Salute 23 Gennaio 2023 15:20

Trapianto del fegato, non solo cirrosi: sempre più tumori operabili

Il chirurgo Alessandro Anselmo di Tor Vergata spiega: «Il trapianto di fegato per un tumore in passato era controindicato. Negli anni è arrivata l’indicazione al trapianto per l’epatocarcinoma e poi per le metastasi al fegato da tumore del colon retto e per il colangiocarcinoma». Il caso di Filippo Laganà, che dal suo trapianto ha tratto il film ‘Amici per la pelle’

Trapianto del fegato, non solo cirrosi: sempre più tumori operabili

Ogni anno in Italia si eseguono più di mille trapianti di fegato. Negli ultimi anni si sta assistendo a un graduale ma netto cambio di scenario: se prima la gran parte dei trapianti avveniva nei pazienti con cirrosi epatica dovuta all’epatite B e all’epatite C oggi sempre più malati di tumore al fegato possono beneficiarne. È quanto spiega a Sanità Informazione il chirurgo Alessandro Anselmo, tra i responsabili dell’evento “Nuovi scenari del trapianto di fegato”, presieduto dal professor Giuseppe Tisone, che si è svolto il 19 gennaio nell’Aula Anfiteatro del Policlinico Tor Vergata, pensato per aggiornare medici e personale sanitario sulle ultime frontiere del trapianto di fegato. Il Rettore dell’Università di Tor vergata Nathan Levialdi Ghiron, il Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata Giuseppe Quintavalle, il Direttore del Centro Trapianti Tor Vergata Giuseppe Tisone hanno dato inizio lavori di una giornata ricca di contenuti scientifici ma anche di grandi emozioni. L’Ordine dei medici di Roma e provincia ha portato il suo saluto attraverso il Revisore dei Conti Alfredo Cuffari. Presente anche la Simedet, Società italiana di medicina Diagnostica e Terapeutica, con il presidente Fernando Capuano.

«Si stanno facendo sempre più trapianti per diversi tipi di tumori che prima non venivano eseguiti – spiega Anselmo -. Il trapianto di fegato per tumore del fegato in passato era controindicato. Negli anni è arrivata l’indicazione al trapianto per l’epatocarcinoma, per il colangiocarcinoma e per le metastasi al fegato da tumore del colon retto».

Sempre meno casi di cirrosi

L’ultima indicazione è quella per il colangiocarcinoma, un tumore raro e aggressivo del fegato che presenta una prognosi infausta (la sopravvivenza globale a cinque anni è inferiore al 15-17%) e che colpisce ogni anno oltre 5.400 uomini e donne in Italia. Oggi il trapianto è possibile anche per questo tipo di patologia nel contesto di protocolli nazionali ed internazionali.

«In Italia si fanno più di mille trapianti di fegato in un anno con 23 centri abilitati – continua Anselmo -. Un numero importante. Oggi sta cambiando l’indicazione: con il vaccino per l’epatite B e la cura per l’epatite C arrivano sempre meno casi di cirrosi e si rendono disponibili più fegati per trapiantare dei tumori. L’altra novità è data dall’utilizzo di macchine da perfusione che ricondizionano gli organi e rendono possibile il trapianto anche con organi che prima non si utilizzavano».

Il Policlinico Tor Vergata di Roma punta anche a semplificare il percorso del paziente da inserire in lista per trapianto con un apposito PDTA, un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per smaltire in poco tempo tutta la grande mole di esami necessari per valutare l’idoneità al trapianto. La gestione dei pazienti prima, durante e dopo il trapianto è affidata al team multidisciplinare del trapianto di fegato del policlinico di Tor Vergata, composto da medici, infermieri, psicologi ed esponenti delle professioni sanitarie.

Il rigetto non sembra essere il principale dei problemi. «Nell’85% dei casi i trapianti vanno bene, il rigetto in genere è ben controllato dalla terapia immunosoppressiva. Il problema è la ripresa immediata del fegato, il suo funzionamento che non sempre avviene ed è la principale causa di insuccesso precoce» spiega ancora il chirurgo di Tor Vergata.

«È fondamentale l’interazione tra un ospedale ad alta tecnologia, come può essere un policlinico universitario, e il suo territorio – spiega il professor Giuseppe Tisone, Ordinario di Chirurgia generale -. Qui a Tor Vergata abbiamo un’area geografica di riferimento che arriva a 700 mila abitanti, quanto la città di Firenze. Ci rivolgiamo al territorio per comunicare quello che facciamo e creare un percorso più facilitato di accesso anche alle procedure diagnostiche. L’impegno dell’ospedale è creare degli strumenti facilitativi. Quello che è importante è che si apra un portale, rivolto in primis al medico di base, che possa indirizzare il paziente da noi. L’obiettivo è creare sinergia».

‘Amici per la pelle’, nel film le immagini di un vero trapianto

L’evento del 19 gennaio è stata anche un’occasione per raccontare le storie di chi ce l’ha fatta, come Filippo Laganà, figlio dell’attore Rodolfo, che nel film “Amici per la pelle”, presentato e premiato all’ultimo Festival del Cinema di Roma, ha raccontato la sua storia ed è stato ospite al convegno tenutosi nel nosocomio romano per raccontare la sua esperienza insieme ad altri pazienti trapiantati.

«L’equipe della unità operativa di Chirurgia Epatobiliare e Trapianti del Policlinico di Tor Vergata, diretta dal professor Tisone, ha operato il giovane Laganà che è arrivato in condizioni gravissime e ha fatto a 24 anni un trapianto d’urgenza – spiega Anselmo -. Le cose sono andate bene e lui ha deciso di realizzare un film sulla sua esperienza. Per altro c’è un aneddoto che ci lega: lui è anche il nipote del grande chirurgo Gianfranco Fegiz che 40 fa aveva operato mia madre e l’aveva salvata dal tumore. Ora è toccato a me salvare lui».

Nel film i suoi genitori sono interpretati da Massimo Ghini e Nancy Brilli e, per una serie di casualità, una parte del film è stata girata proprio nel Policlinico di Tor Vergata. «Nel giorno esatto del secondo anniversario del suo trapianto una troupe mi ha ripreso mentre in sala operatoria stavo effettuando lo stesso tipo di intervento toccato a Laganà. Nel film, dunque, ci sono le immagini di un vero trapianto», racconta, non senza emozione, lo stesso Anselmo.

Il film ‘Amici per la pelle’, diretto da Pierluigi Di Lallo, che annovera tra gli altri attori anche Carolina Gonnelli, Milena Miconi, Giampiero Ingrassia, Gianfranco Iannuzzo, è stato vincitore del Sorriso Diverso Roma Award 2022, premio dedicato alle pellicole che hanno saputo meglio raccontare, nell’ambito del sociale, le diversità e le fragilità delle persone e dei luoghi, come Miglior Film italiano.

 

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