuscolari, del Policlinico “G. Martino” di Messina – è stata confermata dall’unico studio epidemiologico italiano condotto recentemente e coordinato dall’università di Messina».

COS’È L’AMILOIDOSI EREDITARIA DA TRANSTIRETINA

Si tratta di una malattia genetica rara, progressivamente debilitante che spesso esordisce anche in giovane età (in media dai 30 anni), con un impatto importante sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie. «L’amiloidosi ereditaria – spiega Vita – è una patologia multisistemica, progressivamente invalidante, che colpisce i nervi periferici causando difficoltà deambulatorie e di utilizzo degli arti inferiori, ma coinvolge anche il cuore, l’apparato gastrointestinale e quello genitourinario. I sintomi differiscono a seconda della variante genetica associata». A causa della rapida progressione naturale della malattia, è fondamentale una diagnosi precoce e accurata.

LA DIFFUSIONE

«La patologia è maggiormente diffusa in Sicilia, in Calabria e in alcune zone endemiche più ristrette come l’Appennino tosco-emiliano. Per comprendere appieno l’alta incidenza – sottolinea il professore – è sufficiente pensare che mentre la prevalenza della patologia a livello nazionale è di 4,4 casi su un milione, in Sicilia raggiunge quasi i 10 casi su un milione di abitanti. E questa maggiore incidenza è determinata da precisi fattori genetici».

AMILOIDOSI EREDITARIA: LE TERAPIE

«In Italia – precisa il docente – a causa delle diverse varianti della patologia, il ritardo diagnostico raggiunge anche i 4-5 anni. Fino allo scorso decennio le diagnosi erano sempre infauste e le previsioni di sopravvivenza non superiori ai 10 anni. Negli anni ’90, poi, è stata proposta una terapia invasiva che prevedeva il trapianto del fegato, efficace solo per alcune specifiche mutazioni genetiche. Soltanto nel 2012 è stato approvato il primo farmaco specifico per questa patologia, in grado di rallentare la precipitazione di amiloide nei tessuti. Quest’anno, infine, sono entrati in commercio due nuovi farmaci in grado di bloccare la malattia e, forse, anche di fermarne la progressione. Ma affinché queste terapie possano avere l’efficacia sperata è necessario che la somministrazione cominci quanto prima. Solo la diagnosi precoce può fare la differenza. Per questo – conclude Vita – è necessario che la conoscenza di questa malattia sia diffusa quanto più possibile anche tra i medici di medicina generale».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Nuovo Piano Nazionale Demenze, Spadin (AIMA): “L’Alzheimer è una malattia, servono investimenti nella rete di cura”

In occasione Giornata mondiale dell’Alzheimer, al Mistero della Salute, sarà presentato il nuovo Piano Nazionale Demenze. AIMA chiede che diagnosi precoce, riabilitazione, telemedicina e ...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Sclerosi multipla, il costo invisibile della malattia: anni di studio persi e rinunce all’università

AISM: 7 persone su 10 tra quelle che avevano la sclerosi multipla durante gli studi hanno incontrato difficoltà nel percorso scolastico. All'università il dato sale all'86%
di Redazione
Salute

Dai laboratori alla città, la ricerca si racconta: torna la Settimana della Scienza per i 90 anni dello Spallanzani

Dal 20 al 25 settembre l'Istituto apre le porte a cittadini, scuole e ricercatori. Nel 90° anniversario della fondazione e a 30 anni dal riconoscimento come IRCCS, lo Spallanzani mette al centro i...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Duchenne, nelle piazze italiane il “Rosmarino di Parent Project” per sostenere ricerca e famiglie

Dal 5 al 13 settembre torna "Coltiviamo il futuro", la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di Parent Project. Con una donazione minima di 10 euro sarà possibile ricevere la pianta si...
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Suicidio, oltre 4.200 richieste di aiuto a Telefono Amico nei primi sei mesi del 2026: +24% in un anno

Dal 1° settembre il servizio di ascolto telefonico diventa attivo 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Pompili: "L'insonnia è associata a un aumento del rischio suicidario"
di Redazione
Prevenzione

Vaccini, il richiamo dimenticato: cosa devono sapere gli adulti

La morte a Palermo, di una bambina di quattro anni colpita da difterite ha riportato improvvisamente all’attenzione una malattia che, per molti italiani, apparteneva ormai quasi esclusivamente a...
di CDRR