Salute 10 Settembre 2020 12:00

Vaccino contro Covid, il Ceo di AstraZeneca: «Potremmo ancora averlo entro fine anno»

Soriot, capo dell'azienda AstraZeneca che sviluppa il vaccino con Oxford, mantiene in piedi la possibilità delle prime dosi entro il 2020. «Ci sono spesso degli stop, la differenza è che ora tutto il mondo ci guarda»
Vaccino contro Covid, il Ceo di AstraZeneca: «Potremmo ancora averlo entro fine anno»

Forse il vaccino di Oxford potrebbe comunque essere disponibile entro la fine dell’anno o all’inizio del 2021. A concedere questa possibilità, è stato il Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, dopo la recentissima sospensione per via di una “reazione avversa” in uno dei candidati. 60 mila le persone su cui è stato testato il vaccino, quando è arrivata la notizia di una “malattia potenzialmente inattesa”.

A riferire il parere del capo dell’azienda britannico-svedese è stato il Guardian, cui però Soriot non è stato in grado di riferire quando la sperimentazione sarebbe ripartita. «Anche così – ha detto – penso ancora che siamo sulla buona strada per avere una serie di dati da presentare prima della fine dell’anno» per l’approvazione.

«Potremmo ancora avere un vaccino entro la fine di quest’anno, o all’inizio del prossimo anno» in base alla velocità dell’agenzia regolatoria, ha aggiunto nel corso di un evento ospitato dal gruppo Tortoise. Il manager AstraZeneca ha voluto specificare che non è così inusuale che un trial vada in pausa per delle problematiche. «L’unica differenza è che adesso ci guarda il mondo intero», ha proseguito.

Il volontario che si è ammalato è stato sottoposto a ulteriori test e, dopo la raccolta, i dati verranno presentati al comitato di sicurezza indipendente. Sarà questo a decidere se sia il momento di riprendere la sperimentazione. Sul tipo di malattia Soriot non si è sbilanciato: «Non sappiamo se si tratta di mielite trasversa – ha concluso -. Non sappiamo quale sia la diagnosi finale».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Vaccino anti-Covid, il 90% dei medici europei favorevole all’obbligo per la popolazione
I risultati del sondaggio sull’obbligo vaccinale realizzato dai paesi aderenti alla Federazione Europea dei Medici Salariati
Vaccino in gravidanza, ISS: «Sì dal secondo trimestre. Nessun pericolo in allattamento»
L'Istituto Superiore di Sanità aggiorna le indicazioni per la vaccinazione in gravidanza e allattamento
Cosa rischia il medico no vax?
Sono 644 i medici che sono stati sospesi perché non vaccinati. Ma cosa prevede la procedura? E cosa succede alla polizza RC professionale?
di Riccardo Cantini, intermediario assicurativo (Iscrizione RUI di IVASS: E000570258)
«Ecco perché ampliare l’obbligo del vaccino anti-Covid è possibile»
Intervista all'avvocato Fabio Frattini, penalista di Tivoli e componente della Giunta Nazionale dell'Unione Camere Penali Italiane (UCPI)
di Vanessa Seffer, Uff. stampa Cisl Medici Lazio
Vaccino in gravidanza, 450 donne al primo open day organizzato da Regione Lombardia
L’iniziativa del Dipartimento donna, mamma e neonato del Fatebenefratelli Sacco ha messo a disposizione un team di ginecologi ed ostetriche: «I vaccini a mRNA sono assolutamente sicuri in tutti i trimestri della gravidanza e durante l’allattamento»
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti