Salute 3 Giugno 2024 15:12

Giornata mondiale della bicicletta, la usa l’11% degli italiani: “Pedalare allunga la vita”

Iss: “La buona abitudine di pedalare è più frequente fra gli uomini, le persone senza difficoltà economiche, con alto livello di istruzione e tra gli stranieri”

di I.F.
Giornata mondiale della bicicletta, la usa l’11% degli italiani: “Pedalare allunga la vita”

Fare della bicicletta il proprio principale mezzo di trasporto per muoversi in città, per andare a scuola o al lavoro, ha molti benefici su tutto l’organismo, dal cuore alla mente, e allunga la vita anche di molti anni. Già nel 2014, uno studio danese aveva dimostrato che chi pratica una mobilità attiva, ovvero che usa la bicicletta per spostarsi, raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Secondi i dati del progetto di sorveglianza di sanità pubblica ‘Passi’ dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), “nel biennio 2021-2022 l’11% degli adulti, tra i 18 e i 69 anni, residenti in Italia utilizza la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani. È un’abitudine più frequente fra gli uomini, fra le persone senza difficoltà economiche e” con “alto livello di istruzione, e tra gli stranieri”.

Dove si pedala di più in Italia

Come emerge dai dati dell’Iss, “quella di pedalare nella quotidianità è una pratica più diffusa fra i residenti delle regioni del Nord Italia e meno fra i residenti nel Centro-Sud: 17% nel Nord contro 6% nel Meridione. Nella provincia autonoma di Bolzano quasi una persona su tre utilizza abitualmente la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Inoltre dai dati 2021-2022 emerge che chi si muove in bicicletta lo fa per quasi quattro giorni alla settimana, per un totale settimanale di oltre 140 minuti. L’Oms raccomanda di praticare almeno 150 minuti a settimana di attività moderata, o 75 minuti di attività intensa o combinazioni equivalenti delle due modalità – ricorda l’Iss -. Andare in bicicletta o percorrere dei tragitti a piedi per gli spostamenti abituali – rimarca – può essere considerata attività fisica moderata. Ricorrere alla mobilità attiva, facendo uso di bicicletta o spostandosi a piedi, cumulando almeno 150 minuti settimanalmente, garantirebbe il raggiungimento dei livelli minimi di attività fisica raccomandati dall’Oms, indipendentemente dall’attività fisica praticata nel tempo libero o durante l’attività lavorativa”.

Mobilità attiva o non attiva? Ecco come si misura

Così, utilizzando le informazioni sul tempo impiegato per la mobilità attiva, “si possono definire fisicamente attive per questa le persone che usano la bicicletta o vanno a piedi per gli spostamenti abituali per almeno 150 minuti a settimana“, precisa l’Iss. Si possono considerare “‘parzialmente attive per la pratica di mobilità attiva le persone che dichiarano di spostarsi abitualmente in bicicletta o a piedi senza raggiungere però i 150 minuti a settimana”, mentre “le persone che non praticano mobilità attiva possono essere denominate come non attive per mobilità attiva praticata. Complessivamente, nel biennio 2021-2022 il 42% delle persone 18-69enni intervistate pratica mobilità attiva e dichiara di aver usato la bicicletta e/o di essersi spostato a piedi per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani nel mese precedente l’intervista – riferisce l’Iss -. Il 19% degli intervistati risulta fisicamente attivo con la pratica della mobilità attiva perché grazie a questa raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’Oms di almeno 150 minuti a settimana di attività moderata. Il 23% risulta parzialmente attivo per mobilità attiva praticata perché si sposta a piedi o in bicicletta, ma lo fa per meno di 150 minuti a settimana. Il il restante 58% della popolazione si sposta con veicoli a motore (privati o pubblici) senza o con trascurabili tragitti a piedi o in bicicletta”.

 

 

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