Salute 16 Febbraio 2024 15:59

Morbillo, Ecdc: “Sette morti e i casi saliranno ancora. Copertura vaccinale troppo bassa”

Il direttore dell’Ecdc, Andrea Ammon: “Nessuno dovrebbe perdere la vita per questa malattia prevenibile”. L’impatto più elevato tra i bimbi sotto i 12 mesi e gli under cinque non vaccinati

di I.F.
Morbillo, Ecdc: “Sette morti e i casi saliranno ancora. Copertura vaccinale troppo bassa”

“Si prevede che i casi di morbillo in Europa continueranno ad aumentare nei prossimi mesi sia a causa della copertura vaccinale non ottimale in numerosi Paesi, che per l’elevata probabilità di importazione da aree ad alta circolazione”. Ad avvertire dell’atteso ulteriore aumento delle infezioni che verranno rilevate nelle prossime settimane è l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in un documento contenente le valutazioni sulla situazione attuale e le considerazioni per la risposta di sanità pubblica da mettere in campo.

Le raccomandazioni del direttore dell’Ecdc

“Un’elevata copertura vaccinale è fondamentale contro il previsto aumento dei casi di morbillo” a livello europeo. I dati dell’Ecdc mostrano che tra gennaio e l’inizio di febbraio 2024 il numero di Paesi dell’Ue/See (Unione europea/Spazio economico europeo) che hanno evidenziato casi di morbillo è aumentato. E sono stati segnalati almeno sette decessi in due Paesi. “Nessuno dovrebbe morire di morbillo – commenta Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc -. L’aumento dei casi di una malattia altamente contagiosa, ma prevenibile con il vaccino, ricorda chiaramente che tutti gli Stati membri dovrebbero massimizzare gli sforzi per raggiungere e mantenere un’elevata copertura vaccinale per tutte le malattie prevenibili con il vaccino. I vaccini rappresentano un modo sicuro ed efficace per ridurre il carico sanitario delle malattie infettive ed evitare inutili perdite di vite umane”.

Una minaccia per le persone di tutte l’età

Il morbillo, si legge in una nota diffusa dall’Ecdc, rappresenta “una minaccia per le persone di tutte le fasce d’età, il che evidenzia l’importanza di mantenere un’elevata copertura vaccinale per l’intera popolazione. L’impatto potenziale più elevato del morbillo, a causa dell’alta morbilità conseguente all’infezione, riguarda i bambini troppo piccoli per essere vaccinati (di solito quelli di età inferiore ai 12 mesi, a seconda dei programmi nazionali). Anche i bambini non vaccinati sotto i 5 anni corrono un rischio maggiore, poiché il morbillo può avere diverse complicazioni in questa fascia di età. Inoltre, altri gruppi come gli immunocompromessi sono a rischio di esiti gravi a causa del morbillo”.

Intensificare le campagne vaccinali

“Il morbillo si diffonde molto facilmente – ricorda ancora l’agenzia Ue – evidenziando come un’elevata copertura vaccinale, pari o superiore al 95% di popolazione vaccinata con due dosi, sia essenziale per interrompere la trasmissione in un Paese o in una comunità. Dovrebbero quindi essere intensificati gli sforzi per identificare e raggiungere le popolazioni non vaccinate o parzialmente vaccinate – ammonisce l’Ecdc – Dovrebbe essere garantita l’equità nell’accesso alle vaccinazioni, soprattutto per le popolazioni vulnerabili come i migranti, le minoranze etniche e coloro che vivono in ambienti affollati, ad esempio i campi profughi”.

Aggiornare costantemente gli operatori sanitari

Sistemi di sorveglianza di alta qualità “sono essenziali per la diagnosi precoce, la risposta e il controllo delle epidemie locali di morbillo”, continua l’ente. Mentre una maggiore capacità diagnostica di laboratorio facilita il tracciamento dei genotipi dei virus e l’identificazione delle catene di trasmissione. “E’ importante aumentare la consapevolezza sulla situazione del morbillo tra gli operatori sanitari di varie specialità – aggiunge l’Ecdc – per garantire una diagnosi tempestiva, soprattutto nei bambini più grandi e negli adulti”. E dovrebbero essere compiuti “sforzi anche per identificare le ragioni della bassa diffusione dei vaccini nelle comunità e attuare interventi su misura”. Queste includono la comunicazione del rischio e iniziative a livello comunitario, anche nei confronti dei gruppi di popolazione svantaggiati.

 

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