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Dermatologia 1 Maggio 2023

Vitiligine: con i nuovi farmaci ripigmentazione fino al 90%

Le terapie a disposizione dei pazienti fino ad oggi si basano sulla fototerapia, considerata la terapia di riferimento, che può essere associata a cortisonici topici o sistemici. La vitiligine non è contagiosa ed esordisce in genere prima dei 30 anni. È subdola, veloce e silenziosa: la diagnosi precoce è l’unica arma per bloccarne la progressione

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Insieme a psoriasi e dermatite atopica, la vitiligine è tra le patologia cutanee infiammatorie più diffuse. Definita come “un disordine acquisito cronico della pigmentazione” è caratterizzata da chiazze bianche che si presentano, più frequentemente, intorno a bocca e occhi, sul collo, mani e pieghe cutanee, ma possono comparire in qualsiasi distretto corporeo.

Quando e come esordisce

La vitiligine non è contagiosa ed esordisce in genere prima dei 30 anni. È subdola, veloce e silenziosa, tanto che non lancia segnali di allarme precoci e quando si è già manifestata, spesso, è tardi per arrestarla. La diagnosi precoce, infatti, è l’unica arma che abbiamo a disposizione per bloccarne la progressione. Alla vitiligine sono spesso associate comorbidità come problemi di tiroide, diabete, alopecia aerata, anemia perniciosa e sindrome metabolica. L’impatto psicologico sulla qualità della vita è molto elevato e può indurre anche un forte stato depressivo nel paziente.

I trattamenti

Le terapie a disposizione dei pazienti fino ad oggi si basano sulla fototerapia, considerata la terapia di riferimento, che può essere associata a cortisonici topici o sistemici. Un’alternativa a questi ultimi sono gli inibitori della calcineurina, farmaci indicati per il trattamento della dermatite atopica, che svolgono un ruolo di immuno-modulatori topici. «Oggi disponiamo di nuovi farmaci, conosciuti come JAK inibitori (Janus Kinasi inibitori), alcuni già disponibili negli USA – spiega Mauro Picardo, della Unicamillus International University e Coordinatore della Task Force per la vitiligine della SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse -. Si tratta di molecole che sono state studiate specificamente per la vitiligine, alcune per il trattamento sistemico ed una per via topica approvata dalla FDA americana e che ha avuto di recente il via libera dalla CHMP dell’ EMA».

L’efficacia delle cure di ultima generazione

La terapia ha già dimostrato un’efficacia significativa: «La percentuale di ripigmentazione – aggiunge Picardo – va dal 30 sino al 70-90% in una percentuale significativa di pazienti trattati,  ma la rigenerazione cellulare è estremamente soggettiva. Basti pensare al meccanismo di imbiancamento dei capelli che varia da persona a persona. La terapia topica è stata valutata positivamente dal CHMP per una vitiligine non superiore al 10% della superficie corporea che coinvolga anche il viso. Questa parte del corpo, infatti, è quella che risponde meglio alla terapia».

Vitiligine, quanto è diffusa nel mondo

La sua prevalenza è stimata tra lo 0,5% e il 2% della popolazione generale e in alcune aree geografiche come in regioni dell’India, la percentuale può arrivare fino all’8%, probabilmente a causa di matrimoni tra consanguinei o a fattori ambientali. In Italia, i numeri si attestano intorno all’1 %. Una storia familiare si riscontra nel 25-30% dei pazienti ed è in genere associata a una comparsa più precoce delle manifestazioni. Questo particolare sottolinea il substrato genetico della malattia, che non equivale alla sua trasmissibiltà ma soltanto alla predisposizione ad un eventuale sviluppo. Per la comparsa delle manifestazioni giocano un ruolo importante anche i fattori ambientali (20% circa), tra i quali l’inquinamento, stress fisici, ambientali e psicosociali che sono coinvolti anche nella progressione della manifestazioni.

Le 8 regole d’oro

Dalla SIDeMaST arrivano anche le indicazioni per i pazienti, sintetizzati in otto azioni- chiave. Numero uno: rivolgersi subito al dermatologo appena compaiono le chiazze bianche perché, se correttamente impostata, una terapia precoce della vitiligine ha buone probabilità di arrestarne l’evoluzione. Ai suoi esordi, infatti, si può intervenire anche con i farmaci attualmente in commercio – i corticosteroidi orali – che nella maggior parte dei casi ne arrestano lo sviluppo. Poi, assumere uno stile di vita salutare, perché anche la vitiligine, come altre malattie infiammatorie è spesso associata alla sindrome metabolica. Punto tre: smettere di fumare. Quarta regola, evitare squilibri alimentari che possano aggravare la situazione metabolica. Senza un buon metabolismo non si può immaginare una buona rigenerazione cellulare.

Cosa fare in caso di familiarità

Anche assumere molta frutta e verdura contenente antiossidanti è di grande aiuto: lo stress ossidativo favorisce la scomparsa dei melanociti. Gli antiossidanti aiutano a diminuire la diffusione della manifestazione o a migliorare la risposta ai trattamenti. Preferire frutta e verdura agli integratori perché l’organismo utilizza meglio gli antiossidanti se assunti con gli alimenti. Poi, in caso di familiarità, disinfettare le piccole lesioni e trattarle subito con cortisonici per evitare la comparsa di macchie bianche e evitare che i ragazzi pratichino sport violenti o di contatto. Invece di calcio e boxe preferire nuoto o tennis, per evitare traumi frequenti. Infine, mantenere la pelle morbida e ben idratata riduce la possibilità di fenomeni infiammatori cutanei e diminuisce la possibilità di comparsa di chiazze bianche, aumentando l’effetto barriera della cute.

 

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