Salute 30 marzo 2017

Tutte le Religioni insieme per combattere il dolore. A Roma l’incontro internazionale per promuovere le cure palliative

In occasione dell’incontro firmata la “Carta delle Religioni per le Cure Palliative per le Persone Anziane” da parte di tutti i rappresentanti religiosi di diverse fedi

Per la prima volta a Roma si sono riuniti rappresentanti delle maggiori Religioni, esperti dei diritti umani, medici, infermieri, pazienti e volontari per partecipare all’incontro “Religioni Insieme per le Cure Palliative” avvenuto presso la sede di Radio Vaticana. Un momento di confronto (moderato da Manuela Lucchini giornalista TG1) per promuovere il diritto di tutte le persone anziane, affette da malattie croniche e inguaribili, di ricevere Cure Palliative.

Cosa sono le Cure Palliative? Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono la presa in carico globale del corpo, della mente e dello spirito della persona e il supporto attivo alla famiglia. In parole più semplici, le Cure Palliative hanno lo scopo di controllare i sintomi e alleviare il dolore riuscendo a garantire alla persona malata un’attenzione e un’assistenza specifica. L’evento è stato promosso dalla Fondazione MaruzzaOnlus la cui mission è diffondere la conoscenza e l’importanza delle cure palliative, in collaborazione con la Pontificia Accademia per la Vita (presente in occasione dell’evento il Presidente Monsignor Paglia).

«La Fondazione Maruzza nasce in memoria di mia sorella Maruzza che è scomparsa nel 1989 a 40 anni per una malattia oncologica – racconta Silvia Lefebvre D’Ovidio, volto della Fondazione -. Lei stessa chiese ai miei genitori di fare qualcosa per le persone che dovevano affrontare il suo stesso destino. Insieme con la famiglia decidemmo di creare una Fondazione che si occupasse di cure palliative, cioè per tutti coloro che devono affrontare l’inguaribilità. All’epoca le cure palliative erano solo per i malati terminali oncologici, poi è arrivata la Legge 38 del 2010 che ha esteso le cure palliative, per fortuna, a tutti i malati affetti da una patologia inguaribile che possono vivere pochi mesi o molti anni. Quindi un grande passo: si è allargato lo spettro di chi può usufruire delle cure».

La gallery dell’evento:

  • Ven. Bhikshuni Tsung Tueng

Dunque, in Italia, dal 2010, grazie alla Legge 38, è prevista la possibilità di accedere alle cure palliative per tutti i cittadini, dai bambini agli anziani; purtroppo gran parte della popolazione non è al corrente di tale diritto e persino tra i medici la conoscenza è spesso scarsa.

«Questa è una Legge molto ambiziosa, e ci vorrà tempo perché venga attuata pienamente – spiega Rosanna Cerbo, neurologo, membro della Commissione dolore OMCeO Roma e Segretario Generale Opera Karol Wojtyla -. Il punto dolente è la mancata informazione, questa è la cosa veramente grave».

In occasione dell’incontro è stata firmata la “Carta delle Religioni per le Cure Palliative per le Persone Anziane” da parte di tutti i rappresentanti religiosi di diverse fedi. Il ruolo dei leader religiosi nella società è così importante e riconosciuto da poter ampliare il consenso globale sulle cure palliative. «Questa carta è fondamentale – prosegue la professoressa Cerbo – in un certo senso siamo anche fortunati visto che le tre religioni abramitiche, quindi Ebraismo, Cristianesimo e Islam, su quanto riguarda l’attenzione al fine vita hanno delle idee assolutamente sovrapponibili, magari molte sono diverse, aborto, matrimonio, ma sul fine vita del tutto simili. Ribadisco che c’è tanto da lavorare, in primo luogo perché le persone capiscano bene la differenza che esiste fra i termini, accanimento terapeutico, cure palliative, sedazione, eutanasia, suicidio assistito, ed altro… si fa una confusione enorme, per cui quando succede un caso tipo quello di Dj Fabo, non si ha la minima idea di cosa si sta parlando».

«In India le cure palliative non sono ancora molto sviluppate – racconta Suresh Kumar Direttore del WHO Collaborating Center (India) specializzato in cure palliative che sul tema, ci offre il punto di vista del suo Paese e ci racconta come è riuscito a coinvolgere la sua comunità nell’organizzazione della cura – ma ci sono aree in cui sta avvenendo una sorta di espansione. A Kerala (Stato dell’India meridionale) per esempio, da dove arrivo io, è una di quelle zone, a differenza di molti altri luoghi, dove ciò che facciamo, incentivare le cure palliative, sta dando dei risultati. Questo è stato possibile anche grazie alle leggi locali, alla comunità locale, alla loro formazione, grazie a tutto questo siamo riusciti a portare consapevolezza e la consapevolezza gioca un ruolo importante nel fornire un servizio così fondamentale. Questo ha determinato un grande cambiamento».

 

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