Salute 13 Dicembre 2023 16:12

L’ANMCO lancia il guanto di sfida alla Cardiologia genere-specifica. Ricerca e terapie contro il Gender Gap

È fondamentale che le donne acquisiscano coscienza del loro rischio cardiologico individuale, che può essere anche superiore a quello degli uomini. Le donne fumatrici, per esempio, hanno un rischio fino a cinque volte superiore rispetto ai maschi fumatori di sviluppare danni alle loro arterie con conseguente aumento del rischio cardiovascolare. ANMCO e Fondazione per il Tuo Cuore lanciano un “infopoint” nella Giornata Nazionale della Cardiologia di Genere.

di CdRR
L’ANMCO lancia il guanto di sfida alla Cardiologia genere-specifica. Ricerca e terapie contro il Gender Gap

Le malattie cardiovascolari non colpiscono solo il sesso maschile, ma anche quello femminile. Pertanto, è importante che anche le donne inizino a tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare, soprattutto dopo la menopausa. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte e le cardiopatie hanno differenze tra uomini e donne. Difatti mentre le malattie valvolari sono sempre state più frequenti nelle donne, l’infarto è sempre stato maggiore appannaggio dell’uomo.

Con l’invecchiamento generale della popolazione, queste differenze si sono molto ridotte, salendo nelle classi di età, le donne assumono lo stesso rischio cardiovascolare degli uomini. Tuttavia, la risposta alle cure può essere differente nei due sessi e le possibilità di cura risentono di differenze psico-sociali di “genere”.

È fondamentale quindi che le donne acquisiscano coscienza del loro rischio cardiologico individuale, che può essere anche superiore a quello degli uomini, si pensi come le donne fumatrici hanno un rischio fino a cinque volte superiore rispetto ai maschi fumatori di sviluppare danni alle loro arterie e ciò aumenta il loro rischio di infarto miocardico.

Per queste ragioni la Fondazione per il Tuo Cuore ha attivato un Infopoint, cardiologiadigenere@periltuocuore.it, dove poter rivolgere ai cardiologi dell’ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, specifici quesiti in materia di cardiologia di genere.

L’iniziativa è stata presentata dai vertici ANMCO e della Fondazione per il tuo cuore alla Camera dei Deputati nell’ambito della Prima Giornata Nazionale della Cardiologia di Genere che si è celebrata oggi.

Comincia la lotta contro il Gender Gap in Cardiologia

“Anche in ambito cardiovascolare – ha sottolineato Fabrizio Oliva, Presidente ANMCO – esiste quello che viene definito come un gender gap. Uomini e donne non sono uguali in termini fisiopatologici, ed anche i trattamenti farmacologici possono essere metabolizzati in modo diverso. Questo è un aspetto estremamente importante che impone di trattare i pazienti in modo diverso. Un altro aspetto molto importante, poi, è anche l’influenza che alcuni fattori socio economici e culturali hanno sul trattamento delle malattie cardiovascolari. Quello che abbiamo visto nel corso degli ultimi anni, ed è un aspetto estremamente rilevante, è che nell’ambito delle sindromi coronariche acute, i pazienti di sesso femminile arrivano in ospedale modo più tardivo rispetto a quelli di sesso maschile e questo inevitabilmente va ad incidere nell’ambito della prognosi. Quello che una grande società scientifica come ANMCO sta cercando di fare è, pertanto, di coltivare questa differenza in primis in ambito di ricerca con trial specifici e analisi di sottogruppi specifici per quanto riguarda il sesso femminile”.

Un infopoint per i quesiti dei cittadini

La Fondazione per il tuo cuore onlus, insieme con la Società Scientifica ANMCO, sono anche promotrici della campagna di sensibilizzazione alla problematiche della cardiologia di genere, soprattutto finalizzata a un miglioramento di quelle che sono le attenzioni alla prevenzione cardiovascolare e alle specificità del genere femminile. “La campagna è partita oggi con una prima illustrazione alla Camera dei deputati – ha quindi ricordato il Presidente della Fondazione Domenico Gabrielli – e andrà avanti per i prossimi mesi. Abbiamo attivo un infopoint, una casella di posta elettronica, attraverso cui porre domande a cui risponderanno in tempi congrui e accettabili gli esperti e le esperte di ANMCO e Fondazione. Sappiamo che le problematiche cardiovascolari rappresentano, purtroppo, ancora la prima causa di morte, checché se ne pensi, sia nel genere maschile sia nel genere femminile. È quindi importantissimo cercare di prevenire, laddove possibile, molti dei fattori di rischio per la cardiopatia ischemica o per altre malattie cardiovascolari. Che non sono sempre gli stessi per uomini e donne”.

Impegno nella ricerca e nelle terapie

“Esistono sono diversi studi  – ha quindi sottolineato Leonardo De Luca, Vicepresidente ANMCO – che hanno dimostrato differenze sostanziali in termini di fisiopatologia e risposta al trattamento farmacologico e non farmacologico fra uomini e donne. È un argomento estremamente importante su cui le associazioni scientifiche, tra cui l’ANMCO, sono molto impegnate con studi specifici negli anni a venire, affinché si possano avere nuove evidenze sulla differenza fra i generi e sugli strumenti di cui poter disporre per colmare il gap attualmente esistente”.

 

Medicina genere-specifica è sfida per tutte le Società Scientifiche

Come confermato anche dalla FISM, la Federazione italiana delle Società medico-scientifiche, presenta alla Camera con il suo Vice Presidente Furio Colivicchi, “il tema della medicina di genere rappresenta un tema importantissimo in questa fase storica. La Federazione Italiana delle Società Medico Scientifiche, che raggruppa le oltre 200 società medico scientifiche – ha ricordato Colivicchi – ha da tempo avviato una riflessione profonda su come la medicina si debba sviluppare in maniera differenziata, efficace ed efficiente e per garantire alle donne gli stessi esiti clinici, le stesse aspettative di vita e di qualità della vita che in questi anni sono stati garantiti agli uomini.

Tutto parte dalla consapevolezza, purtroppo, che le donne spesso hanno percorsi di diagnosi e cura meno efficienti, meno efficaci, meno risolutivi e che spesso devono farsi carico di problemi personali, familiari e di caregiving molto rilevanti. Quindi è giunto il tempo per cambiare l’approccio a questo problema e per ricondurre le donne all’interno di un perimetro di gestione dei loro problemi di salute che sia sovrapponibile e certo rispetto a quello che già per gli uomini viene garantito”.

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