Salute 7 Ottobre 2019 17:50

Nobel Medicina, vincono Kaelin, Ratcliffe e Semenza per studi su cellule e ossigeno

L’annuncio è stato dato come ogni anno dal Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia. Hanno spianato la strada a nuove promettenti strategie per combattere l’anemia, il cancro e molte altre malattie

Il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2019 va a William G. Kaelin Jr, Sir Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza «per le loro scoperte su come le cellule percepiscono e si adattano alla disponibilità di ossigeno». L’annuncio è stato dato come ogni anno dal Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, in diretta via Internet e social network. Il riconoscimento ammonta a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno circa 830 mila euro.

«Hanno stabilito le basi per la nostra comprensione di come i livelli di ossigeno influenzino il metabolismo cellulare e la funzione fisiologica», ha spiegato la giuria, aggiungendo che le loro scoperte hanno «spianato la strada a nuove promettenti strategie per combattere l’anemia, il cancro e molte altre malattie».

Tutti gli animali, e anche l’uomo, hanno bisogno di ossigeno per trasformare il cibo in energia utile. Ma se «l’importanza fondamentale dell’ossigeno è nota da secoli, il modo in cui le cellule si adattano ai cambiamenti nei livelli di ossigeno è rimasto per molto tempo misterioso». Kaelin, Ratcliffe e Semenza lo hanno spiegato.

William Kaelin, nato a New York nel 1957, è professore di medicina all’Università di Harvard. Prima del Nobel aveva già ricevuto premi prestigiosi, dal Lasker nel 2016 per la ricerca medica di base (insieme agli altri due vincitori di oggi, Semenza e Ratcliffe) al premio ASCO Science of Oncology 2016. Le sue ricerche al Dana-Farber/Harvard Cancer Center, di cui è vicedirettore dal 2008, si sono concentrate sulla comprensione del ruolo delle mutazioni nei geni soppressori del tumore nello sviluppo del cancro. Il suo lavoro principale si è concentrato sul gene del soppressore tumorale del retinoblastoma.

L’americano Gregg Semenza, nato nel 1956,professore di pediatria, radiologia oncologica, chimica biologica, medicina e oncologia presso la Johns Hopkins University School of Medicine, ha lavorato fin dai primi anni ’90 con Ratcliffe studiando l’eritropoietina, scoprendo nel 1995 l’enzima HIF-1, che consente alle cellule tumorali di adattarsi ad ambienti poveri di ossigeno.

Peter Ratcliffe, medico e biologo cellulare e molecolare britannico (classe 1954), lavora al John Radcliffe Hospital di Oxford ed è stato Professore di Medicina Clinica e capo del Dipartimento di Medicina Clinica di all’Università di Oxford dal 2004. Dal 2016 è direttore del Target Discovery Institute, Università di Oxford e Direttore della Ricerca Clinica, al Francis Crick Institute. Laureato nel 1978, Ratcliffe ha studiato medicina renale all’Università di Oxford, con particolare attenzione all’ossigenazione renale. Nel 1989 ha cambiato campo per fondare un nuovo laboratorio, ottenendo una Fellowship Senior dal Wellcome Trust per lavorare sui percorsi di rilevamento cellulare dell’ossigeno.

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