Salute 16 Febbraio 2024 09:59

Disturbi visivi o neurologici? Pronta una nuova scala valutazione per distinguerli precocemente

Un’équipe multidisciplinare della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ha sviluppato una nuova scala di valutazione capace di distinguere disturbi del campo visivo da disturbi di natura neuropsicologica quando la persona non è ancora capace di poter collaborare per l’esecuzione dei test necessari per la corretta diagnosi

di I.F.
Disturbi visivi o neurologici? Pronta una nuova scala valutazione per distinguerli precocemente

Quando un trauma cranico, un ictus cerebrale, un’infezione o altre patologie causano una severa lesione al sistema nervoso la persona viene colpita da disturbi gravi di tipo motorio, cognitivo, comportamentale e percettivo. Distinguere tra questi disturbi non è semplice ma è fondamentale per garantire al paziente, già nelle prime fasi del percorso di neuroriabilitazione, le terapie più corrette per ritornare al massimo della propria autonomia. Con questo obiettivo una équipe multidisciplinare della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ha sviluppato una nuova scala di valutazione capace di distinguere disturbi del campo visivo da disturbi di natura neuropsicologica (come ad esempio il neglect o negligenza spaziale unilaterale ) già nelle primissime fasi del ricovero del paziente, ossia quando la persona non è ancora capace di poter collaborare per l’esecuzione dei test necessari per la corretta diagnosi.

Functional Assessment Scale of Hemianopia

La scala, denominata Functional Assessment Scale of Hemianopia (Flash) e pubblicata in uno studio sulla rivista ‘Healthcare’, si basa sull’osservazione di alcuni comportamenti posturali esibiti dai pazienti (ad esempio la posizione della testa, la direzione spontanea dello sguardo, l’allineamento della fissazione binoculare (degli assi visivi), l’utilizzo di posture di compenso con il capo, e altri parametri) che vengono utilizzati come parametri per la diagnosi del disturbo visivo. La letteratura scientifica – spiega Susanna Lucatello, logopedista e ricercatrice della Fondazione Santa Lucia Irccs – suggerisce come una numerosa percentuale (fino al 90%) di pazienti con severe lesioni del sistema nervoso presenta disfunzioni visive come ad esempio i deficit centrali di campo visivo, di cui il più comune è l’emianopsia (che comporta la perdita di metà del campo visivo). L’utilizzo della scala di valutazione ‘Flash’ permette di orientare il percorso di neuroriabilitazione sin dai primi momenti di ricovero in neuroriabilitazione nelle quali il paziente trae maggiore vantaggio dalle terapie”.

Lo studio su 56 pazienti

Per la sperimentazione che ha validato la scala ‘Flash’ sono stati coinvolti 56 pazienti, tra cui 32 colpiti da ictus ischemico, 16 da ictus emorragico e otto da trauma cranico. I risultati riscontrati con la nuova scala sono stati confrontati con i dati emersi dall’esame di riferimento per la diagnosi di disturbi visivi: la perimetria statica automatizzata eseguita da un’ortottista esperta. “Il confronto dei risultati ha mostrato un elevato livello di sensibilità e specificità della Flash rispetto alla Perimetria statica automatizzata: quando la perimetria ha rilevato la presenza di emianopsia, la Flash ha identificato comportamenti distinti associati al disturbo di campo visivo al contrario, in presenza di un campo visivo integro, la Flash registrava accuratamente l’assenza di questi comportamenti”, continua Lucatello.

Si facilita la valutazione durante il ricovero post-acuto

“L’utilizzo della scala Flash può rappresentare uno strumento di screening prezioso per questo disturbo ed economicamente vantaggioso in quanto riduce la necessità di effettuare costosi test diagnostici, in una fase in cui i pazienti potrebbero non avere le capacità cognitive e motorie per completarli in modo affidabile. Questo approccio innovativo in un’ottica multidisciplinare, facilita una valutazione accurata durante il ricovero post-acuto e – conclude Lucatello – consente lo sviluppo di interventi riabilitativi personalizzati per i pazienti, nonché può facilitare il successivo rinvio ad esami strumentali di approfondimento diagnostico”.

 

 

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