Salute 24 Gennaio 2023 12:15

Regione Lombardia: sulle liste d’attesa si “gioca” la battaglia elettorale. A vincere saranno i pazienti?

Con due delibere approvate ieri la Giunta Fontana stabilisce di aumentare le prestazioni di diagnostica per immagini, di realizzare un cruscotto di monitoraggio delle agende e di dare incentivi per il personale ospedaliero. Obiettivo migliorare del 10% le prestazioni erogate nel 2019

Regione Lombardia: sulle liste d’attesa si “gioca” la battaglia elettorale. A vincere saranno i pazienti?

Estensione di prestazioni specialistiche ambulatoriali e strumentali di diagnostica, attivazione di una regia per la programmazione e il monitoraggio delle agende e incentivi a medici e operatori sanitari per incrementare l’offerta: con questi provvedimenti, approvati ieri in giunta, Regione Lombardia corre ai ripari per abbattere le liste d’attesa e cerca di mettere fine al malumore che da qualche tempo serpeggia anche tra gli operatori sanitari.

Sei mesi per Tac e risonanza magnetica

A destare confusione dopo il cambio Moratti-Bertolaso ai vertici della sanità lombarda era stata infatti la decisione di portare a naturale conclusione, lo scorso 31 dicembre, il progetto “ambulatori aperti” che prevedeva visite specialistiche ed analisi diagnostiche anche di sera e nei week end. «Con il nuovo anno le liste d’attesa per Tac e risonanze magnetiche si sono di nuovo allungate. Questo significa che oggi chi ha bisogno di fare una mammografia da noi avrà l’appuntamento non prima di luglio – aveva denunciato nei giorni scorsi Davide Monterisi tecnico di radiologia dell’IRCCS Fatebenefratelli Sacco, aggiungendo poi che – altri istituti invece non si sono fermati, hanno continuato ad erogare prestazioni oltre l’orario attingendo a fondi dell’ospedale». Una situazione poco chiara, dunque, che aveva indispettito gli operatori sanitari, gravato sui pazienti e al tempo stesso alimentato il dibattito politico tanto da far parlare il consigliere pentastellato Gregorio Mammì « di una sanità lombarda agonizzante» e aggiungendo ieri, dopo la delibera approvata in giunta, che «si tratta di una disperata iniezione di risorse somministrata in piena campagna elettorale». Pronta la replica di Emanuele Monti, Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali al Pirellone: «Andiamo avanti senza badare alle critiche con le iniziative orientate all’abbattimento delle liste d’attesa. L’aumento delle prestazioni sanitarie vuole essere una strategia d’intervento rapida ed efficace. Non è un problema che scopre ora la sinistra e per questo non accettiamo lezioni da nessuno. Sono anni, anche prima della pandemia, che lavoriamo in questa direzione».

Cosa cambia con le nuove delibere

Con il primo provvedimento sono stati aggiunti 180 mila slot per le dieci prestazioni ambulatoriali che necessitano – secondo il monitoraggio effettuato dalla direzione generale Welfare – di miglioramento dei tempi. Si tratta di: prima visita oculistica, prima visita dermatologica, eco color doppler grafia cardiaca, ecografia bilaterale della mammella, ecografia dell’addome completo, prima visita ortopedica, eco color doppler dei tronchi sovra aortici, prima visita cardiologica, prima visita endocrinologica e diabetologica e prima visita neurologica o neurochirurgica. Già ricontattati 23 mila cittadini con appuntamenti tra gennaio e giugno, 8000 hanno ricevuto l’appuntamento entro la fine di gennaio. Questo significa che per gli esami a priorità B ovvero da effettuarsi entro 10 giorni, si è passati dal 49 al 55% aumentando di sei punti la percentuale di appuntamenti garantiti, mentre quelli in priorità D, entro 30 giorni, di 9 punti, passando da 45 a 54%. In questo modo con uno sforzo di tutto il comparto ospedaliero IRCCS, ASST e privato accreditato, si stima di riuscire a garantire un volume di prestazioni superiore del dieci percento rispetto all’erogato nello stesso mese nel 2019, ovvero pre-pandemia. Un traguardo che, se raggiunto, permetterebbe di mettere a tacere tante polemiche a beneficio dei pazienti.

 

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