Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Benessere 1 Aprile 2021

Carenza vitamina D, ecco cosa fare per integrarla

È una vitamina-ormone prodotta dall’organismo quando ci esponiamo al sole. E se manca?

Si chiama vitamina D, ma è una vitamina sui generis, non in senso stretto. Il termine vitamina, infatti, si riferisce alle sostanze organiche indispensabili per la vita che devono necessariamente essere introdotte con l’alimentazione perché l’organismo non è in grado di sintetizzarle. La vitamina D, invece, è presente in alcuni alimenti ma è prodotta dall’organismo in seguito all’esposizione della pelle al sole. È più correttamente un pre-ormone, che ha il compito di regolare il metabolismo del calcio e del fosforo e favorire il processo di mineralizzazione dell’osso. Inoltre, contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario.

Come assumere la vitamina D: il sole

Alla nostra latitudine, da marzo a settembre, una persona sana, e senza particolari fattori di rischio, è in grado di ottenere quantità sufficienti di vitamina D dai raggi solari.

La quantità di vitamina D prodotta dipende, però, da molti fattori. L’orario del giorno, la stagione, la latitudine e il colore della pelle. A seconda di dove abitiamo e del nostro stile di vita, la produzione di vitamina D potrebbe diminuire o essere completamente assente durante i mesi invernali.

Gli esperti consigliano di:

  • esporsi al sole ogni giorno almeno per mezz’ora
  • lasciare scoperti viso, mani, ma anche braccia e gambe
  • una protezione solare troppo alta blocca la produzione di vitamina D. Evitare di esporsi nelle ore calde della giornata

Quali sono gli alimenti che contengono la vitamina D?

La vitamina D si trova in alcuni alimenti come:

  • pesce grasso: salmone, sardine, aringhe e sgombri
  • fegato
  • tuorli d’uovo
  • funghi: contengono vitamina D2 di origine vegetale

Una fonte importante di vitamina D è l’olio di fegato di merluzzo, ma non è un costituente normale della dieta. Si calcola che solo il 10-20% della vitamina D provenga dalla dieta ed il restante 80-90% dalla sintesi nella pelle dopo l’esposizione al sole.

Quali sono i sintomi di una carenza di vitamina D?

La mancanza di vitamina D non dà segnali evidenti, ma si possono avere:

  • Sintomi di ipocalcemia: formicolii e parestesie a mani e piedi
  • Una propensione alle fratture
  • L’astenia, la debolezza muscolare e la conseguente facilità alle cadute

La carenza di vitamina D: gli integratori

La vitamina D si valuta misurando i livelli del calcidiolo o 25 idrossivitamina D nel sangue. In genere, valori più alti in estate e più bassi in inverno e autunno sono normali. La recente nota dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha aggiornato le indicazioni per la prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D nella popolazione adulta. Ha indicato come valori desiderabili di 25(OH)D valori compresi tra 20 e 40 ng/mL.
La carenza di vitamina D, quindi, si individua in valori inferiori ai 20 nanogrammi per millilitro.

L’AIFA chiarisce che è giustificato l’inizio della supplementazione di vitamina D in presenza di carenza accertata e in categorie a rischio come:

  • persone in strutture riabilitative e ricoveri assistiti
  • donne in gravidanza o in allattamento
  • persone affette da osteoporosi

Esistono, in commercio, tanti integratori contenenti quantità variabili di vitamina D, da sola o insieme ad altre vitamine e sali minerali. Al contrario, i farmaci contenenti vitamina D devono essere assunti solo su prescrizione medica perché dosaggio e somministrazione variano da persona a persona. Dopo la supplementazione di vitamina D bisogna aspettare almeno 3-4 mesi prima di ripetere gli esami del sangue.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Povertà e opportunità negate, Save the Children: “Un minore su dieci vive nelle aree più fragili delle città italiane”

Nei grandi comuni italiani circa 142mila bambini e adolescenti vivono in aree caratterizzate da disagio socioeconomico, povertà educativa e carenza di servizi. È quanto emerge dal rappor...
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Pane di grano “gluten free”, dal Cnr una nuova frontiera per i celiaci

Un prototipo di pane di frumento con glutine sotto i 20 ppm apre nuove prospettive per l’alimentazione senza glutine. La tecnologia enzimatica sviluppata dal Cnr consente di mantenere gusto e pr...
di I.F.
One Health

Hantavirus, cosa c’è da sapere sul virus al centro del focolaio della nave da Crociera

Dopo il focolaio registrato sulla nave MV Hondius cresce l’attenzione sull’hantavirus, responsabile di casi gravi e di alcuni decessi. L'Iss fa il punto su cosa c'è da sapere, come ...
di Redazione
Salute

Ovaio policistico, cambia nome la sindrome che colpisce 170 milioni di donne: riconosciuto il ruolo endocrino-metabolico

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) cambia ufficialmente nome e diventa “Sindrome Metabolica Ovarica Poliendocrina” (PMOS). La decisione, pubblicata su The Lancet e guidata dal...
di Isabella Faggiano