Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

infanzia 25 Gennaio 2018

È vero che i vaccini indeboliscono o sovraccaricano il sistema immunitario?

La ‘Guida intergalattica per genitori dubbiosi’ del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna risponde ad una delle questioni che più frequentemente vengono sollevate dagli oppositori delle vaccinazioni: è vero che i vaccini indeboliscono o sovraccaricano il sistema immunitario? «Alcuni ritengono che il sistema immunitario del bambino sia fragile. Ma se così fosse, gran parte dei neonati […]

Immagine articolo

La ‘Guida intergalattica per genitori dubbiosi’ del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna risponde ad una delle questioni che più frequentemente vengono sollevate dagli oppositori delle vaccinazioni: è vero che i vaccini indeboliscono o sovraccaricano il sistema immunitario?

«Alcuni ritengono che il sistema immunitario del bambino sia fragile. Ma se così fosse, gran parte dei neonati non sopravvivrebbe alla moltitudine di virus, batteri e funghi che si trova a fronteggiare subito dopo la nascita. Alcuni oppositori delle vaccinazioni su questo punto si contraddicono: da una parte affermano che le infezioni come la pertosse, il morbillo e altre sono salutari perché rafforzano il sistema immunitario del bambino, dall’altra sconsigliano le vaccinazioni in quanto esse sollecitano il sistema immunitario. La contraddizione è ancora più evidente se si considera che la malattia naturale impegna il sistema immunitario molto di più della corrispondente vaccinazione. Ad esempio, non dovrebbe essere difficile cogliere la differenza tra la blanda infezione causata dal vaccino del morbillo (che quasi sempre decorre senza sintomi o con sintomi modesti quali un episodio febbrile alcuni giorni dopo la vaccinazione) e la malattia naturale: il morbillo provoca febbre elevata per alcuni giorni, esantema, congiuntivite e sono possibili complicazioni severe quali l’encefalite e la polmonite, che nei vaccinati non si verificano. Il neonato ha sviluppato la capacità di rispondere ad antigeni (ossia tutte le sostanze capaci di indurre una risposta immunitaria, germi compresi) prima ancora della nascita. Le cellule B e T (cellule fondamentali per la risposta immunitaria) sono presenti alla 14a settimana di gestazione e sono già in grado di rispondere ad una grande varietà di antigeni; il feto tuttavia non utilizza questa potenzialità, non ne ha ancora bisogno perché, finché rimane nell’utero materno, viene a contatto con pochi antigeni. Rispetto a tale enorme massa di microorganismi, gli antigeni contenuti nei vaccini costituiscono un minimo ‘carico’ per il sistema immunitario del bimbo: è stato calcolato che gli 11 vaccini che ogni lattante riceve contemporaneamente negli Stati Uniti, impegnano solo lo 0,1% del suo sistema immunitario. È pur vero che la somministrazione contemporanea di più vaccini può provocare un aumento sia delle reazioni locali (ossia gonfiore, arrossamento e dolore nella sede di somministrazione del vaccino) sia generali (soprattutto la febbre); tuttavia tale inconveniente è ampiamente compensato dalla riduzione degli accessi al servizio vaccinale, con conseguente minore stress per il bambino.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Salute mentale, cresce il peso sulle famiglie: quadruplicate le richieste dei caregiver

La Fondazione Don Luigi Di Liegro: "Il 60% delle richieste al servizio telefonico SOSS arriva da familiari, soprattutto genitori. Quelle dei caregiver sono passate dall'8% al 35% in pochi mesi"
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Tumore del polmone, ALCASE: “La diagnosi precoce salva la vita. Avviare screening nazionale”

In vista della Giornata mondiale del tumore al polmone del 1° agosto, l'associazione ALCASE Italia lancia un appello ai cittadini e alle istituzioni
di Redazione
Salute

Parkinson, le lacrime “raccontano” la salute del cervello: un sensore hi-tech potrebbe anticiparne la diagnosi

Un sensore elettrochimico grande quanto un francobollo, che misura la dopamina nelle lacrime con elevata precisione, potrebbe aprire la strada ad esami non invasivi per alcune malattie neurologiche
di Isabella Faggiano
One Health

Caldo record, cresce il rischio di infezioni da Vibrio: l’ECDC aggiorna la mappa delle acque a rischio

Le temperature elevate favoriscono la proliferazione dei batteri Vibrio nelle acque costiere europee. ECDC lancia una nuova versione del Vibrio Viewer, lo strumento che monitora in tempo quasi reale l...
di Redazione
Salute

Torino, primo autotrapianto retina tra i due occhi: donna torna a vedere dopo 5 anni

Alle Molinette di Torino eseguito primo autotrapianto al mondo della macula da un occhio all'altro della stessa paziente. Un risultato che apre nuove prospettive per il recupero della vista nei casi p...
di Viviana Franzellitti