Salute 15 Novembre 2021 15:09

Orienta è la prima Agenzia per il Lavoro a diventare Dyslexia Friendly

Sono 2 milioni le persone con dislessia e altri disturbi specifici dell’apprendimento in Italia (4% della popolazione). Di questi 300mila vanno a scuola e 16mila all’Università. Sono 12mila coloro che, ogni anno, entrano nel mondo del lavoro. Per la prima volta quest’anno un’agenzia interinale è stata certificata Dyslexia Friendly

di Federica Bosco

Trovare lavoro al termine del ciclo di studi è un momento delicato quanto difficile, che sancisce un cambiamento importante per qualunque giovane, ancor più per coloro che sono DSA. Ad avere disturbi specifici dell’apprendimento in Italia oggi sono circa 2 milioni di persone (4% della popolazione). Di questi, 300mila sono studenti delle scuole primarie e secondarie, 16mila universitari. Sono 12mila coloro che ogni anno si trovano ad attraversare il ponte virtuale tra mondo della scuola e del lavoro. Ad occuparsi di questo passaggio è l’Associazione Italiana Dislessia con il comitato DSA e Lavoro. «All’estero i DSA hanno le stesse tutele dei disabili, in Italia no, molti neppure dicono in fase di colloquio di avere una certificazione perché dislessici, perciò è importante sostenerli – spiega Enzo Cavagnoli, responsabile del Comitato che dal 2008 si batte affinché vengano riconosciute le skills dei DSA –. Ho iniziato ad occuparmi del tema quando i miei figli, oggi 27 e 31 anni si sono affacciati al mondo del lavoro» ammette ricordando le difficoltà incontrate in prima persona.

Dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia

Fra questi disturbi i più noti sono: dislessia, che determina difficoltà nella lettura, discalculia, difficoltà nell’uso dei numeri e nelle operazioni di calcolo e disgrafia e disortografia che riguardano invece la sfera grafica della scrittura. «Questi disturbi si possono compensare, ma non si risolvono perché sono causati da un differente funzionamento di alcune aree cerebrali e soprattutto sono ereditari – puntualizza Cavagnoli -. Coloro che sono DSA hanno un’intelligenza perfettamente nella norma o anche superiore alla media; quindi, noi abbiamo impostato questo progetto sulla opportunità di valorizzare adulti e giovani adulti DSA per le aziende».

Da IBM a Orienta, un lungo elenco di partner che hanno sposato il progetto DSA progress for work

La normativa italiana che attraverso la legge 170/2010 tutela gli studenti con DSA durante il percorso scolastico non prevede ancora misure e strumenti compensativi nel mondo del lavoro, ad esclusione di alcune recenti provvedimenti nell’ambito dei concorsi pubblici e degli esami di abilitazione alle professioni. Per questo, nel 2014, con l’aiuto di Enrico Ghidoni, vicepresidente Comitato DSA e Lavoro di AID, e Sara Bocchicchio, ricercatrice universitaria, Cavagnoli ha ideato il progetto DSA progress for work per la valorizzazione dei soggetti dislessici in base alle loro peculiarità.

«La visione d’insieme, come il problem solving, è una caratteristica che contraddistingue i dislessici e lo abbiamo dimostrato anche in Europa con il progetto Dyslexia work.eu – riprende Cavagnoli –. In questo modo siamo stati accolti da diverse aziende: da IBM, ad Intesa San Paolo che ci ha chiesto di fare un secondo progetto ancora più ampio, fino a Orienta, agenzia di lavoro interinale che quest’anno è stata certificata Dyslexia Friendly. Noi facciamo prima un’analisi ambientale e ci occupiamo di formazione, poi definiamo le buone prassi che diventano un libretto di istruzioni per l’azienda e come terza fase facciamo la verifica dell’inserimento».

Orienta nel 2021 prima agenzia interinale Dyslexia Friendly

Nel 2021 Orienta è la prima agenzia interinale ad acquisire il “bollino” di Dyslexia Friendly. «Si tratta di un riconoscimento che apre nuove e importanti prospettive per gli adulti con DSA – prosegue il responsabile del comitato lavoro di AID -. La capacità di fare mappe concettuali, di trovare soluzioni alternative, di sintetizzare, che è tipico nei giovani dislessici, rappresenta qualità che il mercato del lavoro oggi richiede. Quindi è importante che coloro che individuano le figure da inserire negli ambiti professionali riconoscano il valore dei soggetti DSA».

Sono 130 i selezionatori di Orienta, per 55 filiali, che sono stati formati da AID e dotati di un manuale specifico che permette di approcciare con la giusta metodologia l’eventuale selezione e colloquio con un candidato dislessico. Il percorso di formazione è durato dodici mesi e si è concluso con il riconoscimento della certificazione di Azienda Dyslexia Friendly lo scorso mese di ottobre.

«Essere Dyslexia Friendly significa adeguare la cultura aziendale e il modello di organizzazione dell’attività quotidiana – sottolinea Filippo Bruni, Direttore della Healthcare & Wellness Division PA di Orienta, divisione specializzata in area sanità, salute e benessere. Al momento in numeri sono ancora bassi per fare delle stime, ciò che possiamo dire è che si tratta di giovani con studi universitari, alcuni invece con percorsi professionali. In generale, da quanto è emerso durante l’orientamento, i giovani DSA sono in prevalenza interessati a mansioni impiegatizie. Mi preme sottolineare, per concludere, che il nostro lavoro è duplice: cerchiamo di valorizzare al meglio il candidato e di soddisfare l’azienda cliente».

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