Sanità internazionale 11 Giugno 2019

«La sanità si basa sullo sfruttamento infinito e gratuito di medici e professionisti sanitari»

Riuscite a immaginare un idraulico o un avvocato che lavorano il 30% in più senza chiedere ulteriori compensi? In sanità viene dato per scontato

Immagine articolo

«Sei alla recita di tua figlia ed il tuo paziente ti contatta perché deve parlarti con urgenza. Un collega ha un problema familiare e l’ospedale ha bisogno di te per sostituirlo. La TAC che hai richiesto per il tuo paziente non è coperta dall’assicurazione, e dovrai essere tu a chiamare la compagnia e trovare una soluzione. Hai solo 15 minuti a disposizione per una visita, ma le necessità del tuo paziente ne richiederebbero almeno 45».

Sono storie che tutti i medici e i professionisti sanitari conoscono bene, quelle con cui la dottoressa Danielle Ofri dell’ospedale Bellevue di New York inizia il suo articolo per il New York Times. «Per fortuna – prosegue -, la maggior parte dei camici bianchi sceglie sempre di fare la cosa giusta per i loro pazienti e di continuare ad aderire a quei valori che li hanno portati a scegliere questa professione. Anche se questo comporta sacrifici personali importanti».

«Tuttavia – continua Ofri – mi rendo conto che questi valori vengono sfruttati sempre più. L’aziendalizzazione della sanità ha portato tutta l’efficienza di cui era capace, aumentando il più possibile la produttività del sistema. Ma una risorsa che sembra infinita, e gratuita, è l’etica professionale del personale sanitario».

«Se medici e infermieri timbrassero il cartellino alla fine del proprio turno – spiega la dottoressa Ofri – l’effetto sui pazienti sarebbe disastroso. Medici e infermieri lo sanno, e quindi nemmeno ci pensano. Ma lo sa anche il sistema, e se ne approfitta».

«Negli ultimi decenni – aggiunge -, il lavoro che incombe sugli operatori della sanità è aumentato in modo esponenziale, senza un corrispettivo aumento di tempo o risorse. I pazienti sono più malati di prima, soffrono di più malattie croniche, più gravi, che richiedono la somministrazione di più medicine, la richiesta di più esami, la gestione di più complicanze. Ma il tempo che dovrebbe essere loro dedicato è sempre lo stesso».

«A tutto questo si è aggiunta la burocrazia, che ha avvolto i suoi tentacoli in ogni aspetto del sistema sanitario. La cartella sanitaria elettronica ha senz’altro numerosi vantaggi e nessuno vorrebbe tornare a quando ci si doveva portare dietro enormi faldoni con fogli scritti a mano in modo incomprensibile. Ma si calcola che i medici di famiglia dedichino due ore alle scartoffie per ogni ora trascorsa con i pazienti. È un lavoro che si può fare ‘comodamente’ anche da casa, e molti miei colleghi trascorrono serate, giorni di ferie e weekend davanti al computer per concluderlo. Sentono di non aver finito di lavorare finché non hanno registrato tutto. Perché non farlo significherebbe mettere in pericolo i pazienti», racconta Ofri.

«Richiesta dopo richiesta, compito dopo compito, la mole di lavoro sulle spalle di medici e professionisti sanitari è sempre più pesante, ma loro non diranno mai ‘no’. Dopo tutto, i pazienti continuano a prendere le loro medicine, i chirurghi continuano ad operare, i medici continuano a visitare. Tutto sembra filare liscio, ma non è così».

«Riuscite a immaginare un idraulico o un avvocato che lavorano il 30% in più senza chiedere ulteriori compensi? Eppure in sanità si dà per scontata un’elasticità tale per cui il lavoro aumenta e, magicamente, viene comunque svolto. Al massimo, l’infermiere non va in pausa pranzo o il dottore farà in modo di concentrare tutti i pazienti nel suo turno. Che problema c’è».

«Il problema c’è, invece – continua Ofri -: il burnout è stato ufficialmente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I livelli di stress e tra i medici e i professionisti sanitari sono molto più alti della media della popolazione, e più il medico è stressato più il rischio di sbagliare aumenta, compromettendo la sicurezza del paziente. Senza dimenticare che i tassi di suicidio degli operatori sanitari sono più alti di qualunque professione. Questa situazione non è sostenibile, né per i medici né per i pazienti. La sanità non è affatto perfetta, ma tutto quello che c’è di buono si deve alla forza di volontà di quegli individui che fanno di tutto per fare la cosa giusta. È quella forza di volontà che viene sfruttata ogni giorno e permette al sistema di galleggiare».

