Salute 24 Gennaio 2020 12:43

L’infermiere di famiglia arriva nelle case dei pazienti cronici. Ecco come funziona

L’Asl Roma 4 tra le prime realtà ad introdurre questo nuovo modello di assistenza. Il direttore generale Giuseppe Quintavalle: «Diversamente dall’assistenza domiciliare classica l'infermiere di famiglia ha un ruolo di integrazione anche nel nucleo familiare»

Bussa alla porta dei pazienti cronici l’infermiere di famiglia, arrivato finalmente ad integrare il servizio di cure primarie. La nuova figura professionale, formalmente istituita dal nuovo Patto per la Salute approvato lo scorso dicembre, affiancherà il medico di famiglia nella presa in carico della persona, rafforzando la rete territoriale.

Tra le prime realtà ad introdurre questo nuovo modello di assistenza l’Asl Roma 4, che nelle città costiere di Civitavecchia e Ladispoli ha prima formato e poi inserito l’infermiere di famiglia nel percorso assistenziale. «È un nuovo servizio» spiega Giuseppe Quintavalle, direttore generale dell’Asl Roma 4. «Diversamente dall’assistenza domiciliare classica ha un ruolo di integrazione anche nel nucleo familiare. Parte quindi dall’UCP, l’unità di cure primarie del medico di medicina generale, e quindi attraverso la sua richiesta ci può essere questo intervento».

GUARDA LA NUOVA PUNTATA DEL MAGAZINE DI SANITÀ INFORMAZIONE DEDICATO AD INFERMIERI E OSTETRICHE

L’assistenza fornita ai cittadini è principalmente di tipo educativo. «Non solo per il paziente, ma anche per il caregiver e i familiari» sottolinea Carlo Turci, Direttore del Dipartimento Professioni Sanitarie e Sociali (DAPSS) Asl Roma 4, il quale ribadisce come sia questa «la forza dell’intervento». L’infermiere di famiglia lavora principalmente sulla prevenzione di primo e secondo livello e sulla motivazione al cambiamento, riducendo al massimo i comportamenti che mettono a rischio o aggravano lo stato di salute. Solitamente i pazienti trattati sono poco complicati, scarsamente attenti al proprio stato di salute o pazienti appena diagnosticati che hanno bisogno di implementare le conoscenze e le competenze specifiche per gestire la propria patologia.

Al momento gli ambiti di intervento dell’infermiere di famiglia sono diabete, ipertensione, scompenso cardiaco e BPCO. «Noi abbiamo in Italia demograficamente un aumento di persone che hanno più patologie. Quindi – continua il direttore Quintavalle – scattano bisogni medici, ma anche dei bisogni in cui ci vuole un case manager bravo per quanto riguarda la parte socio-sanitaria. Quindi l’infermiere di famiglia diventa il raccordo di queste differenti esigenze».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Asl Roma 4, in un mese eseguite 16 prestazioni di radiologia mobile
Turci (Direzione del Dipartimento Aziendale delle Professioni Sanitarie e Sociali): «Con questo servizio diminuiamo gli accessi in ospedali di pazienti fragili»
Formazione e responsabilità professionale, a Tor Vergata il convegno dei Tecnici di Laboratorio di Roma
Si è svolto nella cornice dell’Aula Anfiteatro Giubileo 2000 del Policlinico di Tor Vergata l’evento di aggiornamento ECM sul tema La Responsabilità Professionale delle Professioni Sanitarie. Primo evento ECM in presenza dopo lo stop forzato causato dalla pandemia da coronavirus e promosso dalla Commissione d’Albo dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico di Roma e Provincia […]
Infermiere di famiglia e comunità, le Regioni approvano le linee guida. Ecco chi è e cosa farà
Ce ne sarà uno ogni 6200 abitanti, lavorerà a stretto contatto con la Medicina generale e sarà di riferimento soprattutto per la popolazione anziana con patologie croniche
Cgil, Cisl e Uil Fp: «Sì a potenziare Ssn con infermiere di famiglia e comunità»
Dai sindacati l'invito a chiarire come funzionerà l'inserimento dell'Ifc e a valorizzare tutte le figure professionali coinvolte nelle attività territoriali
Infermiere di famiglia, De Palma: «Non limitarlo ad assistenza domiciliare». Beux: «Attenti a sovrapposizioni con assistente sanitario»
Nel corso delle audizioni in Senato, il presidente del sindacato Nursing Up Antonio De Palma chiede l’istituzione di una “Convenzione nazionale” sul modello dei medici di famiglia. Per il presidente del maxi ordine delle professioni sanitarie Alessandro Beux il territorio va rafforzato anche con altre figure professionali che garantiscano un ampio ventaglio di prestazioni, dalla riabilitazione alla diagnostica
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti