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infanzia 27 Aprile 2020

Pc e smartphone sotto accusa. SOI: «I ragazzi rischiano la miopia»

Tante, troppe ore con gli occhi incollati al pc o fissi sullo schermo dello smartphone o del tablet fanno male. Qual è il rischio? Sviluppare la miopia. Per questo, la Società Oftalmologica Italiana (SOI) ha fornito alcune regole e indicazioni da seguire per difendere la vista dei bambini dagli 8 ai 13 anni e contrastare l’aumento della miopia: Prediligere […]

Tante, troppe ore con gli occhi incollati al pc o fissi sullo schermo dello smartphone o del tablet fanno male. Qual è il rischio? Sviluppare la miopia. Per questo, la Società Oftalmologica Italiana (SOI) ha fornito alcune regole e indicazioni da seguire per difendere la vista dei bambini dagli 8 ai 13 anni e contrastare l’aumento della miopia:

  • Prediligere il computer allo smartphone
  • Lubrificare regolarmente gli occhi con le lacrime artificiali
  • Fermarsi ogni 20 minuti davanti a uno schermo e distogliere lo sguardo per almeno 30 secondi
  • A quarantena terminata e solo quando sarà possibile, passare tanto tempo all’aria aperta, tra le 2 e 3 ore verso le 12:00
  • Effettuare controlli periodici dall’oculista
  • Preferire sempre dispositivi con monitor grande e tenere una distanza di lettura di 70 – 80 cm
  • Evitare – soprattutto i bambini – di vedere film sullo smartphone

Sono alcuni dei consigli che Matteo Piovella, Presidente della SOI (Società Oftalmologica Italiana) raccomanda per contrastare l’insorgere della miopia nei bambini. Il momento più delicato è quello tra gli 8 e i 13 anni: è infatti quella l’età in cui normalmente si sviluppa il difetto visivo più diffuso al mondo, che oggi interessa una persona su quattro nel mondo occidentale, con punte di incidenza molto alte nel mondo orientale.

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Il problema rischia di acuirsi con l’epidemia da coronavirus e la prolungata quarantena che ha fatto lievitare il numero di ore trascorse davanti ai monitor, grazie anche alla didattica a distanza. Del resto, è ormai un dato di fatto che i nostri occhi rispondono a migliaia di stimoli digitali, e recenti studi hanno dimostrato che la maggior parte delle persone trascorre in media 8-10 ore (con picchi fino a 15 ore) guardando schermi a distanza ravvicinata. Ma è nell’età dell’evoluzione che si possono attuare importanti strategie per prevenire questo disturbo.

«I bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sono più predisposti a far progredire la loro miopia – sottolinea Piovella -. Voglio sensibilizzare in primo luogo gli insegnanti, soprattutto in questo periodo di scuola telematica – continua Piovella -. Si tratta ormai di indicazioni consolidate, verificate e validate a livello internazionale. Nella didattica a distanza per i bambini è ovviamente fondamentale anche ridurre le ore rispetto al normale orario scolastico e comunque prevedere degli intervalli, in particolar modo nei ragazzi dagli 8 ai 12-13 anni, l’età in cui normalmente si sviluppa la miopia».

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La miopia è diventata ormai un problema endemico: nei paesi asiatici negli ultimi 15 anni ci si sta avviando verso il 100% di ragazzi miopi, e in Europa i numeri stanno crescendo vertiginosamente.

«Non appena potremo uscire – prosegue – dovremo fare in modo che i nostri ragazzi possano trascorrere qualche ora al giorno all’aria aperta, quando possibile, specialmente nell’orario intorno a mezzogiorno perché sembra che la luce naturale del sole abbia una funzione difensiva nell’evoluzione della miopia. Per cui i bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sia a causa dell’emergenza Covid 19 sia per i troppi impegni extra scolastici a cui spesso sono sottoposti, sono più predisposti a far progredire la loro miopia. Ma resta fondamentale andare periodicamente dall’oculista: bisogna fare i controlli suggeriti perché queste visite hanno anche il compito di individuare, man mano che crescono, l’esistenza di piccoli difetti visivi che magari non vengono percepiti né dal ragazzo né dai genitori ma possono dare problemi» sottolinea il Presidente SOI.

Tra le raccomandazioni anche quella di non sottovalutare la sindrome dell’occhio secco, anche se riguarda più gli adulti che i bambini: «È una patologia molto diffusa (circa l’80% delle donne dopo i 40 anni e il 60% degli uomini) dovuta in sintesi alla riduzione delle sostanze che mantengono la giusta lubrificazione dei nostri occhi – ricorda Piovella -. Se esiste la necessità è fondamentale lubrificare gli occhi, che altrimenti iniziano ad arrossarsi e a darci fastidio. Questa accortezza è ancor più importante per chi indossa le lenti a contatto, che sono comunque un corpo estraneo. Esistono dei lubrificanti senza conservanti, idonei e compatibili con l’uso di lenti a contatto e comunque utili per chi lavora molto al computer, poiché nel guardare uno schermo si sbattono meno le palpebre (l’ammiccamento è ridotto di tre volte) e quindi gli occhi si lubrificano meno e si seccano. E lacrimano di più perché sono meno lubrificati». Inoltre, se possibile va preferito il computer rispetto allo smartphone «poiché di solito lo guardiamo ad una distanza maggiore rispetto al cellulare che quindi stanca di più gli occhi» e bisogna prestare attenzione alle “luci blu” anche se, come sempre, tutto dipende dalla durata dell’esposizione: «Gli studi finora eseguiti su computer e cellulari non hanno rilevato un numero di radiazioni minimamente paragonabile all’emissione di luce blu delle lampade utilizzate per illuminare l’interno dei supermercati. Ovviamente queste informazioni sono state da anni ripetutamente testate e certificate. Ad ogni modo oggi le normali lenti trasparenti degli occhiali possiedono, cosa che prima non era possibile, dei filtri contro i raggi UVA e contro la luce blu, con protezione del 100%» – evidenzia Piovella.

Infine, preferire sempre dispositivi col monitor più grande e tenere una distanza di lettura di 70 – 80 cm: «È necessario per far sforzare di meno gli occhi – conclude Piovella -. Per lo stesso motivo bisogna evitare di guardare film sul telefonino. Si vedono spesso bambini che tengono i videogiochi a 15 cm dagli occhi mentre è bene ricordargli che gli schermi non vanno tenuti così vicini ma è giusto allontanare le braccia, per quello che possono».

 

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