Sanità 15 Novembre 2017 17:27

Medici e dirigenti sanitari: scattano assemblee e scioperi. Intersindacale: ecco i motivi della protesta

Poche risorse alla sanità pubblica e al contratto, peggioramento delle condizioni di lavoro, precariato e imbuto formativo sono tra le ragioni che potrebbero portare i medici a una o più giornate di sciopero tra dicembre e febbraio. Assemblee negli ospedali dal 23 novembre

Una «campagna di informazione per spiegare ai cittadini chi toglie loro le possibilità di cura» e «lo stato di agitazione delle categorie interessate». È quanto annunciato dall’Intersindacale dirigenza medica e sanitaria per porre l’attenzione sulle richieste di migliaia di medici e dirigenti sanitari che chiedono più risorse alla sanità pubblica e al contratto, ma non solo. Tra i motivi della protesta figurano infatti anche il peggioramento delle condizioni di lavoro e il mancato riconoscimento della gravosità, il precariato e l’esclusione di 10mila giovani medici dalle scuole di specializzazione.

Le motivazioni dello stato di agitazione sono così elencate in una nota dalle organizzazioni sindacali aderenti, che rappresentano oltre 100mila medici e dirigenti sanitari (ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA E VETERINARIA):

  • «La legge di bilancio 2018 persevera, al di là dell’incremento nominale, nel definanziamento della sanità pubblica, sia in termini di risorse realmente disponibili sia in rapporto al PIL, non adeguando il fabbisogno del FSN in riferimento alla erogazione dei nuovi LEA per i cittadini ed alla incidenza dei costi contrattuali per il personale;
  • Le trattative per il rinnovo del CCNL della dirigenza medica e sanitaria sono in fase di stallo, a differenza di altre categorie del mondo sanitario, segno della volontà di sabotare il contratto prorogandone di fatto il blocco;
  • Le risorse economiche stanziate sono inadeguate rispetto al prolungato saccheggio dei fondi contrattuali e alle economie realizzate grazie al turn-over dei dirigenti medici e sanitari;
  • A fronte di un costante peggioramento delle condizioni di lavoro dei dirigenti sanitari il Governo non ravvisa le caratteristiche di gravosità ed usura riconosciute ad altre categorie professionali;
  • Il prossimo esame di ammissione alle Scuole di specializzazione lascerà fuori dai percorsi formativi e dall’accesso al lavoro 10.000 giovani medici mentre il Ssn non trova specialisti;
  • I processi di stabilizzazione dei precari, compresi quelli addetti alla ricerca, sono in grave ritardo;
  • Ministero della Salute e Regioni lavorano ad una determinazione dei fabbisogni di personale che taglia gli organici e comprime il tempo di cura, peggiorando la qualità dell’assistenza e della prevenzione».

Il calendario della protesta è ben definito: da lunedì 20 novembre si chiede ai medici il «rispetto assoluto dell’orario contrattuale». Giovedì 23 e Venerdì 24 novembre sono previste «assemblee di due ore nelle aziende sanitarie sul contratto di lavoro e sui fondi contrattuali», mentre giovedì 30 novembre gli Esecutivi nazionali delle organizzazioni sindacali si riuniranno a Roma, alla presenza della stampa, dei responsabili sanità dei partiti e dei gruppi parlamentari per «spiegare le ragioni di una o più giornate di sciopero nazionale di 24 ore di medici, veterinari e dirigenti sanitari italiani nel periodo dicembre 2017-febbraio 2018», conclude la nota.

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