Salute 7 Ottobre 2024 12:33

Tumori, introdurre lo psico-oncologo in tutti i reparti di oncologia. La proposta di legge

La proposta di legge 481, a prima firma di Vanessa Cattoi deputata del Gruppo Lega, è promossa dalla Società italiana di psico-oncologia (Sipo)
Tumori, introdurre lo psico-oncologo in tutti i reparti di oncologia. La proposta di legge

Introdurre la figura dello psico-oncologo nei reparti di oncologia ed oncoematologia nelle strutture italiane: è questo l’obiettivo della proposta di legge 481, a prima firma di Vanessa Cattoi, deputata del Gruppo Lega, presentata in una conferenza stampa alla Camera dei deputati. L’iniziativa, promossa dalla Società italiana di psico-oncologia (Sipo), rappresenta per gli specialisti della stessa Società “un passo fondamentale per garantire  finalmente ai pazienti oncologici ed oncoematologici risposte di cura sistematiche al disagio psicologico sperimentato durante tutto il percorso delle cure”.

Psico-Oncologi: Europa vs Italia

Numerosi studi mostrano, come sottolineato dagli esperti Psico-Oncologi, che gli interventi psico-oncologici erogati, dagli psico-oncologi di tutto il mondo, sono in grado di curare i disturbi d’ansia, i disturbi depressivi e i disturbi dell’adattamento, consentendo ai pazienti di sperimentare benessere psicologico ed una migliore qualità della vita. Il Piano oncologico europeo e quello nazionale evidenziano l’importanza di realizzare nei setting oncologici ed oncoematologici un approccio integrato e multidisciplinare alla cura del cancro seguendo il modello biopsicosociale ma nella  pratica poi in diversi centri italiani la figura professionale che deve curare tali aspetti non è presente.

Per un approccio multidisciplinare alla cura

“La Psico-Oncologia è una disciplina ormai diffusa in tutto il mondo ed è essenziale per garantire un approccio multidisciplinare alla cura del paziente oncologico  – afferma Angela Piattelli, presidente di Sipo -. La nostra  proposta non solo riconosce l’importanza dell’intervento psicologico, ma lo sistematizza come parte integrante del percorso di cura, rispettando l’autonomia culturale e  professionale di tutte le discipline coinvolte”.
“La presenza di psico-oncologi nel team di cura non solo allevia il carico emotivo della diagnosi e del trattamento, ma favorisce  anche una comunicazione più efficace tra pazienti, familiari e medici – aggiunge Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna  onlus mentre per Cattoi  – questa legge rappresenta una risposta  concreta alle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie”.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti