Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Prevenzione 9 Maggio 2023

Ortodonzia: addio all’apparecchio fisso, oggi i denti (anche da adulti) si raddrizzano con le mascherine trasparenti

Sempre più pazienti, adulti e bambini scelgono le mascherine trasparenti per avere un sorriso più bello. L’esperto: «Non è solo un fattore estetico, migliorano postura, igiene e masticazione»

Immagine articolo

Apparecchi fissi addio, quello che un tempo era il trattamento ortodontico preferito dalla maggioranza dei dentisti, oggi è stato sostituito dalle mascherine trasparenti. Una novità che sta rivoluzionando la cura dei denti di adulti e bambini. Ne parliamo con il dottor Luigi Tagliatesta specialista in chirurgia odontostomatologica e docente presso l’Università degli Studi di Milano. «Se un tempo l’apparecchio fisso con gli antiestetici ferretti rappresentava la strada maestra in ortodonzia per allineare i denti, oggi grazie a nuove tecnologie, come lo scanner intra-orale, abbiamo la possibilità di utilizzare mascherine trasparenti in silicone – spiega l’esperto a Sanità Informazione -. Si posizionano sui denti e, tramite l’utilizzo di attachment spot di composito difficilmente riconoscibili ad occhio nudo, è possibile riallineare e creare un sorriso armonico in pochi mesi».

I vantaggi delle mascherine trasparenti

Nate come byte da utilizzare durante la notte per correggere il bruxismo, quel fastidioso sfregamento dei denti durante il sonno dovuto a stress, ansia, disturbi emotivi e psicologici, oggi le mascherine trasparenti sono molto di più. Si sono evolute e rappresentano la miglior terapia correttiva per la mal occlusione. «Lo sviluppo tecnologico e i nuovi materiali permettono di utilizzare le mascherine trasparenti a 360° – aggiunge Costanza Tagliatesta, specialista in ortognatodonzia -. In questo modo è possibile correggere malformazioni e anomalie di posizione dei denti che oltre ad essere antiestetiche, incidono sulle funzioni respiratorie, masticatorie e fonatorie».

Ortodonzia 4.0

Grazie alla tecnologia, le impronte in gesso hanno lasciato il posto al digitale. Questo significa maggiore precisione e al tempo stesso riduzione di quel fastidioso ingombro che può causare difficoltà respiratorie e dei tempi di realizzo. «Oggi con il minor disagio possibile per il paziente  si effettua un video dei denti e si ottiene un quadro immediato e preciso della sua situazione», prosegue la specialista.

Perché è importante la collaborazione del paziente

Le mascherine estetiche e confortevoli si tolgono per mangiare e si indossano dopo aver effettuato una accurata pulizia dei denti. Ogni quindici giorni circa, ad ogni spostamento dei denti vengono poi sostituite. «Ad ogni cambio della mascherina corrisponde un piccolo spostamento impresso al dente. Questo crea un confort maggiore rispetto all’ortodonzia fissa perché l’indolenzimento causato dallo spostamento dei denti viene calibrato di circa 0,2 gradi a ogni mascherina. In questo modo si ristabilisce non solo una estetica, ma anche una corretta funzionalità masticatoria andando a ricreare delle corrette guide canine e guide protusive, fondamentali per una stabilizzazione articolare e masticatoria», fa notare.

Mascherine trasparenti utili ad ogni età

Le mascherine dei denti si possono usare a qualsiasi età e per ogni tipo di mal occlusione.  «È importante però che il paziente sia collaborativo – sottolinea Costanza Tagliatesta – perché devono essere indossate per il maggior numero di ore possibili. Se invece dopo i pasti non si riposizionano, oppure si utilizzano solo nelle ore notturne, i tempi per arrivare ad un allineamento dei denti si allungano». «Avere dei denti dritti permette  una postura migliore, una maggiore pulizia e quindi una salute orale ottimale – conclude Luigi Tagliatesta –. Questo permette di mantenere i denti sani il più a lungo possibile».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

 

 

 

 

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Intelligenza artificiale e tumori, i pazienti chiedono di avere voce: “Non basta che l’algoritmo funzioni”

Uno studio pubblicato sul Journal of Cancer Policy raccoglie il punto di vista di 18 patient advocate europei. Trasparenza, tutela dei dati, prove di efficacia e supervisione umana tra le condizioni p...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Malattie genetiche rare, la qualità di vita resta difficile da misurare: efficaci solo 3 questionari su 45

Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Patient-Reported Outcomes analizza gli strumenti con cui viene raccolta direttamente la prospettiva delle persone con malattie genetiche rare e ultr...
di Isabella Faggiano
Salute

Radioterapia, al Policlinico Campus Bio-Medico la cura si adatta al paziente: arriva l’acceleratore che usa l’IA in tempo reale

Al Policlinico Campus Bio-Medico inaugurato l’Adaptive Linac Ethos, il nuovo acceleratore lineare di ultima generazione che, grazie all’intelligenza artificiale e all’imaging avanzat...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Duchenne, nelle piazze italiane il “Rosmarino di Parent Project” per sostenere ricerca e famiglie

Dal 5 al 13 settembre torna "Coltiviamo il futuro", la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di Parent Project. Con una donazione minima di 10 euro sarà possibile ricevere la pianta si...
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Suicidio, oltre 4.200 richieste di aiuto a Telefono Amico nei primi sei mesi del 2026: +24% in un anno

Dal 1° settembre il servizio di ascolto telefonico diventa attivo 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Pompili: "L'insonnia è associata a un aumento del rischio suicidario"
di Redazione
Prevenzione

Vaccini, il richiamo dimenticato: cosa devono sapere gli adulti

La morte a Palermo, di una bambina di quattro anni colpita da difterite ha riportato improvvisamente all’attenzione una malattia che, per molti italiani, apparteneva ormai quasi esclusivamente a...
di CDRR