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Benessere 19 Novembre 2019

Hai paura di guidare? Affronta la tua fobia con un visore di realtà virtuale

di Isabella Faggiano
Immagine articolo

I sintomi delle fobie

Se pur di evitare una situazione o un luogo che temi sei disposto a riorganizzare la tua giornata, allora è molto probabile che tu sia vittima di una vera e propria fobia. «L’evitamento è uno dei principali sintomi della fobia patologica– ha spiegato lo psicologo clinico Simone Barbato -. Siamo di fronte ad una possibile patologia anche quando questa paura è irrazionale o non coerente con l’effettivo pericolo che la persona corre in una determinata situazione, creando un disagio intenso in diverse aree della vita del paziente».

Come superare una fobia


Uno dei rimedi più consigliati per superare una fobia è la terapia cognitivo comportamentale
. Ma, oggi, a supporto dei metodi tradizionali ci sono anche le nuove tecnologie: «Attraverso la virtual reality exposure therapy (Vret) – ha aggiunto Barbato, referente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio per il tema della Psicologia e Nuove Tecnologie – è possibile esporre il paziente in modo graduale allo stimolo fobico. Attraverso un visore di realtà virtuale l’individuo entrerà in contatto con le sue paure in un contesto sicuro e controllato. Una persona che ha paura di guidare, ad esempio, verrà esposta a diverse scena di guida. Il livello di difficoltà del percorso potrà essere settato sulle esigenze del paziente, modificandolo di volta in volta: si comincerà da strade di facile percorrenza, per poi passare alle vie trafficate, attraversando gallerie ed abituandosi anche a stare al volante durante una giornata di pioggia».

Le terapie integrate: il setting tradizionale incontra l’innovazione


La virtual reality exposure therapy deve essere sempre integrata in un protocollo di cura più ampio: «All’interno di una seduta tradizionale – ha commentato lo psicologo clinico, amministratore e co-fondatore di Idego Psicologia digitale, una start up che progetta e sviluppi sistemi tecnologici innovativi per la psicologia – l’esposizione virtuale potrà durare dai 5 ai 15 minuti e sarà solitamente collocata nella fase centrale dell’incontro, poiché al termine il paziente racconterà al suo terapeuta l’esperienza vissuta. In genere, lo specialista visualizza le stesse immagini proposte al soggetto fobico,  così da poter supervisionare ed identificare le sue reazioni».

A chi è adatta la virtual reality exposure therapy?

Non ci sono controindicazioni di utilizzo: «La virtual reality exposure therapy può essere impiegata per la cura di qualsiasi fobia, ricordandosi però – ha concluso Barbato – che è uno strumento integrativo e non sostitutivo della terapia tradizionale».

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