Salute 11 ottobre 2016

Lampedusa, parte Sanità di Frontiera: per la prima volta la formazione dei medici sulle migrazioni si fa sul campo

Sull’isola l’iniziativa che mette al centro la formazione dei medici per fronteggiare al meglio il fenomeno migratorio. Aureli, direttore dell’iniziativa: «Colmiamo vuoto esistente nel sistema italiano». Alfano: «Se c’è da fare di più faremo di più»

Sanità di Frontiera entra nella sua fase operativa. Tre anni dopo la prima grande strage di migranti a Lampedusa, prende corpo l’iniziativa umanitaria dell’Osservatorio Internazionale della Salute (OIS) che punta a rafforzare e omologare verso un livello d’eccellenza la formazione degli operatori sanitari sul tema della salute dei migranti. Pilastro del progetto, il Dottor Pietro Bartolo, uno dei medici più operativi negli sviluppi migratori, divenuto oramai un vero e proprio simbolo per Lampedusa.

«Sanità di Frontiera – spiega il dottor Francesco Paolo Aureli, direttore del progetto – va a colmare un vuoto esistente nel sistema sanitario italiano che ad oggi è quello della formazione dei medici, paramedici e degli operatori sanitari che si occupano di immigrazione. L’idea è nata con il sostengo di Consulcesi Onlus che partirà con un primo corso di formazione a dicembre 2016. Sanità di Frontiera – prosegue Aureli – oltre alla componente formativa, andrà a svolgere anche attività per cercare di mettere in rete i vari operatori del settore, i vari stakeholder che si occupano d’immigrazione sul territorio nazionale, con l’intento poi di espandere anche a livello europeo. Una piattaforma tecnologica che possa mettere in collegamento digitale i vari operatori attraverso una App per smartphone e tablet attraverso una piattaforma online che possa essere consultata e che metta in collegamento da un lato gli immigrati e, dall’altro, tutti gli operatori sanitari e gli enti che si occupano di sanità in Italia. Sanità di Frontiera – conclude – nasce anche per contribuire a migliorare lo stato di salute psicofisico dei migranti, quindi oltre al loro benessere fisico anche il loro benessere mentale».

Tutte le fasi del progetto Sanità di Frontiera saranno documentate e disponibili su un sito web. Il materiale servirà per realizzare un docufilm e un video-corso ECM FAD destinato a medici interessati ad approfondire il tema dell’immigrazione da un punto di vista medico e sanitario.

La formazione dei medici rispetto al fenomeno migratorio è un tema caro anche alle istituzioni, come sottolinea ai microfoni di Sanità di Frontiera il Ministro dell’Interno Angelino Alfano: «Abbiamo delle eccellenze straordinarie in campo, sia a Lampedusa, come il dottor Bartolo, ma anche a Agrigento e Palermo e in tutte quelle zone sanitarie che rappresentano una prima frontiera in queste emergenze». Insomma, per Alfano finora «i medici italiani hanno risposto alla grande all’emergenza», ma «se c’è da fare di più si farà di più».

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