Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

infanzia 13 Maggio 2020

HIV: dal Bambino Gesù il test “istantaneo” che controlla la carica virale nei bambini

Rapido ed economico, aiuterà soprattutto i Paesi più poveri, dove il virus è molto più diffuso. I risultati dello studio no-profit pubblicati su Lancet

Un nuovo test per valutare la carica virale residua nei bambini affetti da HIV è stato messo a punto dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Rispetto a quelli già esistenti è più semplice, rapido ed economico e potrà aiutare soprattutto i Paesi più poveri in cui la malattia è ancora fortemente presente. Lo studio sulla sua efficacia è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet.

LEGGI ANCHE: HIV, VICE MINISTRO SILERI: «SERVE GRANDE OPERA DI INFORMAZIONE SU SOCIAL, TV, SCUOLE E UNIVERSITÀ»

I TEST PER CONTROLLARE LA CARICA VIRALE RESIDUA

Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi test per misurare e caratterizzare la carica virale residua, cioè la quota di HIV-1 che rimane dentro le cellule dei pazienti sottoposti a terapia antivirale. Misurare il residuo virale è fondamentale per capire l’efficacia dei trattamenti e la possibilità di inserire questi bambini in nuove sperimentazioni finalizzate all’eliminazione totale del virus. Finché non ci si riuscirà, con l’aiuto di nuove terapie, nessun paziente potrà considerarsi guarito.

La maggior parte dei bambini affetti da HIV (un milione e mezzo su un totale di quasi due milioni) si concentra nei paesi in via di sviluppo e l’utilizzo dei test è stato finora minimo a causa dei costi, della quantità di sangue che queste analisi richiedono e dalla loro difficile applicabilità nelle zone poco attrezzate da un punto di vista clinico e ospedaliero.

LEGGI ANCHE: HIV, TORNA LA SPERANZA DI UN VACCINO. SILERI (VICE MINISTRO SALUTE): «SAREBBE RIVOLUZIONE DEL SECOLO. DIAGNOSI PRECOCE FONDAMENTALE»

COME FUNZIONA IL NUOVO TEST

Il nuovo test ideato dall’equipe di Immunoinfettivologia del Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero del Bambino Gesù è praticamente istantaneo: facile da usare ed economico, può essere effettuato ovunque. Consiste in una piccola striscia (o stick) di plastica rigida, su cui sono apposte determinate sostanze di reazione, come quelle usate per controllare la glicemia. La striscia è numerata da 0 a 10, dove zero rappresenta la minima carica virale residua e 10 quella massima. Basta una goccia di sangue del paziente e in pochi minuti si coloreranno le tacche corrispondenti alla carica virale rilevata. Il test è così semplice e sicuro da poter essere effettuato anche in un ospedale da campo o un camper medico. Costa inoltre poche decine di euro contro le centinaia degli altri test. L’affidabilità del nuovo test supera il 95% ed è pressoché sovrapponibile ai quella dei test più costosi e più complessi. La ricerca ha coinvolto più di 330 pazienti con infezione verticale da HIV (che riguarda cioè bambini nati infetti per via materna) e che hanno iniziato la terapia antiretrovirale fin da piccoli. Il test è valido anche negli adulti.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Caregiver, Ligabue (Carer): “Essere indispensabili a casa e marginali in ospedale è un paradosso che deve finire”

"La presenza del caregiver non è un favore, ma una misura necessaria per garantire il diritto alla salute e l'umanizzazione delle cure". Loredana Ligabue, Segretario CARER ETS commenta la ...
di Isabella Faggiano
Sanità

Life Science Excellence Awards: svelati i vincitori dell’ottava edizione

Dopo un articolato processo di valutazione, sono stati selezionati i progetti vincitori nelle 21 categorie in gara, con dieci eccellenze individuate per ciascuna area.
di Redazione
Advocacy e Associazioni

“Il caregiver non è un visitatore”: dal Garante una Raccomandazione per garantire l’accesso alle cure alle persone con disabilità

L'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità chiede regole uniformi in tutta Italia per riconoscere il ruolo del caregiver durante ricoveri, visite ed esami
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Disabilità, dal progetto di vita all’intelligenza artificiale: ecco cosa cambia con il nuovo Piano di Azione

Speziale (Anffas): "Si passa da un approccio basato sulla protezione e sull'assistenza a un sistema fondato sui diritti umani e sulla centralità della persona"
di Isabella Faggiano
One Health

Intelligenza artificiale, l’Onu lancia l’allarme: “Entro il 2030 i data center consumeranno quanto interi Paesi”

Entro il 2030 i data center che alimentano l'intelligenza artificiale potrebbero consumare quasi il triplo dell'elettricità utilizzata oggi. Un rapporto dell'Università delle Nazioni Uni...
di Isabella Faggiano