«I sistemi sanitari devono essere ristrutturati per riflettere le reali esigenze dell’assistenza – propone il medico di New York -. Negli Stati Uniti, dal 1975 al 2010 il numero di amministrativi che lavorano nelle strutture sanitarie è aumentato del 3200%. Per ogni medico, ci sono circa 10 amministrativi. Se la metà di questi stipendi venisse destinata all’assunzione di nuovi infermieri e medici, forse avremmo il personale sufficiente a gestire tutto il lavoro».

«Assistenza sanitaria significa prendersi cura dei pazienti, non delle carte. Contare sui professionisti sapendo che non diranno mai di no non è solo una strategia sbagliata. È una medicina sbagliata», conclude.

Articoli correlati
Endowiki e Ambulatorio Virtuale: le soluzioni digitali di Ame. Agrimi: «Qualità e innovazione per medici e pazienti»
I due progetti innovativi in ambito assistenziale di Ame offrono vantaggi a professionisti e utenti: «I pazienti beneficiano di un ambiente qualificato in cui lo scambio di dati sensibili e personali avviene in tutta sicurezza; i medici possono garantire la continuità della cura al di fuori dell’ambulatorio fisico» ha spiegato la Responsabile Sanità Digitale di Ame Daniela Agrimi a Sanità Informazione
Nella compilazione di un questionario assicurativo cosa intendono le compagnie assicurative per atti invasivi diagnostici e terapeutici?
In fase di stipula di una polizza di assicurazione, è importante avere chiare le definizioni di atti invasivi diagnostici e terapeutici e di interventi chirurgici a cui le diverse Compagnie rimandano nel definire piani tariffari e condizioni della polizza Rc Medico. Mentre alcune Compagnie riportano indicazioni precise segnalando, tra le condizioni di una  polizza Rc […]
Healthcare e tecnologia, Leogrande (Presidente AIIC): «Rendere disponibile l’innovazione in sanità»
«Le novità ci sono, il mercato e l’industria spingono in questa direzione e le soluzioni non mancano. Manca, ancora, un collegamento più diretto e concreto con le modalità con cui questa innovazione deve essere resa disponibile» così il Presidente AIIC Lorenzo Leogrande
di Cesare Buquicchio e Viviana Franzellitti
A Trieste aggressione al 118, Mazzacane (Cisl Lombardia): «Interventi rieducativi in ospedale per aggressori»
Ancora un caso di violenza contro gli operatori sanitari nei giorni scorsi a Trieste ai danni degli operatori del 118. Immediata la risposta dei sindacati: ecco la proposta di CISL medici Lombardia per contrastare il fenomeno
di Federica Bosco
Acoi Campania: «Formazione e nuove tecnologie: queste le sfide per la chirurgia d’urgenza del futuro»
Formazione e nuove tecnologie: queste le sfide per la chirurgia d’urgenza del futuro. A dettare l’agenda delle priorità è l’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI) – Gruppo Campania, nel corso della due giorni “Chirurgia d’urgenza 2019: tra linee guida e real life. Cos’è cambiato in questi anni e qual è la realtà dei fatti”, che ha riunito a […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Ecm

ECM, un mese alla fine del triennio. Bovenga (Cogeaps): «Attenzione a contenziosi, concorsi e lettere di richiamo»

A Roma il Presidente del Consorzio gestione Anagrafica delle Professioni Sanitarie ha illustrato le ultime novità in tema di aggiornamento professionale obbligatorio: «Il sistema è in crescita. Da ...
Salute

Burnout in sanità, i più colpiti? Giovani, donne e ospedalieri. I risultati della survey AME

Simonetta Marucci, coordinatrice del sondaggio dell’Associazione Medici Endocrinologi: «Continueremo ad analizzare il fenomeno per poi proporre risposte adeguate per migliorare la nostra attività ...
Diritto

Responsabilità professionale, Federico Gelli: «Sulla gestione del rischio tre regioni in ritardo. Polizza primo rischio, ecco quando farla…»

Il “padre” della Legge 24 del 2017, oggi presidente della Fondazione Italia in Salute, ha fatto il punto nel corso di un convegno all’Ospedale San Giovanni Battista di Roma: «Legge va applicata...