Sanità internazionale 28 Giugno 2023 18:07

Una “gara” di disinformazione su salute e ambiente: l’Intelligenza Artificiale batte gli umani

Un modello di Intelligenza artificiale (IA), chiamato GPT-3, diffonde disinformazione in modo più credibile degli esseri umani. A dimostrarlo è uno studio di Giovani Spitale dell’Università di Zurigo, pubblicato sulla rivista Science Advances

di Cesare Buquicchio
Una “gara” di disinformazione su salute e ambiente: l’Intelligenza Artificiale batte gli umani

Un modello di Intelligenza Artificiale (IA), chiamato GPT-3, diffonde disinformazione in modo più credibile degli esseri umani. A dimostrarlo è un innovativo ed approfondito studio dell’Università di Zurigo, pubblicato sulla rivista Science Advances firmato da Giovanni Spitale, Nikola Biller-Andorno e Federico Germani. Che l’IA stia cambiando il modo in cui creiamo e valutiamo le informazioni sembra ormai evidente e, alla luce di quanto sperimentato durante la pandemia da Covid-19, si teme per le possibili ricadute su disordine informativo e infodemia su temi riguardanti la salute globale. Nel nuovo studio gli scienziati hanno analizzato se gli individui fossero in grado di distinguere le fake news dalle informazioni accurate, strutturate sotto forma di tweet, e di determinare se un tweet fosse organico o sintetico, cioè, scritto da un utente di Twitter o da GPT-3.

Gli esseri umani non riescono a distinguere tra un tweet scritto da una persona o dall’IA

I risultati dimostrano che GPT-3 è un’arma a doppio taglio che, rispetto agli esseri umani, può produrre informazioni precise e più facili da comprendere, ma può anche produrre disinformazione più convincente. La ricerca ha, inoltre, dimostrato che gli uomini non sono in grado di distinguere i tweet generati da GPT-3 da quelli scritti da utenti umani. «I risultati suggeriscono che il modello di Intelligenza Artificiale GPT-3 e altri modelli linguistici di grandi dimensioni possono sia informare che disinformare gli utenti dei social media, in modo più efficace rispetto agli esseri umani», spiega Giovanni Spitale, ricercatore dell’Università di Zurigo.

Primo studio che analizza l’efficacia dei modelli linguistici di grandi dimensioni

Dal suo lancio nel novembre 2022, l’uso di ChatGPT, ha sollevato timori per la diffusione della disinformazione e dell’informazione on line, in particolare sulle piattaforme social. I critici avvertono che i modelli linguistici di grandi dimensioni come Generative Pre-trained Transformer 3 (GPT-3) di ChatGPT potrebbero essere utilizzati per generare disinformazione convincente per i social media. Poiché i modelli linguistici di grandi dimensioni sono relativamente nuovi, pochi studi hanno esaminato la loro efficacia rispetto a questo scopo. Spitale e il suo team di ricerca hanno reclutato 697 partecipanti di lingua inglese provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Irlanda, principalmente di età compresa tra i 26 e i 76 anni, per valutare i tweet generati da umani e da GPT-3, contenenti informazioni accurate e imprecise su una serie di argomenti, tra cui i vaccini e l’autismo, la tecnologia 5G, Covid-19, il cambiamento climatico e l’evoluzione, tutti argomenti spesso fraintesi da parte del pubblico.

Lo studio solleva importanti interrogativi sui pericoli della disinformazione generata dall’IA

Per ogni argomento, i ricercatori hanno raccolto tweet generati dall’uomo da Twitter e hanno istruito il modello GPT-3 a generare nuovi tweet contenenti informazioni accurate e non. Poi hanno chiesto ai partecipanti di giudicare se i tweet fossero veri o falsi e se fossero stati creati da un essere umano o da GPT-3. Gran parte di coloro che hanno preso parte allo studio sono stati più propensi a identificare la disinformazione generata da un essere umano; tuttavia, era anche più probabile che indovinassero che le informazioni generate da GPT-3 fossero accurate. «I nostri risultati sollevano importanti interrogativi sui potenziali usi e abusi del GPT-3 e di altri generatori di testo basati su sistemi avanzati di IA e sulle implicazioni per la diffusione delle informazioni nell’era digitale», hanno sottolineato gli autori dello studio. «Partendo dai nostri risultati, vogliamo riflettere sui pericoli dell’Intelligenza Artificiale per la disinformazione e su come migliorare le campagne di informazione a beneficio della salute globale», concludono.

INFODEMIC LAB

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

Articoli correlati
A Pisa doppia laurea con Marsiglia e Stoccolma su IA e salute
arte all'Università di Pisa, prima in Italia, la laurea magistrale in biotecnologie e intelligenza artificiale applicata alla salute che consentirà di ottenere un doppio titolo con l'Università di Aix Marsiglia o con quella di Stoccolma
di Redazione
L’Intelligenza artificiale conquista l’Healthcare: cresce l’impiego in ricerca, diagnosi e cura
In occasione della Milano digital Week confronto tra protagonisti di design, Ai e digitale sull’impiego in sanità. Dalle app che dialogano con i pazienti, ai software che fanno interagire le strutture sanitarie, ma resta aperto il quesito sul consenso dei dati
Il cerotto intelligente: lo applichi sulla pelle e ti “dice” come stai
I ricercatori dell’Università di Chicago: «Il nostro dispositivo è dotato di un chip che, imitando il cervello umano, è in grado di raccogliere dati da più biosensori e trarre conclusioni sulla salute di una persona». In futuro potrebbe essere utilizzato anche per inviare avvisi a pazienti e medici in caso di necessità
Fare prevenzione cardiaca con l’intelligenza artificiale, l’ultima sfida del Cardiologico Monzino
Vincitore di un bando europeo promosso dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, il progetto, diretto dal professor Claudio Tondo, in collaborazione con il Politecnico di Milano metterà a punto, grazie all’intelligenza artificiale, dei parametri in grado di studiare i rischi cardiovascolari e personalizzare le cure
Se il paziente ha dei dubbi, Eric risponde
Costamagna (chirurgo endoscopico digestivo): «Eric è uno strumento di Intelligenza Artificiale conversazionale. Siamo il primo ospedale in Italia ad aver introdotto questa tipologia di tecnologia in ambito endoscopico». Entro il 2025 il mercato globale degli assistenti virtuali potrebbe superare i 3 miliardi di dollari
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Covid: alta adesione degli over 60 ai vaccini ridurrebbe fino al 32% i ricoveri, le raccomandazioni nel Calendario per la Vita

Il board del Calendario per la Vita, costituito da diverse società scientifiche, ha redatto delle raccomandazioni per la campagna di vaccinazione anti-Covid per l’autunno-inverno 2023
di V.A.
Lavoro

Medici di famiglia sull’orlo di una crisi di nervi… Stressati 9 su 10. Pesano Covid, burocrazia e Whatsapp

Il malessere dei medici di famiglia, tra carenza di colleghi, difficoltà a trovare sostituti e una burocrazia sempre più elevata, «è palpabile» e arriva a sfiorare il ...
di V.A.
Salute

Disabilità, Piano Educativo Individualizzato: alle scuole medie spariscono esonero e percorso differenziato

Il Miur (con Decreto ministeriale n.153 del 1/8/2023) ha modificato il nuovo Piano Educativo Individualizzato (D.I. 182/2020), accogliendo alcune delle proposte di CoorDown e del Comitato #NoEsonero c...