Salute 12 Giugno 2024 09:31

In bocca alla salute: il benessere generale passa dalla salute orale

La bocca è la finestra della salute di tutto il corpo: anche se molto spesso non ci pensiamo, osservando lo stato della bocca possiamo ipotizzare la presenza di malattie sistemiche e, in alcuni casi, effettuare una diagnosi precoce delle patologie proprio a partire dai sintomi orali. La prima puntata de In bocca alla Salute

di Camilla De Fazio
In bocca alla salute: il benessere generale passa dalla salute orale

La bocca è la finestra della salute di tutto il corpo: anche se molto spesso non ci pensiamo, osservando lo stato della bocca possiamo ipotizzare la presenza di malattie sistemiche e, in alcuni casi, effettuare una diagnosi precoce delle patologie proprio a partire dai sintomi orali. Nel corso del primo episodio di In bocca la Salute, un nuovo format dedicato alla salute orale e realizzato da Sics (Società Italiana di Comunicazione Scientifica) e Popular Science con il contributo non condizionante di Procter&Gamble, tre esperti si sono confrontati sul legame tra patologie sistemiche e sintomi orali e quindi sull’importanza di fare prevenzione e di una collaborazione tra specialisti. Nel corso dei successivi cinque incontri del format continueremo a parlare di prevenzione e dei rischi in cui si può incorrere se non si mantiene una buona salute orale nel corso degli anni.

In questa puntata sono intervenuti Raffaele Iandolo, Presidente della Commissione Albo Odontoiatri; Andrea Mandelli, Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi) e Stefano Celotto, Medico di Medicina Generale e membro della Simg, la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie.

Legame tra malattie sistemiche e sintomi del cavo orale

“Dai segni e dai sintomi che rileviamo in bocca possiamo ipotizzare la presenza di patologie sistemiche”, ha fatto notare Iandolo. “Molte patologie sistemiche esordiscono proprio nel cavo orale e possono essere diagnosticate precocemente attraverso la rilevazioni di questi sintomi”, ha precisato il Presidente, portando l’esempio di diverse malattie, come la sclerodermia e le malattie autoimmuni.

In alcuni casi la correlazione tra malattie sistemiche e del cavo orale è bidirezionale. Le parodontopatie (di cui fa parte la parodontite, più comunemente nota come piorrea) – infiammazioni che coinvolgono i tessuti di sostegno del dente: gengive, legamento parodontale e osso alveolare – sono un’importante complicanza del diabete e, allo stesso tempo, il diabete è un fattore di rischio per lo sviluppo di parodontopatie. “Lo stesso – ha sottolineato Iandolo – avviene per le malattie cardiovascolari”.

Per questa ragione, come osservato da Celotto, “per il medico di medicina generale l’esame della bocca dovrebbe rientrare all’interno della valutazione complessiva del paziente”. Non solo perché, come già sottolineato, alcuni sintomi delle patologie sistemiche coinvolgono il cavo orale, ma anche perché “l’igiene del cavo orale può rispecchiare l’igiene generale del paziente e può indicare l’adozione di stili di vita più o meno sani. La presenza di carie, per esempio, potrebbe essere il frutto di un’alimentazione scorretta e, d’altra parte, le lesioni del cavo orale possono portare all’adozione di un’alimentazione scorretta, creando un circolo vizioso. In questi casi dobbiamo considerare l’igiene orale, lo stato nutrizionale e le abitudini alimentari del paziente per poi ottimizzare, insieme all’odontoiatra, la presa in carico del cavo orale”.

In sintesi Celotto ha spiegato che “il medico di medicina generale deve essere formato a riconoscere i segni e i sintomi del cavo orale, il cui esame deve far parte della valutazione complessiva dello stato di salute del paziente”.

Il ruolo del farmacista: in sinergia con odontoiatri e medici di base

Molto spesso il farmacista è il primo professionista sanitario con cui il cittadino entra in contatto, anche quando soffre di un disturbo del cavo orale. Per questo il farmacista svolge un ruolo fondamentale e non solo anche lui deve essere formato per poter rispondere a queste esigenze, ma deve anche lavorare in sinergia con gli altri specialisti e saper indirizzare il paziente verso il medico di medicina generale o il dentista, a seconda delle esigenze.

Il farmacista può ricavare informazioni preziose dalla bocca. “Possiamo eseguire una prova di masticazione, dalla quale valutiamo una serie di problematiche relative al cavo orale e, come è stato detto, all’igiene orale e personale del paziente”, ha precisato Mandelli. Secondo l’esperto un dialogo proficuo tra farmacista e professionista (in questo caso in particolare dentista) potrebbe portare beneficio a entrambe le figure professionali. “In ossequio al DM 77, credo che dovremmo valutare, all’interno della formazione continua in medicina, momenti di sinergia tra professionisti per un aggiornamento più efficace”.

Dello stesso avviso anche il dott. Celotto: “Il singolo professionista non può prendere in carico un paziente a tutto tondo, per questo è assolutamente necessaria una collaborazione tra professionisti della salute”.

Prevenire è meglio che curare

La comunicazione e la collaborazione tra figure professionali e la capacità di comunicare ai cittadini con una voce unica, favoriscono anche una sensibilizzazione dei pazienti ai temi della prevenzione, nodo cruciale della sanità in generale e in particolare della salute del cavo orale.

“Purtroppo nel nostro Paese la prevenzione viene da sempre sottovalutata, nonostante il fatto che sia fondamentale – ha detto Mandelli. Per quanto riguarda il campo odontoiatrico una corretta prevenzione è la strategia migliore per allungare la vita e garantire la buona salute del cavo orale, ma anche per la prevenzione di altre patologie. Da un punto di vista economico la prevenzione è la prima vera arma di cui disponiamo per rendere sostenibile il Sistema Sanitario”.

La prevenzione è ancora più importante dal momento in cui l’accesso dei pazienti agli studi odontoiatrici è limitato, come specificato da Iandolo. “Oggi circa il 60% dei cittadini non riesce ad accedere agli studi odontoiatrici e le prestazioni effettuate nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale sono molto limitate, corrispondono circa al 5% del totale. Anche per questo dobbiamo sviluppare la cultura della prevenzione. Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso uno sforzo congiunto di odontoiatri, medici di medicina generale, farmacisti e di tutte le componenti della sanità”. Va coinvolta anche la politica che, come sottolineato dal Presidente Iandolo in conclusione, dovrebbe tenere a mente che la prevenzione è sempre un ottimo investimento.

 

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