Salute 22 Maggio 2024 15:57

Chirurgia bariatrica: con nuovi schemi di trattamento tempi di degenza ridotti e costi dimezzati

Il punto sull’adozione di nuovi protocolli di gestione dei ricoveri durante il 32° Congresso Nazionale Sicob, in Sicilia, con circa 1000 specialisti presenti

Chirurgia bariatrica: con nuovi schemi di trattamento tempi di degenza ridotti e costi dimezzati

Un confronto sullo stato della chirurgia bariatrica, in particolare sulla diffusione presso tutti i centri di un protocollo per la gestione perioperatoria del paziente obeso già adottato presso alcuni centri accreditati che consente  una rapida ripresa post-operatoria del paziente sottoposto a chirurgia attraverso l’applicazione di un percorso multimodale volto a ridurre stress, dolore, nausea, vomito in assenza di sondini, drenaggi e cateteri. È questo uno dei principali focus Il 32° Congresso Nazionale SICOB, la Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità, ‘Obesità: alla ricerca di una nuova alleanza terapeutica‘. “L’applicazione di tale protocollo assicura al paziente un’esperienza migliore e ricoveri di breve durata, nonché una ripresa quasi immediata – dichiara Giuseppe Navarra, President Sicob – ERAS è l’acronimo che a livello globale identifica questo nuovo approccio. Nel corso del Congresso proporremo un protocollo adattato alla realtà italiana che ci auspichiamo possa essere condiviso dai soci della SICOB e poi adottato in maniera diffusa sul territorio nazionale. La Società si farà poi carico di verificare l’adozione dei protocolli a livello dei singoli centri che potranno essere quindi accreditati.

L’importanza del lavoro d’èquipe

“La mia esperienza con i protocolli di gestione fast track del perioperatorio in bariatrica risale al 2013, e dopo più di 10 anni continua a dare ottimi frutti – spiega Giuseppe Maria Marinari, responsabile U.Op. Chirurgia Bariatrica all’IRCCS Humanitas di Milano – I risultati lasciano tutti molto soddisfatti: complicazioni ridotte, quindi piena sicurezza, ma anche aumento della qualità percepita dal paziente. L’adozione di questi protocolli rende la chirurgia più gentile e mette i pazienti al centro, restituendoli in tempi brevi e in buone condizioni alla loro quotidianità. Si può parlare senza timore di umanizzazione delle cure. Non è da dimenticare che anche i manager ospedalieri sono soddisfatti: questi protocolli aumentano la sostenibilità della chirurgia, permettendo in pratica di curare più persone con le stesse risorse in termini di letti di degenza. Per ottenere questi risultati è necessario lavorare su quattro fronti: creazione di un team efficiente ed efficace (fondamentale la collaborazione con anestesisti e infermieri), grande attenzione alla preparazione preoperatoria al fine di ridurre il rischio di complicanze, convinzione nell’abbandonare alcune tradizioni trasmesseci dai nostri maestri, seguire il paziente anche dopo la dimissione”. Nella fase preoperatoria è centrale il counseling, fase in cui il paziente viene istruito su tutte le tappe del suo percorso, così da abbatterne l’ansia e aumentare la sua consapevolezza. Per quanto riguarda l’intervento vengono scelti approcci mini-invasivi, tramite chirurgia laparoscopica e robotica, quindi senza tagli ma solo con lievissime incisioni. Fondamentale il ruolo dell’anestesista che seguirà protocolli anestesiologici che limitano al minimo l’uso di oppiacei, riducendo il rischio di nausea, dolore e vomito post-operatorio.

Il risparmio  per il SSN

“Se vengono adottati tali accorgimenti, la fase postoperatoria risulta meno impattante e di conseguenza il paziente può lasciare l’ospedale prima. Il risveglio è quasi immediato al termine dell’intervento, il paziente è in grado di lasciare il letto, sorseggiare liquidi e riprendere una minima alimentazione già dopo qualche ora e può tornare a casa nell’arco di 48 ore anziché dopo  4-5 giorni tipici della gestione classica. Tranne in casi particolari non si usano più sondini, drenaggi e cateteri. La dimissione comunque avviene solo dopo una visita scrupolosa e la compilazione di una specifica e minuziosa check list. Riduzione di degenza da 5 a 2 giorni significa anche risparmio di risorse da una parte, ma soprattutto posti letto disponibili per altri pazienti ed interventi”  spiega Giuseppe Navarra, President Sicob.

I dati della chirurgia

Secondo i dati Sicob relativi al 2023, raccolti presso i 135 centri ufficiali (66 al Nord, 28 al Centro, 28 al Sud e 13 nelle Isole), il 73% dei pazienti sono donne e il 27% uomini, mentre, in fatto di età, il 30% ha tra i 41 e i 50 anni, il 26% tra i 51 e i 60, il 22% tra i 31 e i 40, il 13% tra i 21 e i 30, il 7% sono over61 e il 2% ha tra i 17 e 20 anni. Da un punto di vista geografico, rispetto ai 26624 interventi totali, 14424 si sono concentrati nel Nord Italia (54%), 5407 nel Sud (20%), 4613 nel Centro (18%) e 2180 nelle Isole (8%). Nel dettaglio, la regione con maggior numero di interventi è la Lombardia (8189), seguita da Campania (3679) ed Emilia Romagna (3428). Scorrendo la classifica, troviamo Lazio (1975), Sicilia (1700), Puglia (1498), Abruzzo (1294), Veneto (1202) e Toscana (1004). Nella seconda parte dell’elenco, Piemonte (672), Sardegna (480), Liguria (398), Friuli Venezia Giulia (386), Marche (199), Umbria (129). Fanalini di coda sono Trentino Alto Adige e Basilicata (entrambe con 121), Calabria (109), Valle d’Aosta (28) e Molise (12). Per quanto riguarda invece la tipologia di intervento, in oltre il 97% condotto per via laparoscopica o robotica, la Sleeve Gastrectomy (14149)  rappresenta il 53% delle procedure effettuate; a seguire, il bypass gastrico tradizionale (3767-14%), il minigastric bypass (3538-13%) e  le procedure endoscopiche (2605-10%).

 

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