Salute 1 Giugno 2021 18:50

Regione Lombardia disegna la sanità territoriale del futuro: cosa prevede la riforma

Dopo l’approvazione in Giunta, oggi in Commissione Sanità presentate dalla vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti le linee di sviluppo che prevedono un potenziamento della rete territoriale, della telemedicina e un approccio One Health per la promozione della salute globale

di Federica Bosco
Regione Lombardia disegna la sanità territoriale del futuro: cosa prevede la riforma

Il futuro della sanità lombarda inizia oggi. In Commissione Sanità sono state presentate nel pomeriggio le nuove linee di sviluppo che porteranno Regione Lombardia ad una riforma sanitaria territoriale. Molteplici gli obiettivi prefissati: continuità dei percorsi di cura dal territorio all’ospedale e viceversa con il superamento della separazione esistente; valorizzazione e potenziamento della rete territoriale e centralità delle cure al fine di assicurare l’assistenza nel proprio ambiente di vita, sviluppo e rafforzamento del sistema di prevenzione, introduzione di modelli innovativi di presa in carico per affrontare la cronicità e la fragilità, ma soprattutto per la prima volta è stato introdotto il concetto One Health nell’organizzazione del Sistema Sanitario Regionale per la promozione della salute globale, che permette di rispondere ai bisogni delle popolazioni, degli animali e dell’ambiente.

Tante le novità sul tavolo. Alle ASST, a cui afferiranno il dipartimento di cure primarie, di salute mentale e di prevenzione, spetterà l’erogazione delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie territoriali e quelle inerenti alla continuità del percorso assistenziale che saranno garantite dalle strutture ospedaliere territoriali e dai distretti.

I Distretti per garantire la centralità del paziente

Il Distretto sarà la sede di valutazione del bisogno locale, della programmazione territoriale e dell’integrazione dei professionisti sanitari (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri, assistenti sociali, ecc.). Sarà il luogo privilegiato per far emergere la centralità del paziente attraverso l’uso della medicina digitale. Si prevede l’istituzione di un Distretto ogni 100.000 abitanti dove troveranno collocazione i poliambulatori e gli ospedali di comunità, oltre ai servizi rivolti ai cittadini per la scelta o revoca del medico, rinnovo patenti e prestazioni di medicina legale. All’interno del Distretto potrà essere svolta anche l’attività ambulatoriale in libera professione intramuraria.

Le Case di Comunità per i cronici

Il potenziamento e la riorganizzazione dei servizi offerti sul territorio passeranno anche attraverso la realizzazione delle Case della Comunità, che diventeranno lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati affetti da patologie croniche. Nella Casa della Comunità opereranno team multidisciplinari di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità e altri professionisti, compresi gli assistenti sociali. È prevista una Casa della Comunità ogni 50.000 abitanti circa. All’interno verrà attrezzata anche una infrastruttura informatica e un punto prelievi.

Alle Centrali Operative Territoriali la gestione dei fragili

Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza ha previsto una COT (Centrale Operativa Territoriale) in ogni Distretto e avranno il compito di prendere in carico i pazienti “fragili”, rilevando i bisogni di cura e assistenza e garantendo la continuità del percorso assistenziale tra Ospedale e Territorio con il coinvolgimento degli enti locali e del terzo settore. Le COT dovranno essere dotate di una piattaforma di interconnessione con tutte le strutture presenti sul territorio, sperimentando anche strumenti di Intelligenza Artificiale e Machine Learning a supporto della gestione clinica e organizzativa dei pazienti.

Gli Ospedali di Comunità

Ricoveri brevi e a bassa intensità clinica, questo lo scopo degli Ospedali di Comunità che di fatto sono strutture intermedie che si collocano tra il ricovero ospedaliero tipicamente destinato al paziente acuto e le cure territoriali. Regione Lombardia prevede di realizzare un Ospedale di Comunità ogni ASST.

La telemedicina per un monitoraggio costante

Per garantire il potenziamento dei servizi domiciliari, soprattutto per i pazienti fragili e per i cronici, che hanno difficoltà logistiche negli spostamenti e necessità di un monitoraggio costante della loro condizione di salute, si prevede un servizio di telemedicina in ogni ambito clinico e lungo l’intero percorso di prevenzione e cura con teleassistenza, televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, telerefertazione, in connessione con il sistema di prenotazione regionale e il fascicolo sanitario elettronico.

Una cabina di regia regionale

La riforma proposta ha l’obiettivo di promuovere il modello lombardo pubblico e privato attraverso una cabina di regia regionale che avrà il compito di monitorare e di mettere in rete i sistemi più performanti.

 

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