Salute 2 Febbraio 2023 12:39

Scarlattina, casi in aumento. Il pediatra Biasci: «Insolito in questo periodo»

Dopo 3 anni che sembrava quasi scomparsa, aumentano i casi di scarlattina nelle scuole di tutta Italia. Lo sgenalano i pediatri, i quali invitano a non sottovalutare i sintomi
Scarlattina, casi in aumento. Il pediatra Biasci: «Insolito in questo periodo»

In questi poco più di 3 anni di pandemia da covid-19, la scarlattina sembrava quasi scomparsa. Ma ora i pediatri hanno iniziato a registrare un aumento dei casi. Non solo. «In genere le infezioni streptococciche, tra cui quella responsabile della scarlattina, iniziano a essere più comuni dopo la stagione invernale», spiega Paolo Biasci, past presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp).  «Ora ne stiamo semplicemente vedendo di più», aggiunge. Al momento non ci sono dati ufficiali, ma i pediatri concordano che siamo dinanzi a una «crescita insolita per questo periodo», sottolinea Biasci.

Esposito: «In molte scuole si è osservato un aumento dei casi di scarlattina»

A segnalare per prima un aumento dell’incidenza della scarlattina è stata Susanna Esposito, coordinatrice del Tavolo Tecnico Malattie infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip) e ordinario di Pediatria presso l’Università di Parma. «Anche in Italia, a seguito della pandemia di Covid-19, si era visto un crollo del numero di casi di scarlattina- spiega  -. Ma ora in molte scuole, soprattutto materne, si è osservato un aumento significativo dei casi, pur senza che si siano osservate malattie invasive».

Per la scarlattina c’è l’obbligo di segnalazione

La scarlattina è una malattia esantematica, causata da Streptococco beta-emolitico di gruppo A, trasmessa da muco e saliva, e per la quale vige l‘obbligo di segnalazione, ma non c’è un registro nazionale di monitoraggio. «Durante il 2020, 2021 e 2022 ha circolato poco», sottolinea Esposito. «Ora, in assenza di restrizioni, tutti i patogeni hanno ripreso a circolare intensamente. Nelle ultime settimane – continua – si sono riscontrate epidemie di scarlattina nelle scuole di diverse città italiane».

Biasci: «Infezioni streptococciche si diffondono quando l’influenza è in fase decrescente»

Il periodo di maggior contagio è da dicembre a aprile e la fascia di età più interessata è tra 2 e 8 anni. «Ma in genere i casi aumentano alla fine della stagione influenzale», specifica Biasci. «Quest’anno stiamo osservando un inizio anticipato, probabilmente legato al particolare andamento dell’epidemia influenzale di quest’anno. I virus influenzali – prosegue – hanno iniziato a circolare prima, specialmente tra i bambini, e anche l’acme è arrivato prima. Ci troviamo quindi in una fase decrescente, che spesso lascia il posto ad altre infezioni, come appunto quelle streptococciche».

I sintomi della scarlattina: mal di gola, febbre e minuscole macchie rosse

«Non ci sono motivi di allarme», specifica subito Esposito. «Ma è importante fare il tampone in caso di sintomi e iniziare la terapia entro 10 giorni dall’esordio, per evitare complicanze», aggiunge. «A differenza di malattie simili, come morbillo e varicella, non esiste vaccino e, una volta avuta, non si è immunizzati», specifica Esposito. Il nodo è quindi una la corretta diagnosi. «A parte il mal di gola e la febbre, è accompagnata da una colorazione prima biancastra e poi rossa della lingua e da un esantema con minuscole macchioline rilevate rosso acceso, che confluiscono conferendo un colorito uniformemente arrossato», spiega l’esperta. «Esordiscono sul torace, per poi allargarsi e accentuarsi nella regione inguinale e alle ascelle», aggiunge.

Il trattamento va iniziato tempestivamente per evitare complicanze

«Per arrivare alla diagnosi, in caso di sintomi sospetti, va eseguito il tampone faringeo rapido nello studio del pediatra di famiglia che, in pochi minuti, dà l’esito positivo o negativo», spiega Biasci. «Se positivo, va iniziata la terapia antibiotica. Il trattamento dura una decina di giorni e si guarisce completamente», aggiunge. Esposito sottolinea l’importanza di iniziare la terapia tempestivamente. «Non bisogna spaventarsi, ma l’importante è trattarla entro 10 giorni dall’esordio per evitare ascessi o reazioni immunomediate, che possono causare complicanze come la malattia reumatica, cardite, glomerulonefrite e artrite post-streptococcica», conclude.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti