Salute 4 Febbraio 2022 13:27

«Su disabilità le risorse ci saranno, PNRR è garanzia. Ora scrivere norme più chiare». Parla Falabella (FISH)

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap promuove la legge delega sulla disabilità: «Permetterà una revisione, un riordino e una semplificazione della normativa di settore». E sulle recenti interpretazioni INPS sugli assegni di invalidità afferma: «Bisogna scrivere norme più chiare, meno articolate, più facilmente applicabili, lasciando sempre meno spazio di interpretazione»

di Francesco Torre
«Su disabilità le risorse ci saranno, PNRR è garanzia. Ora scrivere norme più chiare». Parla Falabella (FISH)

«Il Governo ha dato la massima garanzia che le risorse per realizzare le riforme in tema di disabilità ci saranno, non saremo ostaggi del Ministero dell’Economia». È determinato Vincenzo Falabella, Presidente della FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, che dopo l’approvazione della legge delega sulla disabilità vede il traguardo vicino: mancano solo i decreti legislativi per la realizzazione di quelle importanti riforme che andranno a semplificare e migliorare la vita di milioni di persone con disabilità.

«Ci sarà una revisione, un riordino e una semplificazione della normativa di settore con un’attenzione particolare sull’accertamento della condizione di disabilità, sulla valutazione multidimensionale della disabilità, l’informatizzazione di alcuni processi di valutazione della condizione di disabilità, sulla riqualificazione dei servizi pubblici in materia di inclusione e accessibilità, l’istituzione di un Garante nazionale», spiega Falabella a Sanità Informazione, ricordando come la legge delega, approvata alla fine del 2021, abbia ricevuto un impulso decisivo dal fatto di essere collegata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: «Questa accelerazione e il legame con il PNRR sono una garanzia per l’adozione del decreti legislativi perché senza quelli la legge delega non avrà corpo e quindi non potranno essere spesi i soldi che sono all’interno del Piano».

PNRR garanzia per le risorse

Dopo le polemiche dello scorso dicembre, quando si era parlato di un taglio di 200 milioni alle politiche della disabilità, il Governo sembra aver corretto il tiro e garantito che i fondi ci saranno. «Serviranno delle responsabilità politiche importanti per garantire la continuità di quello che andremo a costruire in questi 20 mesi. Su questo c’è stata massima garanzia da parte del governo» assicura il presidente FISH che poi sottolinea: «Faccio parte del gruppo di lavoro politico del Ministero della Disabilità presso Palazzo Chigi. Lunedì ci siamo riuniti, vi era Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, ANCI, UPI, proprio perché dobbiamo tutti quanti assumerci una responsabilità importante: le norme e i decreti legislativi dovranno vedere la partecipazione e l’assunzione di responsabilità diretta da parte degli enti locali».

Assegni di invalidità, l’interpretazione delle norme li mette a rischio

Non è tuttavia un momento semplice per il mondo delle persone con disabilità. Colpa di alcune interpretazioni normative che hanno fatto discutere: la prima, recepita dall’Inps lo scorso autunno dopo una sentenza della Cassazione, ha negato il diritto all’assegno di invalidità alle persone con un’invalidità civile compresa tra il 74 e il 99% qualora svolgessero un’attività lavorativa anche minima. La seconda, più recente, è una interpretazione INPS che ha inteso conteggiare nell’ISEE gli aumenti all’assegno di invalidità stabiliti da una sentenza della Corte costituzionale.

«Nel primo caso, abbiamo preparato un emendamento al Decreto Fiscale, lo abbiamo presentato alle forze politiche attente alle tematica e avviato una interlocuzione con la ministra Erika Stefani e il ministro Andrea Orlando, riuscendo a risolvere il problema» racconta Falabella.

«Nel secondo caso, invece, abbiamo posto un interpello sia all’INPS che all’Agenzia delle Entrate perché ci sembrava assurdo che venisse conteggiato nel reddito la parte eccedente, ossia quella dell’adeguamento pensionistico previsto dalla Consulta. Il presidente dell’INPS Pasquale Tridico mi ha prontamente contattato e mi preannunciava il dietrofront ammettendo l’errore, un grande segno di responsabilità».

«Purtroppo – ragiona Falabella – l’elemento di criticità nel nostro Paese è che un diritto viene reso esigibile o meno non dall’applicazione di una norma, che va interpretata, quanto dall’esecuzione di una sentenza. Se noi andiamo a prendere questi due casi, sono tutti conseguenti a sentenze. Laddove il potere legislativo non è chiaro nella formulazione di una norma, interviene il potere giudiziario. Bisogna fare le norme chiare, meno articolate, meno ingessate, più facilmente applicabili, lasciando sempre meno spazio di interpretazione».

Il caso del Reddito di Cittadinanza

Infine, la questione del Reddito di cittadinanza esplosa negli ultimi giorni: l’adeguamento pensionistico fa lievitare il reddito familiare e di conseguenza fa superare quei tetti di limite ISEE previsti per la concessione del reddito di cittadinanza. «Qui bisogna intervenire con un emendamento – spiega il presidente FISH -. L’abbiamo già scritto e avviato le interlocuzioni con i gruppi parlamentari, il ministro Orlando darà parere favorevole. Sarà presentato al DL Sostegni Ter che approderà in Senato. Questo emendamento impatterà economicamente con un impegno di spesa che si attesta intorno ai 200-250 milioni di euro. La politica si deve assumere delle responsabilità». «Quello che più mi rammarica è che a pagarne le conseguenze di tutto questo sono sempre i più deboli, nonostante il periodo difficile» conclude Falabella.

 

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