Salute 20 settembre 2018

Narcisismo, una patologia sottovalutata. De Berardis: «La terapia è vitale non solo per il malato ma per la comunità»

«Si tratta di una malattia molto diffusa ma raramente arriva all’osservazione medica. Spesso viene confusa con la depressione», l’intervista a Domenico De Berardis, psichiatra e psicoterapeuta in servizio nell’ASL di Teramo

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Secondo la mitologia greca Narciso, figlio di una ninfa e di un dio marino, s’innamorò della sua immagine riflessa in un lago e nel tentativo di baciarla affogò. «Eppure i ‘narcisisti’ patologici più che far male a loro stessi fanno del male agli altri», spiega ai microfoni di Sanità Informazione Domenico De Berardis, psichiatra e psicoterapeuta in servizio nell’ASL di Teramo specializzato nel trattare disturbi borderline di personalità.

«Il narcisista patologico – prosegue lo psichiatra -, è affetto da un’ipertrofia dell’io, si tratta di un soggetto che deve essere amato e considerato al di sopra degli altri e che si considera lui stesso superiore a tutti coloro che lo circondano dei quali ha un’opinione svalutante e squalificante».

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La patologia narcisista può manifestarsi con diverse sfumature «può essere di tipo benigno – prosegue De Berardis -, quindi palesarsi solo in alcune fasi della vita per poi addormentarsi. Purtroppo esiste anche il narcisismo maligno (ndr. Dalla definizione di Otto Kernberg, psichiatra austriaco) un disturbo molto pericoloso soprattutto per chi entra in contatto con questi individui».

Il narcisista maligno è anche definito ‘manipolatore perverso’, maestro dell’inganno che riesce a plasmare con la sua arte del raggiro affettivo, le persone che gli stanno accanto con il fine di renderle strumenti a sua disposizione e, qualora non siano rispondenti alle sue aspettative, disfarsene. «Uccidendole in alcuni casi», precisa lo psichiatra. «Proprio per evitare queste situazioni, il mio consiglio è di non accettare mai inviti da queste persone (anche se c’è solo un vago sospetto possano essere pericolose). Quando si ha la consapevolezza di avere di fronte un narcisista o comunque un soggetto che manifesta questi sintomi, meglio starne alla larga perché l’imprevedibilità delle sue azioni mette seriamente a rischio chi si ritrova con lui nel momento sbagliato al posto sbagliato».

«Per il narcisista maligno qualsiasi cosa sfugga al suo controllo ossessivo, diventa una sfida. Per esempio -prosegue -, se un narcisista uomo viene lasciato da una donna (peraltro il narcisista tende a cercare persone dell’altro sesso che più si confanno all’idea di dominio) può diventare molto aggressivo sia verbalmente che fisicamente, e lì bisogna stare attenti perché molte tipologie di stalker sono narcisisti veri e propri che hanno sviluppato un delirio persecutorio anche nei confronti della persona che non riescono a controllare. Quando c’è questo tipo di comportamento il mio consiglio è quello di non accettare mai confronti perché, non sempre ma spesso, possono degenerare»

Il narcisismo è un disturbo che pur rientrando nelle patologie borderline di personalità, ancora oggi è sottovalutato. «In realtà si tratta di una malattia molto diffusa ma raramente arriva all’osservazione medica. Spesso viene confusa con la depressione. In quanti casi di cronaca nera ‘l’assassino di turno’ viene definito ‘depresso’? Bene, spessissimo non si tratta di depressione ma di disturbo borderline riferibile al narcisismo. Si tratta di soggetti ‘psicopatici e antisociali’ in alcuni casi con manie persecutorie. Infatti spesso capita che questi individui denuncino sul lavoro i colleghi o superiori per mobbing, senza capire che l’isolamento che gli viene riservato è un meccanismo di difesa di chi gli sta intorno».

«È importante curare questa patologia pericolosa non solo per l’individuo ma per l’intera comunità. È comunque bene fare una precisazione: il narcisista benigno può essere sottoposto a terapia e guarire del tutto, il narcisismo maligno, ad uno stato molto avanzato, purtroppo non sempre regredisce».

Fonti: La psicopatologia psicoanalitica – SIPRe − Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ed indirizzo “Psicoanalisi della Relazione”

 

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