Salute 11 Giugno 2024 15:35

Streptococco, in pericolo anche i reni dei bambini: raddoppiati i casi di glomerulonefrite

Gli esperti: “La glomerulonefrite acuta è caratterizzata da presenza di sangue nelle urine, diuresi scarsa, gonfiore del viso o delle gambe”

di I.F.
Streptococco, in pericolo anche i reni dei bambini: raddoppiati i casi di glomerulonefrite

Non solo faringite o tonsillite: il boom delle infezioni da streptococco mette in pericolo anche i reni dei bimbi. “Lo Streptococcus Pyogenes può determinare nei bambini colpiti anche la glomerulonefrite acuta”, una complicanza che “può portare allo sviluppo della malattia renale cronica”, avvertono i nefrologi lanciando un appello a “non sottovalutare i sintomi che potrebbero segnalare la presenza di questa condizione” nei piccoli. Alcuni studi retrospettivi condotti a Milano, Varese, Napoli e in Emilia Romagna, presentati all’ultimo Congresso della Società italiana di nefrologia pediatrica (Sinepe), indicano infatti che “nell’ultimo anno, nella popolazione pediatrica, sono raddoppiati i casi di glomerulonefrite acuta, strettamente correlati all’aumento delle infezioni da streptococco”.

La glomerulonefrite acuta

“La glomerulonefrite acuta – spiegano gli esperti Sinepe e Sin (Società italiana di nefrologia) – è caratterizzata da presenza di sangue nelle urine (ematuria anche microscopica, ovvero rilevabile con l’esame delle urine), diuresi scarsa (escrezione di urine inferiore a 500 millilitri al giorno), gonfiore del viso o delle gambe (edemi). Un campanello d’allarme è il cambiamento nel colore delle urine, che si presentano in genere più scure (color coca cola). Un altro sintomo precoce della glomerulonefrite acuta è l’ipertensione arteriosa”.

Se compare sindrome nefritica e insufficienza renale

“In alcuni casi – descrive Stefano Bianchi, presidente Sin – la glomerulonefrite si presenta con sindrome nefritica, insufficienza renale rapidamente progressiva e necessità di terapia dialitica. In questa casistica minoritaria si potrebbero quindi presentare i sintomi tipici di questa condizione, come la fatigue dovuta ad anemia, le alterazioni del sonno, i crampi muscolari notturni, la riduzione dell’appetito, la nausea e il vomito. In presenza di tali sintomi – raccomanda l’esperto – è necessario rivolgersi tempestivamente allo specialista per le indagini di approfondimento. Le glomerulonefriti sono infatti tra le cause di malattia renale cronica, patologia aumentata progressivamente negli ultimi decenni, che oggi colpisce 850 milioni di persone e che entro il 2040 rappresenterà la quinta causa di morte nel mondo”.

Boom di glomerulonefriti acute post-infettive in età pediatrica

Se durante la pandemia di Covid – da marzo 2020 e per tutto il biennio successivo – si è registrata una netta diminuzione del numero di ospedalizzazioni dei bambini con glomerulonefrite acuta, calo che può essere imputato alle misure di contenimento adottate in emergenza, “nel corso dell’ultimo anno c’è stata un’inversione di tendenza importante – segnala Andrea Pasini, presidente Sinepe e responsabile del Programma di Nefrologia e Dialisi presso l’Uo di Pediatria dell’Azienda ospedaliero universitaria di Bologna – con un aumento esponenziale dell’incidenza delle glomerulonefriti acute post-infettive in età pediatrica, sia rispetto al biennio coinvolto nella pandemia da Sars-CoV-2, sia rispetto al biennio precedente. Le glomerulonefriti più recenti, inoltre, sembrano caratterizzate da più alti livelli di proteinuria e maggior rischio di insufficienza renale acuta”.

Casi più che raddoppiati nel 2023

“Questi dati – rimarcano i nefrologi – risultano in accordo con quanto riportato in letteratura riguardo l’aumentata incidenza e invasività delle infezioni streptococciche nel periodo post-pandemico, dovuta probabilmente a co-infezione con virus respiratori e agli interventi non farmacologici messi in atto durante la pandemia, che hanno avuto un impatto negativo sull’immunità della popolazione pediatrica”.
“Sebbene si tratti di uno studio con limiti dovuti alla ristrettezza del campione di riferimento – conclude Pasini – è evidente che i casi sono più che raddoppiati nel 2023, caratterizzati dallo sviluppo di complicanze per quasi un paziente su 10 e da un’età d’esordio risultata complessivamente maggiore”.

 

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