Politica 5 Aprile 2019

Padova ospita il primo Festival della salute globale. Si parlerà di medicina, disuguaglianze e migrazioni

Lo scopo del Festival della salute globale, con Walter Ricciardi come direttore scientifico e Stefano Vella come condirettore, è far dialogare medici, scienziati, studiosi su una delle grandi sfide della medicina moderna: combattere le diseguaglianze nell’accesso alla salute. Per questo, si discuterà anche di migranti, salute e fake news con la Onlus Sanità di Frontiera che presenterà il nuovo magazine “Corriere della Salute migrante”

La prima edizione del Festival della Salute Globale – nato e promosso dagli Editori Laterza, il Comune l’Università di Padova per stimolare il dibattito culturale e scientifico – si svolgerà da venerdì 5 a domenica 7 aprile 2019 a Padova con la partnership e il supporto organizzativo dell’ONG Medici con l’Africa Cuamm.

L’obiettivo del Festival è parlare al pubblico della salute del mondo, con la consapevolezza che questo equivale a parlare anche del futuro del nostro pianeta. Walter Ricciardi e Stefano Vella, rispettivamente direttore e condirettore scientifico del Festival, hanno specificato nella presentazione del programma che la tre giorni vuole «far emergere il rapporto che esiste fra malattie, guerre, povertà, ambiente, diritti e illustrare le interconnessioni fra il terzo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile – quello sulla salute – e gli altri, a partire dalla lotta alle povertà e alla fame, all’educazione, all’empowerment delle donne, al diritto all’acqua pulita – fino al sedicesimo, ovvero la promozione di società pacifiche e inclusive».

LEGGI ANCHE: CARLO RESTI (HEALTH CARE MANAGEMENT CUAMM): «FORMAZIONE MEDICI FONDAMENTALE IN TUTTI I NOSTRI INTERVENTI IN AFRICA»

Il Festival sarà un’occasione di confronto anche sul tema “migranti e salute” per medici, scienziati, studiosi e rappresentanti delle istituzioni: come riporta Repubblica.it, i medici con l’Africa del CUAMM, in qualità di partner dell’iniziativa, hanno pubblicato di recente un articolo sul British Medical Journal sullo sfruttamento e le condizioni di salute degli immigrati nelle campagne italiane. I numeri sono spietati: 1500 braccianti morti negli ultimi sei anni. Persone che raccolgono agrumi e pomodori per 12 euro ogni 8 ore di lavoro.

A tal proposito, nel corso del Festival di Padova, la onlus Sanità di Frontiera presenterà il nuovo magazine “Corriere della Salute migrante” curato dal ricercatore e giornalista Giulio Cederna e realizzato grazie al sostegno di Consulcesi Onlus. Ne parleranno il presidente di “Sanità di Frontiera Onlus” Francesco Aureli e Ranieri Guerra. «Si tratta di una pubblicazione indipendente con cadenza annuale che affronta il tema della salute dei migranti e della disinformazione quando si parla di stranieri. E lo facciamo con dati incontrovertibili» spiega Francesco Aureli -. Siamo convinti che l’Italia non è razzista. Dobbiamo ristabilire una informazione corretta e senza paure. Il fatto che i migranti arrivino in Italia sani ma che qui si ammalino è stato certificato dagli studi epidemiologici» aggiunge il presidente di Sanità di Frontiera.

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