Sanità internazionale 13 giugno 2017

I bambini conoscono i volti già prima della nascita, lo studio inglese

Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’università inglese di Lancaster rivela che i bambini ancora nell’utero preferiscono guardare volti rispetto ad altre forme. Già da tempo si sa che i neonati sono attratti maggiormente dalle persone piuttosto che da altro, ma nessuno aveva mai tentato di capire in quale momento e perché nasca questa preferenza. […]

Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’università inglese di Lancaster rivela che i bambini ancora nell’utero preferiscono guardare volti rispetto ad altre forme. Già da tempo si sa che i neonati sono attratti maggiormente dalle persone piuttosto che da altro, ma nessuno aveva mai tentato di capire in quale momento e perché nasca questa preferenza. Grazie alla ricerca pubblicata su Current Biology, guidata dal professor Vincent Reid, sappiamo che si comincia ancora prima della nascita.

L’esperimento ha osservato il movimento della testa di 39 bambini, dalla 34esima settimana di gestazione in poi, quando venivano esposti a stimoli luminosi: in particolare, è stato osservato che quando venivano proiettati sulla pancia della mamma tre punti luminosi che componevano un triangolo con la base in alto, ricordando quindi la forma del volto, i bambini tendevano a seguire le luci; al contrario, se le luci erano proiettate al contrario, con il vertice del triangolo verso l’alto, il bimbo stava fermo. Lo stesso esperimento, condotto su neonati, ha ottenuto i medesimi risultati.

C’era la possibilità che il feto fosse attratto dalla novità della luce e che seguisse quindi qualunque conformazione luminosa, ma se fosse stato così la reazione alle diverse posizioni dei puntini sarebbe stata la stessa. La differenza rilevata, invece, dimostra come la preferenza per le persone nasca nell’utero materno, dando vita a una sorta di imprinting simile a quello dei pulcini con la propria mamma.

La scoperta, condotta grazie ad avanzate ecografie in 4D, ha inoltre evidenziato che all’interno dell’utero c’è molta più luce di quanto si pensasse.

La prossima fase dell’esperimento sarà capire se prima della nascita i bambini abbiano già la capacità di identificare numeri e quantità: «Esplorare il passaggio dal feto al neonato è veramente stimolante», ha dichiarato il Professor Reid commentando le sue scoperte.

Per approfondire l’argomento, leggi il Telegraph

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