Salute 24 Gennaio 2020

Lotta alle infezioni in ospedale, Andreoni (TorVergata): «Servono interventi mirati sull’uso degli antibiotici»

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre a promuovere la corretta aderenza alle norme igieniche preventive stabilite, ha enfatizzato qualche giorno fa la necessità di sviluppare nuovi antibiotici

In Italia si stimano circa 10mila casi di decessi all’anno per infezioni resistenti ai comuni antibiotici, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali. Per far fronte a questo scenario preoccupante nel 2017 il ministero della Salute ha pubblicato il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, fissando il percorso che le istituzioni nazionali, regionali e locali, devono compiere per un miglior controllo delle infezioni. Esiste, però, una notevole variabilità tra Regioni nelle modalità di attuazione dei programmi di sorveglianza e controllo di questo fenomeno. «Sono interventi complicati che vanno dal controllo ambientale di quello che succede negli ospedali a degli interventi più mirati sull’uso degli antibiotici» spiega Massimo Andreoni, direttore UOC Malattie Infettive Policlinico Tor Vergata Roma.

Con l’obiettivo di fare il punto su ciò che è stato fatto e che c’è ancora da fare a livello regionale, nasce “Icarete”, Progetto che si compone di 12 incontri regionali, che arriva nel Lazio e che vede confrontarsi le istituzioni e i massimi esperti del settore, realizzato con il contributo non condizionante di Menarini. Nella pratica quotidiana la prima forma di prevenzione passa per una corretta aderenza alle norme igieniche. «La misura più semplice e anche la meno costosa è il lavaggio delle mani. Una precauzione essenziale» sottolinea Claudio M. Mastroianni, direttore UOC Malattie Infettive Policlinico Umberto I Roma. «È stato ormai documentato – prosegue l’infettivologo – come questa semplice misura ha un impatto positivo notevole con risparmi di costi estremamente importanti».

LEGGI ANCHE: ANTIBIOTICO RESISTENZA, I DATI ISS: IN ITALIA 10MILA DECESSI, RECORD IN EUROPA. TREND IN CALO MA NUMERI ANCORA ALTI

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre a promuovere la corretta aderenza alle norme igieniche preventive stabilite, ha enfatizzato qualche giorno fa la necessità di sviluppare nuovi antibiotici, che possano venire utilizzati appropriatamente per far fronte ad un fenomeno che porterà nel 2050 a percentuali di mortalità elevatissime, specialmente tra i pazienti più fragili, e stimate essere superiori a quelle legate alle malattie oncologiche. «Bisogna evitare che le resistenze agli antibiotici si sviluppino attraverso un uso razionale dei farmaci» commenta Nicola Petrosillo, direttore del Dipartimento Clinico e di Ricerca della Malattie Infettive INMI Lazzaro Spallanzani di Roma. «Bisogna farlo sia nel campo umano sia nel campo veterinario che nell’ambiente. Tutto va considerato in un insieme». Conclude il professor Petrosillo: «Bisogna fare di più».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Lotta all’epatite C, l’Italia fa un passo indietro. Andreoni (Simit): «Servono nuove strategie per far emergere il sommerso»
«Bisogna puntare sul coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale e sulle farmacie, che devono diventare punto di informazione e screening» aggiunge Salvatore Petta, segretario dell'Associazione Italiana per lo Studio del Fegato
Infezioni oculari, Aimo: «L’87% degli stafilococchi sono resistenti agli antibiotici»
A Palazzo Giustiniani il convegno organizzato da Aimo e Associazione "G. Dossetti". «Dobbiamo attenerci alle indicazioni fornite dall’OMS - ha sottolineato Stefano Baiocchi di AIMO - e seguire i colleghi europeei che ricorrono sempre più spesso ai disinfettanti. Deve cambiare il nostro approccio alla prevenzione»
Il coronavirus arriva in Europa. Riunione operativa allo Spallanzani, Petrosillo: «Ancora nessun caso in Italia»
Quattro casi sospetti in Scozia e uno in Francia. Andreoni (Tor Vergata): «Stiamo mettendo in atto misure efficaci per contrastare la situazione, ma speriamo che il virus non si trasformi»
Infezioni correlate all’assistenza e lotta all’antibiotico resistenza, da Napoli la call for ideas per adottare linee guida nazionali
Le infezioni correlate all’assistenza ospedaliera (ICA) sono sempre più causate da batteri resistenti e rappresentano la prima causa di morte per infezioni nel nostro Paese. L’incontro, presso l’ospedale “Antonio Cardarelli” di Napoli, ha acceso i riflettori sull’importanza di una corretta gestione del rischio clinico e del necessario coinvolgimento attivo del paziente nel processo di informazione e prevenzione.
Sanità del Lazio, Zingaretti annuncia l’uscita dal commissariamento: «A breve decreto del Cdm»
L'annuncio al termine del tavolo tecnico al ministero dell'Economia. Zingaretti: «Confermato un utile per il 2018 dei conti della sanità di oltre 6 milioni»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, l’esperto: «Ecco cosa cambia dopo circolare INPS»

Anche chi ha studiato prima del 1996 può richiederlo. Tomi (F.F.S. S.r.l. e collaboratore di Consulcesi & Partners): «Possibile riscattare fino a 5 anni di studi universitari versando la somma di 5....
Salute

Coronavirus e Sars, la storia che si ripete. Ecco cosa è successo nel 2003

Anche la Sindrome Acuta Respiratoria Grave si diffuse dalla Cina al resto del mondo con le stesse modalità. La patologia causò 800 morti
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 25 febbraio 2020 sono 80.248 i casi di Covid-19 confermati in tutto il mondo. I pazienti guariti e dimessi dagli ospedali sono 27.768 mentre i morti sono 2.704. I CASI IN ITALIA Bollettino delle or...